Il miracolo della Madonna di Custonaci e il suo santuario storico. Un viaggio nelle tradizioni siciliane, arte e fede.
Miracoli e Arte: La Madonna di Custonaci
Anche quest’anno sarà festeggiata la Madonna di Custonaci, dal suo popolo devoto, che ne rivive la costante, intramontabile tradizione.
Il Miracolo Marittimo: La Storia della Madonna di Custonaci
L’origine della Madonna di Custonaci la conosciamo per la non interrotta tradizione raccolta dagli antichi storici Ericini, ci raccontano il fausto avvenimento, concordemente.
Ecco in sintesi la costante tradizione:
Una nave francese carica di abbondante merce, con il prezioso quadro della Madre di Dio, partiva dal porto di Alessandra d’Egitto, per raggiungere il porto di Marsiglia.
Sin dall’inizio il viaggio si dimostra facile, il vento favorevole spingeva il veloce veliero, il quale a gonfie vele, navigava sul ceruleo mare.
Dopo una traversata pacifica, all’approssimarsi delle Isole Egadi, il mare incominciò ad incresparsi a causa di un forte vento; tutto faceva presagire una imminente tempesta per quella notte.
Il cielo si copriva di nubi temporalesche, il vento aumentava e le onde del mare infuriate anelavano ad infrangersi ai lati della debole imbarcazione.
Lampi, tuoni, pioggia, si erano scatenati in quella tremenda notte. Il fragile naviglio, veniva sballottato tra le onde a simiglianza di fuscello, i marinai con la disperazione nell’animo, muti, con la morte nel cuore. Impotenti alla furia degli elementi, attendevano la fine.
Il miracoloso intervento della Madonna
L’albero maestro si era spezzato ed era precipitato in mare. I marinai ad un tratto ricordatisi del prezioso quadro della Madonna vanno a Lei;
si prostrano in ginocchio dinanzi al quadro miracoloso e pregano, pregano, promettendo in voto qualora li scampasse dalla tempesta che l’avrebbero lasciata nel luogo in cui fossero approdati ed avrebbero fatto costruire una chiesetta.
Oh, portento! il mare, tutto ad un tratto si calma, la tempesta si allontana. La nave è salva! Erano le prime ore del giorno e la nave si è trovata nelle vicinanze del Monte Cofano, precisamente nella Chala di Buguto.
Gli abitanti delle località vicine e della borgata Custonaci, credendo fosse una nave corsara, armati, accorrono in quel posto per rintuzzare qualunque offesa.
Ma dalla nave erano scesi i marinai che avevano trasportato a terra il prezioso quadro per offrirlo in dono agli abitanti del luogo e per la costruzione di una chiesetta.
Il fausto annunzio
Il fausto annunzio di quel prodigio si sparse dappertutto anche nella lontana Erice.
Tutti coloro che si recavano al mare a vedere il prezioso, miracoloso quadro della Madonna, nel sentire il miracolo e nel mirare le fattezze celestiali della madre di Dio, dipinte in quel quadro, erompono in un cantico d’amore, «Magnificat… Beata dicent omnes generationes!».
I Francesi per sciogliere il voto fatto alla Madre celeste che li aveva salvati dal pericolo, volevano, fabbricate una chiesetta vicino la rada, dove erano approdati;
ma i Custonacesi si opposero, ritenendo, giustamente, che quel luogo era esposto alle scorrerie dei pirati, quindi pregarono i Francesi di affidare loro il quadro che l’avrebbero trasportato nella vicina Custonaci e lo avrebbero adattato nell’unica chiesetta, allora esistente.
Arte Sacra e Devozione: Il Quadro della Madonna
Così, il quadro, sistemato sul dorso dei buoi fu trasportato in solenne processione a Custonaci e sistemato nella chiesetta dedicata alla Immacolata.
I Francesi riparate le avarie della nave, si sono rimessi in cammino per la loro patria lontana. Il nome di quella frazione diede il titolo a quella sacra immagine e da allora si chiamò “Maria di Custonaci”.
Il periodo in cui il prezioso quadro è venuto a Custonaci si rileva da documenti storici tuttora reperibili. A parere degli storici è avvenuto agli albori del 1400.
Il quadro prodigioso della Madonna è composto da una tavola, preparata con gesso e dipinta ad olio, alta m, 1,10 e larga m, 0,80 chiusa da una ricca cornice d’argento di stile greco, con due colonnette scannellate.
Vi è rappresentata la Madonna che siede in un maestoso trono in atto di allattare il Bambino Gesù, il quale tiene con la destra un gruppo di spighe di grano dorato.
Sul capo della Vergine a destra e a sinistra del trono, si librano due angeli i quali tengono nelle mani una corona reale sospesa sulla testa della Vergine in atto di incoronarla.
Il quadro è tempestato di pietre preziose, brillanti, oggetti d’oro di svariate qualità, doni dei beneficiati. Tutte le linee del quadro raggiungono la perfezione artistica.
Nonostante i cinque secoli si conserva ancora intatto, senza tarli, fresco nei colori. L’opera viene da alcuni attribuita all’evangelista S. Luca, da altri all’Accademia di S. Luca, sorta a Roma nel 1300, trasformata in Accademia dal Papa Gregorio XIII nel 1577.
Tradizione e Cultura: La Festa della Madonna di Custonaci
La festa della Madonna di Custonaci, si rinnova l’ultimo mercoledì del mese di Agosto. La Madonna è la protettrice del paese e viene adorata dalle altre popolazioni del Trapanese.
Il famoso Santuario annesso alla Chiesa, di continuo, è meta di pellegrinaggi che si alternano, in paese. La gente viene da svariati lontani centri.
Uno dei costanti pellegrinaggi è quello Ericino.
A Erice la Madonna di Custonaci viene festeggiata ed adorata con particolari solennità. La Chiesa della Madonna è un prodigio di arte e di bellezza.
È stata progettata dal Beneficiale Mons. Giuseppe Rizzo, Cameriere d’onore di S.S. Dalla maestosa gradinata al piazzale, dalle pietre connesse in esso in un bel disegno, alla facciata di stile gotico, dalle colonne alla cupola;
alle statue che l’adornano, ai vetri variopinte delle finestre tutto è opera del Ben. Rizzo. Mons Rizzo, dedicò tutta la sua vita alla costruzione del Tempio della Madonna,
il mosaico che s’intreccia sul Sagrato, rimane a testimonianza della infaticabile volontà del grande benefattore, esempio di virtù e di figlio devoto.
VITO VAJARELLI


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