il portale della chiesa madre di Naro la cui edificazione fu voluta proprio da Manfredi Chiaromonte a rappresentare un ponte tra il gotico europeo e la Sicilia medievale, sintetizzando in una singola opera secoli di storia, arte e ambizione dinastica.
Il gotico chiaramontano, sviluppato in Sicilia nel XIV secolo sotto l’egida della potente famiglia Chiaramonte, rappresenta una sintesi unica di influenze anglo-normanne e innovazioni locali. A Naro, nell’agrigentino, questo stile raggiunge vertici di raffinatezza, come testimonia il portale della Chiesa Madre, commissionato da Manfredi Chiaromonte. La decorazione a zig-zag radiale, elemento distintivo dello stile, qui si evolve in un dinamico gioco di modanature trasversali e archi sguinciati, creando un ritmo visivo che dialoga con l’architettura coeva siciliana.
Il Portale della Chiesa Madre: Analisi di un Capolavoro
Il portale, fulcro dell’edificazione voluta da Manfredi Chiaromonte, si distingue per la ghiera esterna conclusa in peducci decorati, dove i motivi a zig-zag si alternano a fasce di acanto, tipiche del repertorio chiaramontano. La transizione dalla decorazione radiale a quella trasversale avviene senza soluzione di continuità, enfatizzando l’unità compositiva. Questo approccio, che predilige l’armonia tra elementi geometrici e naturalistici, riflette l’ambizione dei Chiaramonte di legittimare il proprio potere attraverso un’estetica monumentale e riconoscibile.
Un confronto diretto si può istituire con il portale del salone al terzo piano di Palazzo Steri-Chiaromonte a Palermo, anch’esso caratterizzato da ghiere con motivi a zig-zag e colonnine esili. Entrambi i manufatti condividono una volontà di esaltare il prestigio familiare, sebbene il portale di Naro appaia più sobrio, concentrandosi sulla purezza delle linee e sull’equilibrio tra vuoti e pieni.
Palazzo Steri e Favara: Dialoghi Architettonici
Palazzo Steri, eretto da Manfredi I Chiaromonte a inizio Trecento, incarna l’apogeo del potere della famiglia. Nonostante le successive manipolazioni, conserva bifore e trifore con tarsie laviche e motivi floreali, mentre il portale del salone superiore ripropone il linguaggio decorativo visto a Naro. La bicromia e l’alternanza di geometrie rivelano un’influenza arabo-normanna rielaborata in chiave gotica, tipica dello stile chiaramontano.
A pochi chilometri da Naro, il castello di Favara offre un ulteriore esempio di questa sintesi. Il portale della cappella, con la sua raggiera di colonnine pensili e archetti acuti in successione, richiama direttamente il duomo di Palermo, ma qui le decorazioni a zig-zag trasversali raggiungono una coerenza formale ancora più marcata. Lo studioso Giuseppe Spatrisano ha sottolineato come questi elementi, apparentemente minori, contribuiscano a conferire monumentalità all’insieme, riflettendo l’“invadente potenza” dei Chiaramonte .
La Cappella di Favara e Altri Esempi Minori
Nel castello di Favara spiccano altri due portali: quello del salone del primo piano, con archi intarsiati e foglie d’acanto, e quello interno della cappella, caratterizzato da un architrave semplice sormontato da un arco a intarsi concentrici. Quest’ultimo, unico nel suo genere, dimostra come gli artigiani chiaramontani sperimentassero soluzioni innovative, combinando rigore geometrico e fantasia decorativa.
Eredità e Significato del Gotico Chiaramontano
L’arte chiaramontana a Naro e nel territorio agrigentino non fu solo un’espressione di potere, ma anche un veicolo di identità culturale. Il portale della Chiesa Madre, insieme alle architetture di Palazzo Steri e Favara, testimonia una volontà di unificazione stilistica che supera i confini locali, proiettando la Sicilia in un dialogo artistico con l’Europa medievale. Le mostre permanenti nel Castello Chiaramontano di Naro, come quella dedicata a Leonardo da Vinci, ribadiscono oggi il ruolo di questa architettura come custode di storia e innovazione.


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