La storia della chiesa agrigentina è ricca e complessa, con testimonianze che spaziano dal periodo paleocristiano all’età moderna, caratterizzata dalla trasformazione di antichi luoghi di culto pagani e dalla costruzione di nuove istituzioni religiose.
Le origini e il periodo bizantino:
Agrigento, già in epoca greca nota come Akragas, ha visto una precoce diffusione del cristianesimo. La diocesi di Agrigento, per numero di evidenze archeologiche e monumenti nella Sicilia cristiana, segue solo la Diocesi di Siracusa
Già nel III secolo d.C. sembra espandersi l’area cimiteriale nelle mura urbiche, con una maggiore frequenza delle principali catacombe dalla metà del IV fino al VII secolo d.C.
Un momento significativo è rappresentato dalla trasformazione di templi pagani in chiese cristiane, pratica diffusa in Sicilia in età medievale.
Le prime notizie di tale trasformazione ad Agrigento risalgono al VII secolo d.C. In particolare, nella biografia di Gregorio, vescovo di Agrigento, Leonzio fa riferimento a un tempio «davvero bello».
Il tempio della Concordia fu trasformato in una basilica cristiana di rito bizantino dedicata ai santi Pietro e Paolo nel 596-97 d.C. da Gregorio, vescovo della diocesi di Agrigento.
Secondo Catullo Mercurelli, questa chiesa di San Gregorio, sorta nel tempio pagano, e il suo monastero sopravvissero durante la dominazione islamica e furono un punto di riferimento per i pochi cristiani della zona. Questa ipotesi è supportata dalla lettura del privilegio di fondazione della diocesi di Agrigento del 1098 e del Libellus de successione pontificum Agrigenti del 1233.
Nel VII secolo, un sinodo condannò coloro che avevano profanato la chiesa centrale di Agrigento, ordinandone la ricostruzione e assegnando alla Chiesa di Agrigento beni demaniali sui quali avanzava pretese la Chiesa di Roma.
Il periodo normanno e medievale:
Durante la dominazione normanna, si assiste a un rinnovamento delle strutture ecclesiastiche. La Cattedrale di Agrigento fu edificata per la prima volta in epoca normanna (1096-1102) in un luogo fortificato sulla collina di Girgenti, tanto da essere denominata “ecclesia munita”, ossia luogo di culto e di difesa.
Il re Ruggero dotò l’abbazia di S. Gregorio (sorta dal tempio della Concordia) di molte terre situate dentro la città vecchia tra il 1090 e il 1101.
Nel 1179, re Guglielmo II concesse alla Chiesa agrigentina, in cambio della cessione del castello di Battellaro al monastero di Monreale, la chiesa di S. Gregorio, situata fuori le mura di Agrigento, con tutti i suoi villani e pertinenze.
Un altro importante esempio di riadattamento è il tempio C (cd. di Demetra e Persefone), trasformato verso la fine del XII secolo nella chiesa dedicata a San Biagio.
La chiesa di Santa Maria dei Greci fu probabilmente edificata durante il periodo bizantino (tra il 395 e il 596) sui resti di un tempio dorico del V secolo a.C. Una tradizione popolare la indica come la prima cattedrale di Agrigento, fondata dal protomartire San Libertino. La sua forma attuale risale al periodo normanno. Le rovine del tempio di Zeus Polieo servirono da fondazione per questa chiesa.
Il Monastero di Santo Spirito costituisce uno degli esempi più antichi e significativi di architettura siciliana del XIV secolo, spesso definita “chiaramontana” per il patrocinio della potente famiglia Chiaramonte. Diverse donne della famiglia Chiaramonte vissero e furono sepolte nella sua chiesa.
La chiesa di San Gregorio, nel tempo, divenne una reale abbazia di rito bizantino, autonoma dalla giurisdizione del vescovo di Agrigento.
L’età moderna:
La dedicazione a San Gregorio per la chiesa sorta nel tempio della Concordia si mantenne fino alla sua demolizione nel 1788, a seguito del restauro di liberazione voluto dal principe di Torremuzza.
La chiesa di San Biagio rimase in funzione fino al 1837, anno della sua distruzione.•
Il culto della Madonna di Bonamorone era presente ad Agrigento, forse di origine bizantina, con un monastero cistercense edificato accanto nel 1228.
La storia della chiesa agrigentina testimonia una continuità di fede e di riutilizzo di spazi sacri, segnata da importanti figure vescovili, ordini monastici e trasformazioni architettoniche che riflettono le diverse epoche storiche della città. Fonti archivistiche, come quelle conservate presso l’Archivio Diocesano di Agrigento e l’Archivio di Stato di Agrigento, continuano a fornire preziose informazioni per ricostruire questa affascinante storia.


Il santo che salvò il Tempio della Concordia dalla distruzione