L’uso storico del termine “donna” nella cultura siciliana, le credenze esoteriche e le tradizioni popolari
Introduzione e Origine del Termine
Il termine “donni” è spesso considerato il plurale di “donna”, il sostantivo femminile che denota la femmina della specie umana. Derivante dal latino “domna”, una forma contratta di “domina” che significa signora, il termine veniva utilizzato dai Romani per designare le ragazze a partire dal quattordicesimo anno di età. Questo termine indicava che le ragazze erano pronte a prendere sulle proprie spalle il peso della famiglia e a diventare dominatrici della casa.
L’uso della parola “donna” in questo senso iniziò a diffondersi soltanto dopo il XII secolo. Prima di allora, il termine “femmina” era più comune. In varie lingue romanze, come il francese (“femme”), lo spagnolo (“mujer”) e il portoghese (“mulher”), il termine corrispondente a “donna” non viene utilizzato per indicare una femmina umana, e anche in siciliano, il termine “fimmina” è preferito per riferirsi a una donna, mentre “muglieri” viene utilizzato per la moglie.
In siciliano, la parola “donna” viene utilizzata principalmente in contesti diversi dal riferirsi a una femmina umana. Ad esempio, nel contesto delle carte da gioco, come nella “donna di spati” (la donna di spade), “donna d’aremi” (la donna di denari), “donna di coppi” (la donna di coppe) e “donna di mazzi” (la donna di bastoni). Questo uso riflette un certo distacco dalla femminilità, tanto che la “donna di spati” delle carte da gioco piacentine, usate comunemente in Sicilia, è rappresentata con i baffi.
Inoltre, “donna” è anche un titolo utilizzato per indicare una signora che ha il comando di una proprietà o di un palazzo, spesso usato per le nobili signore. In Sicilia, il termine conserva ancora il significato originario di rispetto e autorità.
Uso Storico del Termine “Donna”
Storicamente, il termine “donna” è stato caricato di significati diversi in Sicilia rispetto ad altre culture. In Sicilia, la parola “donna” ha mantenuto un legame stretto con l’autorità e il rispetto, differenziandosi dall’uso comune in altre lingue romanze dove si utilizza per designare semplicemente una femmina adulta.
L’etimologia di “madonna” è anch’essa radicata nel latino “mea domina”, che significa “mia signora”. Utilizzato originariamente come titolo nobiliare, in alcune regioni italiane, come il Piemonte e l’Abruzzo, veniva usato dalle nuore per rivolgersi alle suocere. Con il tempo, il termine è stato volgarizzato e usato come esclamazione comune. Ad esempio, nella canzone “Piove” di Lorenzo Cherubini (Jovanotti), il termine “madonna” è usato come esclamazione per enfatizzare la pioggia incessante.
In Sicilia, tuttavia, “Madonna” ha sempre significato Maria Vergine Immacolata, la Madre Santa di Gesù Cristo. L’uso irriverente di questo termine, come nelle canzoni moderne, è visto come una mancanza di rispetto religioso.
Donni nella Cultura Popolare Siciliana
Nel contesto della cultura popolare siciliana, “donni” assume un significato esoterico. Queste entità sono spesso menzionate al plurale e sono rare le testimonianze che le descrivono al singolare. Le “donni” possono manifestarsi con voci o sembianze maschili, ma vengono sempre indicate con il termine “donni” o “beddi cavalera” (bei cavalieri), e talvolta semplicemente “cavalera”.
Le storie di “donni” sono ricche di particolari e di fascino, spesso raccontate attraverso generazioni. Ad esempio, si narra che in una casa vicino alla chiesa della Grazia di Siculiana, una persona sentisse salutare con una voce maschile ogni sera al suo rientro a casa. Un altro racconto narra di bambini che, mentre conversavano di spiriti e “donni”, assistettero al violento sbattere delle porte, terrorizzati dall’evento inspiegabile.
Donni di Fora e Donni di Jntra
Le “donni di fora” e le “donni di jntra” sono due categorie distinte di entità nella tradizione esoterica siciliana. Le “donni di fora” sono considerate figure magiche che escono dai loro corpi fisici di notte, spesso assumendo forme animali come serpenti, cani o gatti. Queste figure partecipano a rituali magici e sortilegi, guidate da una figura centrale conosciuta come la Matri Maggiura, che risiede a Messina. Le “donni di fora” possono apparire come bellissime donne che esercitano il mestiere di magare (streghe).
Le “donni di jntra”, invece, sono entità che abitano luoghi specifici, come case o proprietà. Queste entità stabiliscono chi può rimanere nel loro territorio e, se contrariate, possono reagire violentemente, causando disastri o persino picchiando i malcapitati. Tuttavia, hanno anche un’attenzione particolare per i bambini, spesso lasciando doni misteriosi accanto ai piccoli.
Tradizioni e Credenze Associati ai Donni
Le “donni” sono circondate da una vasta gamma di tradizioni e credenze nella cultura siciliana. Si crede che queste entità richiedano rispetto e offrano protezione e doni in cambio di cibo e ospitalità. Racconti popolari descrivono bambini trovati fuori dalle loro culle o con trecce intricate come segni della presenza benevola delle “donni”.
Inoltre, le “donni” sono spesso associate a fenomeni paranormali e inspiegabili. Ad esempio, si narra di persone che trovano gioielli antichi e strani manufatti nei loro letti, doni lasciati dalle “donni”. Questi oggetti, spesso di materiali sconosciuti, sono considerati senza valore commerciale ma di grande significato esoterico.
Interpretazioni Antropologiche e Storiche
L’autore esplora anche le interpretazioni antropologiche e storiche delle “donni”, paragonandole a figure mitologiche e divine di altre culture. Ad esempio, le “donni” sono messe a confronto con le dee Madri di Engyon e con figure celtiche simili. Queste entità femminili sono viste come una rielaborazione culturale di antiche divinità femminili e spiriti ancestrali.
Il testo discute anche l’impatto della religione e della magia nella cultura siciliana. Le “donni” sono viste come figure che appartengono al mondo magico, al di fuori del sentimento religioso tradizionale. Questo fenomeno esoterico riflette un profondo legame con il culto della Grande Madre e altre divinità femminili della cultura mediterranea.
Le “donni” rappresentano un elemento fondamentale dell’identità culturale siciliana, mantenendo viva la memoria di antiche credenze e tradizioni. Nonostante l’influenza della modernità e della religione ufficiale, queste figure continuano a essere celebrate e rispettate nella tradizione popolare siciliana.
fonte: Alfonse Doria, Donni, etimologia siciliana


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