la storia e l’evoluzione del paesaggio agrario della Valle dei Templi, un patrimonio unico di natura e cultura.
Introduzione: La Valle dei Templi tra Natura e Cultura
La Valle dei Templi di Agrigento è un esempio eccezionale di come il paesaggio naturale e il patrimonio storico possano coesistere. Questo sito, rinomato a livello mondiale, è stato descritto da Auguste Laugel nel 1872 come un “manto meraviglioso” che avvolge le rovine di antichi templi, riflettendo un’armonia tra le strutture archeologiche e l’ambiente circostante. Questa connessione, sviluppatasi dal XVIII secolo, è stata formalmente riconosciuta nel 1997 con l’inclusione della Valle dei Templi nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Oltre al suo valore archeologico, la Valle è un paesaggio che ha subito molteplici trasformazioni. Queste modifiche riflettono due matrici principali: una legata alla produzione agricola e una alla valorizzazione culturale delle rovine. Questo dualismo rende la Valle dei Templi un luogo unico, dove la natura e la cultura si arricchiscono reciprocamente.
Aspetti del Paesaggio
Il paesaggio della Valle dei Templi possiede due aspetti fondamentali: una antica, legata all’agricoltura, e una recente, legata alla scoperta e alla valorizzazione culturale dei ruderi archeologici.
Antichità
La matrice antica del paesaggio agrario è connessa con l’arboricoltura “asciutta”, una pratica agricola prevalente fino alla metà del XX secolo. Questa forma di agricoltura, che include coltivazioni di mandorli e ulivi, ha modellato il territorio di Agrigento e costituisce una parte importante della storia agricola della Sicilia. Questo sistema tradizionale ha permesso di trasformare vaste aree in terreni agricoli produttivi.
Contemporaneità
La matrice recente è invece collegata alla scoperta dei ruderi e alla loro trasformazione in attrazioni culturali. Questo cambiamento è stato influenzato da viaggiatori e studiosi che, dal XVIII secolo in poi, hanno iniziato a esplorare e documentare la Valle dei Templi. Questo processo ha portato a una crescente consapevolezza del valore estetico e storico del paesaggio, che è stato poi protetto attraverso politiche di tutela e conservazione.
Il Contesto Fisico e Biologico
La Valle dei Templi è situata su un pianoro attraversato da due valloni, delimitato da colline e dai fiumi Akragas e Hypsas. Originariamente coperta da macchia mediterranea, la Valle ha subito profonde modifiche a causa delle attività umane.
Geologia e Vegetazione
La geologia della Valle è caratterizzata dall’alternanza di substrati argillosi e calcarenitici, conferendo al territorio una notevole diversità. La vegetazione originaria comprendeva specie come oleastro, palma nana, cappero e terebinto, ancora presenti in alcune aree.
Uso Agricolo
L’uso agricolo del territorio ha radici profonde, risalenti ai tempi della città greca e romana. Diodoro Siculo, nel 480 a.C., menzionava già vigneti e alberi da frutto nel territorio di Agrigento. La fertilità del suolo e le risorse idriche hanno permesso uno sviluppo agricolo variegato e produttivo.
La Storia Agricola della Valle
La storia agricola della Valle dei Templi è caratterizzata da periodi di prosperità e declino. Durante il periodo normanno, la Valle era rinomata per i suoi orti e giardini, che producevano una vasta gamma di prodotti agricoli destinati al commercio.
Diffusione della Mandorlicoltura
Nel XVIII e XIX secolo, la mandorlicoltura si diffuse rapidamente in tutta la Sicilia, diventando una delle principali colture. Paolo Balsamo, nel suo “Giornale del viaggio fatto in Sicilia” (1809), lodava il mandorlo per la sua utilità e produttività, ritenendolo superiore persino all’olivo. Durante questo periodo, le superfici coltivate a mandorlo aumentarono significativamente, spesso a scapito dei vigneti distrutti dall’invasione fillosserica.
Declino della Mandorlicoltura
A partire dagli anni ’60 del XX secolo, la mandorlicoltura siciliana iniziò a declinare a causa della concorrenza delle colture californiane e spagnole, che adottavano sistemi colturali intensivi. La superficie coltivata a mandorlo si ridusse drasticamente, passando da 76.738 ettari nel 1990 a circa 30.770 ettari nello stesso anno, continuando a diminuire negli anni successivi.
Il Paesaggio nella Letteratura dei Viaggiatori
La Valle dei Templi ha attratto viaggiatori e studiosi sin dal XVIII secolo, diventando una tappa fondamentale del Grand Tour. Le descrizioni di questi viaggiatori hanno contribuito a costruire l’immagine mitica della Valle e a diffonderne la fama a livello internazionale.
Johann Hermann von Riedesel
Uno dei primi viaggiatori a documentare la Valle dei Templi è stato Johann Hermann von Riedesel, che alla fine degli anni ’60 del Settecento descrisse il paesaggio come una “sintesi tra paesaggio archeologico e paesaggio agricolo”. Riedesel notò la presenza di vigneti, olivi, mandorli e grano, sottolineando l’armonia tra natura e architettura.
Patrick Brydone
Patrick Brydone, nel suo “Viaggio in Sicilia e Malta” (1773), esaltò la bellezza esotica del paesaggio agrigentino, con le sue file di agavi americane in fiore e la ricchezza di frutta e prodotti agricoli. Le sue descrizioni enfatizzavano il contrasto tra le antiche rovine e la rigogliosa vegetazione.
Goethe
Il viaggio di Goethe in Sicilia (1786-1788) è uno dei momenti centrali per la costruzione dell’immagine della Valle dei Templi. Goethe descrisse il paesaggio con grande sensibilità, sottolineando l’armonia tra le rovine e la natura circostante. La sua attenzione agli aspetti scientifici e tecnici della geologia e della vegetazione arricchì ulteriormente la percezione del paesaggio agrigentino.
L’Iconografia e il Paesaggio
L’iconografia prodotta dai viaggiatori ha avuto un ruolo cruciale nella diffusione dell’immagine della Valle dei Templi. Disegni e acquerelli dei templi circondati da una vegetazione lussureggiante hanno creato un’immagine romantica e pittoresca della Valle.
Jean-Pierre Louis Laurent Hoüel
Jean-Pierre Louis Laurent Hoüel, nel suo “Voyage pittoresque des îles de Sicile, de Malte et de Lipari” (1782-87), ha documentato dettagliatamente le rovine e il paesaggio agrigentino. Le sue incisioni raffigurano i templi immersi in una vegetazione rigogliosa, evidenziando il legame tra natura e architettura.
Friedrich Münther
Friedrich Münther, nel suo “Viaggio in Sicilia” (1785-86), descrisse il tempio di Giunone come una rovina “inesprimibilmente bella e pittoresca”, circondata da giardini profumati e alberi. La sua sensibilità per il rapporto tra rovine e vegetazione contribuì a costruire l’immagine romantica della Valle.
Le Trasformazioni del Paesaggio
Il paesaggio della Valle dei Templi ha subito significative trasformazioni nel corso dei secoli, influenzate da fattori naturali e antropici. La gestione del territorio e le politiche di tutela hanno giocato un ruolo cruciale nell’evoluzione del paesaggio.
Insediamento Storico
Il territorio della Valle è stato occupato sin dall’antichità da insediamenti urbani e agricoli. Durante il periodo normanno, l’intera area fu assegnata al civico demanio, mantenendo un valore urbano e agricolo. Questa gestione pubblica ha contribuito alla frammentazione del paesaggio agrario e alla sua fertilità.
Politiche di Tutela
La politica di tutela dei beni culturali seguita dallo Stato italiano, in particolare durante il Ventennio fascista, ha esaltato gli aspetti estetici e di memoria collettiva dei beni archeologici. Questo processo ha portato a uno scollamento tra la popolazione locale e i valori archeologici della Valle, evidenziando la necessità di una gestione integrata che consideri sia gli aspetti culturali che produttivi del paesaggio.
La Crisi della Mandorlicoltura
La mandorlicoltura, una delle colture più significative della Valle dei Templi, ha subito una crisi profonda negli ultimi decenni. Le ragioni di questa crisi sono molteplici e comprendono sia fattori generali legati alla competitività internazionale, sia fattori specifici legati alle normative locali.
Vincoli Normativi
Le norme che regolano l’uso del suolo nella Valle dei Templi impongono restrizioni significative alle attività agricole. In particolare, è vietato modificare le colture esistenti, eseguire arature profonde o utilizzare mezzi meccanici senza l’autorizzazione della soprintendenza. Questi vincoli, pur necessari per la tutela dei resti archeologici, hanno disincentivato il mantenimento e il rinnovo degli impianti di mandorlo.
Abbandono delle Colture
Il progressivo abbandono delle colture di mandorlo è stato accompagnato da un aumento delle superfici lasciate all’incolto e da una riduzione delle superfici arborate. Questo processo ha portato a una perdita di biodiversità e a un degrado del paesaggio agrario, con conseguenze negative sia dal punto di vista ambientale che culturale.
Opportunità e Vincoli per una Tutela Attiva
La tutela del paesaggio della Valle dei Templi richiede un approccio integrato che consideri la sua complessità e la sua valenza multifunzionale. Il Progetto di Convenzione Europea del Paesaggio sottolinea l’importanza di integrare le politiche di salvaguardia con quelle per lo sviluppo sostenibile, riconoscendo il paesaggio come una risorsa economica, culturale ed ecologica.
Valorizzazione del Paesaggio
Per garantire una gestione sostenibile del paesaggio, è necessario valorizzare sia gli elementi fisici e produttivi che quelli culturali. Questo include la conservazione degli elementi geologici e biologici, la promozione della biodiversità e la tutela del sistema agricolo tradizionale. Progetti come il “Museo vivente del mandorlo” possono contribuire a diffondere la conoscenza e l’apprezzamento delle colture tipiche e di qualità.
Gestione Integrata
Un modello di gestione integrata del paesaggio deve considerare il bene-paesaggio come un fattore produttivo e rigenerativo. Questo implica la creazione di opportunità economiche legate alla valorizzazione del paesaggio, come il turismo culturale e l’agricoltura sostenibile. La collaborazione tra istituzioni, comunità locali e stakeholders è fondamentale per raggiungere questi obiettivi.
Conclusione
Il paesaggio agrario della Valle dei Templi è un esempio unico di interazione tra uomo e natura, storia e cultura. La sua tutela e valorizzazione richiedono un approccio olistico che consideri la sua complessità e multifunzionalità. Solo attraverso una gestione integrata e sostenibile sarà possibile preservare questo patrimonio straordinario per le future generazioni, garantendo al contempo il suo ruolo come risorsa economica e culturale per la comunità locale.
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