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PREISTORIA
PREISTORIA

Preistoria della Sicilia: Un Millenario Preludio alla Colonizzazione Greca

21 Giugno 2024 //  by Elio Di Bella

GUARDA IL VIDEO. La preistoria in Sicilia, dalle prime tracce del Paleolitico alle complesse civiltà dell’Età del Bronzo. Le scoperte archeologiche e culturali che hanno segnato l’isola.

Introduzione

La Sicilia, situata al cuore del Mediterraneo, rappresenta uno dei centri più importanti per le ricerche preistoriche. Grazie al lavoro di eminenti paletnologi come Paolo Orsi e Luigi Bernabò Brea, l’isola ha rivelato un ricco patrimonio archeologico che traccia la sua storia dalle prime presenze umane fino alla colonizzazione greca. Questo documento esplora le principali fasi della preistoria siciliana, concentrandosi su periodi chiave come il Paleolitico, il Mesolitico, il Neolitico, l’Età del Rame e del Bronzo, fino ad arrivare alle civiltà Ausonia e Pantalica.

Il Paleolitico in Sicilia

Il Paleolitico in Sicilia ha iniziato a essere conosciuto un secolo fa grazie alle esplorazioni dei geologi, principalmente nelle caverne della Sicilia occidentale, nelle province di Palermo e Trapani. Il primo sguardo d’insieme fu offerto nel 1878 da F. von Adrian. Negli anni seguenti, le scoperte di Paolo Graziosi con i graffiti di Levanzo e della grotta San Teodoro, e quelle di Iole Marconi Bovio, che rivelò l’arte paleolitica nelle grotte dell’Addaura e di Niscemi, hanno delineato un quadro più dettagliato della vita durante il Paleolitico superiore in Sicilia.

Scoperte e Arte

Le tracce del Paleolitico siciliano sono principalmente limitate al Paleolitico superiore, con ritrovamenti maggioritari lungo la costa settentrionale e qualche presenza tra Siracusa e Marina di Ragusa. La fauna del periodo comprendeva elefanti nani, un indicatore di un clima caldo e di una posizione geografica che ha risparmiato l’isola dalle glaciazioni. L’assenza di connessioni visibili con l’Africa e la presenza di numerosi gusci di conchiglie marine indicano che l’alimentazione era integrata dalla raccolta di molluschi, oltre che dalla caccia.

Le Opere d’Arte

Le opere d’arte del Paleolitico siciliano sono di grande importanza. Due serie di figure, incise e dipinte, sono state scoperte nella grotta della cala del Genovese a Levanzo, una delle isole Egadi. Le figure incise mostrano un vivo senso della natura, mentre quelle dipinte, più schematiche e rigide, sembrano appartenere a un’epoca leggermente più recente. Nella grotta dell’Addaura, presso Palermo, sono state trovate figure umane che sembrano rappresentare cerimonie rituali, contribuendo a mettere il Paleolitico siciliano in prima linea tra le scoperte preistoriche europee.

Il Mesolitico e il Neolitico

Il Mesolitico

In Sicilia, è difficile distinguere nettamente il Mesolitico dal Paleolitico superiore a causa della scarsa rilevanza dei fenomeni glaciali. Il Mesolitico sembra rappresentato chiaramente solo in due siti: la grotta Corruggi di Pachino a sud e un sito presso Novara di Sicilia a nord. Questi insediamenti formano già un anello di congiunzione con le popolazioni del Neolitico.

Il Neolitico

La conoscenza del Neolitico siciliano è iniziata nell’ultimo decennio del XIX secolo con l’individuazione della civiltà di Stentinello, situata nei pressi di Catania. Questa civiltà rappresenta l’avvento di un mondo nuovo, con l’irradiazione dal Vicino Oriente di una civiltà neolitica caratterizzata dall’inizio dell’agricoltura, dell’allevamento e della produzione ceramica. Le ceramiche di Stentinello sono decorate con motivi impressi e dipinti, e i villaggi erano spesso fortificati.

I Villaggi e la Ceramica

Il Neolitico siciliano si distingue per i villaggi trincerati, la complessa decorazione ceramica, gli idoletti e la plastica animalistica. Questo periodo appartiene al IV millennio a.C., un’eco relativamente tardiva di un ambiente maturato nei luoghi di origine nel V millennio a.C. La colonizzazione neolitica sembra essere avvenuta via mare, discendendo dalle coste apule, dopo aver attraversato la Campania e la Provenza.

Le Isole Eolie

Le isole Eolie giocano un ruolo cruciale nel Neolitico siciliano grazie all’abbondanza di ossidiana. Il più antico villaggio scoperto è quello del Castellare Vecchio a Lipari, appartenente al livello di Stentinello. Il castello di Lipari testimonia una fase più recente, caratterizzata dalla diffusione di una nuova ceramica dipinta. Il terzo periodo del Neolitico eoliano vede una ceramica dipinta con motivi complessi, come il meandro e la spirale, tipici degli ambienti balcanici e danubiani. Il quarto periodo è segnato dal distacco dall’eccessiva decorazione a favore di una ceramica monocroma rossa e dalle prime tracce di metallurgia attraverso scorie di fusione.

L’Età del Rame e del Bronzo

L’Età del Rame

Con l’inizio dell’Età del Rame, intorno al III millennio a.C., la Sicilia diventa ancora più aperta ai contatti commerciali e culturali grazie ai progressi nella navigazione. Questo periodo è caratterizzato dall’abbandono del rito della inumazione individuale a favore delle sepolture collettive, spesso in grotte artificiali a forma di forno.

Declino e Rinascita nelle Eolie

Nelle Eolie, il passaggio ai metalli ha causato inizialmente una decadenza economica a causa della diminuzione dell’importanza dell’ossidiana. Tuttavia, la Sicilia nel suo complesso si afferma come un importante centro culturale, con ceramiche che mostrano influenze del tardo Neolitico greco e del mondo egeo-anatolico.

L’Età del Bronzo

L’Età del Bronzo vede una significativa evoluzione culturale in Sicilia. La civiltà di Castelluccio, con le sue tombe a grotticella artificiale e la ceramica dipinta, è rappresentativa di questo periodo. La ceramica monocroma di Malpasso e quella dipinta di Sant’Ippolito mostrano influenze egee e anatoliche, indicando una rete di scambi culturali e commerciali sempre più ampia.

La Divisione Culturale della Sicilia

Durante l’Età del Bronzo, la Sicilia mostra una divisione culturale tra la parte sud-orientale, più aperta ai contatti con la Calabria e la Grecia, e la parte nord-occidentale, più legata all’Africa, alla Spagna e alla Liguria. Questa divisione riflette differenze nelle influenze culturali e nei modelli di insediamento.

Le Isole Eolie nell’Età del Bronzo

Nelle isole Eolie, la civiltà di Capo Graziano nell’isola di Filicudi e quella di Lipari mostrano una continua evoluzione culturale. La grande capanna ovale del re, racchiusa in un recinto quadrangolare, rappresenta un significativo esempio di architettura difensiva. La lavorazione locale dei metalli e i continui rapporti con la Grecia indicano un’epoca di prosperità e scambi intensi.

La Civiltà Ausonia e Pantalica

La Civiltà Ausonia

Con l’inizio del I millennio a.C., la civiltà Ausonia emerge nelle isole Eolie. Questa civiltà, caratterizzata da una ceramica affine alle fasi tardive della civiltà appenninica, rappresenta l’affermazione di nuove popolazioni provenienti dalla penisola italiana. Le necropoli ausoniche, come quella ai piedi del castello di Lipari, mostrano l’uso del rito dell’incinerazione e l’adozione di capanne quadrangolari o poligonali.

I Bronzi e le Connessioni con l’Italia

I bronzi ausonici hanno connessioni dirette con la penisola italiana, risalendo fino alle terramare emiliane. Questo periodo, che copre i secoli XII-IX a.C., mostra un forte legame culturale e commerciale con l’Italia continentale. Le necropoli di Milazzo, con le ceneri raccolte in urne, sono un chiaro esempio di queste connessioni.

La Civiltà di Pantalica

In parallelo alla civiltà ausonica, la civiltà di Pantalica emerge in Sicilia, caratterizzata da centri urbani posti lontano dalla costa e protetti da necropoli. La ceramica di Pantalica, dipinta con motivi “piumati”, mostra influenze orientali, mentre i bronzi e le fibule stabiliscono contatti diretti con l’Oriente.

Le Quattro Fasi di Pantalica

La civiltà di Pantalica si sviluppa attraverso quattro fasi principali:

  1. Prima fase (1270-1000 a.C.): Caratterizzata da necropoli nord e nord-ovest di Pantalica, Montagna di Caltagirone e tombe del fiume Dessueri.
  2. Seconda fase (1000-850 a.C.): Attestata principalmente dalla necropoli di Cassibile, con ceramica dipinta a motivi piumati e nuove fibule di modello ausonico.
  3. Terza fase (850-730 a.C.): Documentata dalle necropoli meridionali di Pantalica e da tombe di Centuripe, con un’espansione dei commerci fenici.
  4. Quarta fase (730-650 a.C.): Gradualmente si immerge nella civiltà greca storica, con le prime colonie greche come Naxos e Siracusa.

Conclusioni

La preistoria della Sicilia è caratterizzata da una straordinaria complessità culturale e da continui scambi con altre regioni del Mediterraneo. Dalle prime tracce del Paleolitico alle complesse civiltà dell’Età del Bronzo, la Sicilia ha giocato un ruolo cruciale nella storia preistorica del Mediterraneo. Le scoperte archeologiche, le opere d’arte e le testimonianze culturali offrono uno sguardo affascinante su un’isola che è stata un ponte tra Oriente e Occidente per millenni.

Per ulteriori informazioni e per continuare a esplorare la ricca storia della Sicilia, seguite il sito agrigentoierieoggi.it, la pagina Facebook agrigentoierieoggi e il canale YouTube Agrigento ieri e oggi. Inoltre, vi invitiamo a scoprire i libri curati dallo storico Elio Di Bella, disponibili su Amazon e nella pagina home del sito.

Fonte un testo degli anni Sessanta del Novecento

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia SiciliaTag: presistoria, sicilia

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