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ricostruzione tempio

Scavi nella Valle dei Templi di Agrigento: Rivelazioni Storiche e Monumentali

23 Febbraio 2024 //  by Elio Di Bella

I risultati degli scavi nella Valle dei Templi di Agrigento: scoperte monumentali nell’agorà di Akragas. Entra nella storia dell’antica Grecia e dell’epoca romana.

Introduzione agli Scavi Storici

A nord del poggetto del convento di San Nicola nella valle dei templi di Agrigento a patire dal 1987 venne organizzata una campagna di scavi iniziata     da Ernesto De Miro che riguardò la zona   comprendente il bouleuterion.

La Rivelazione di un Passato Monumentale

Pochi anni  venne alla  luce   un piazzale porticato con un edificio templare al centro, interpretato come  un santuario oppure come una piazza forense, probabile ampliamento dell’area civica dell’agorà. Tutto ciò e la successiva scoperta di   un teatro  ha portato alla comprensione più chiara della    topografia antica della città  nel passaggio  tra l’età ellenistica e la romanizzazione.

Monumentalizzazione dell’Antica Agrigento

In questo periodo abbiamo nella città antica una fase di monumentalizzazione dell’impianto urbano, con imponenti terrazzamenti,   finalizzati   ad ampliare lo spazio   per  nuove costruzioni,  dando vita ad un suggestivo paesaggio urbano

Il Complesso Monumentale Ritrovato*

La zona intorno al Poggio di San Nicola, ricca di edifici articolati attorno a piazze pubbliche e stoai, diviene   a partire dal IV-III secolo un polo urbano   eminente. 

Grandi opere di terrazzamento e grandi complessi porticati  si affacciano nell’agorà 

La zona interessata dalle recenti campagne di scavo ha portato alla luce  un complesso monumentale composto da un vasto piazzale porticato che racchiude al centro un edificio templare. Un complesso monumentale  di      lunghezza in senso nord-sud di m 60.00 e ampiezza in senso est-ovest di m 36. 

Impatti Storici e Interruzione delle Costruzioni

Probabilmente  le guerre servili dell’ultimo terzo del II secolo, e la crisi sociale ed economica che a queste seguì,  causarono l’interruzione della costruzione,   ripresa solo più tardi

Evoluzione Architettonica del Tempio

Nella prima fase, databile a partire dalla seconda metà del II secolo a.C.,  abbiamo la realizzazione di un semplice edificio ad oikos su podio modanato, accessibile tramite una scalinata frontale, con             a rampa  addossata alla costruzione principale                

La modanatura di base del podio è formata da un plinto, un listello e un’ampia gola rovescia. 

L’interno era costituito da un vestibolo chiuso da cui era possibile accedere alla cella vera e propria.  Con un muro divisorio interno tra questi due ambienti. L’edificio era quindi articolato in atrio e   cella vera e propria.  

Gli edifici  appaiono privi sul retro di adyton e di opistodomo.   

Con la ripresa e il completamento della costruzione,  nella prima metà del I sec. d.C. al posto della scalinata frontale   venne i realizzata un’ampia tribuna, accessibile tramite due rampe di scale disposte lungo i fianchi 

Il tempio sembra   adeguarsi  alla tipologia del templum rostratum  di età augustea. Nel   tempio agrigentino  venne probabilmente abolito il setto divisorio interno, trasformando il tempio in un edificio a vano unico.  

Da una breve scala  si accedeva dal piano superiore della tribuna ad un portale,   e da qui alla cella, sul fondo della quale si conservano ancora i resti della statua di culto.

Le scale laterali  presentano una terminazione a voluta che impreziosisce le balaustre di contenimento  

La seconda fase costruttiva nella prima metà del I secolo d.C.   potrebbe coincidere con la scelta di realizzare un piazzale a destinazione forense.

**Nuove Scoperte e Conclusioni**

Con il completamento dell’edificio templare,    abbiamo la realizzazione di portici sui tre lati nord, est ed ovest e un ingresso sul lato meridionale, dalla forma trapezoidale  

L’elevato dei portici presenta un colonnato con   capitelli, dall’echino  verticalizzato, coronano fusti lisci e sorreggono la trabeazione,  con un evidente scamillo e trabeazioni dorici caratterizzati dalla lavorazione di fregio e architrave in un unico blocco. Nel fregio  vediamo l’alternanza di triglifi e metope,  

I muri di fondo all’interno del portico nord  sono costituiti da una cornice ionica.  

La cornice dei muri di fondo è dotata di una sima,   con una doppia gola rovesci. Vi è  la presenza di un canale di gronda  la cui presenza      ci fa pensare ad   un tetto a doppio spiovente.    Probabilmente il muro esterno era dotato di doccioni, forse protomi leonine pervie,   applicate ai blocchi della cornice

L’ordine dei portici  è stato sottoposto a restauri.  

Circa l’accesso al piazzale, lo scavo ha portato alla luce  una porzione della scala che, scendendo dalla plateia, immetteva nell’area scoperta.   

La tessitura del muro meridionale con  coppie di blocchi posati di testa, alternate a singoli blocchi posti di taglio, da  una certa monumentalità al prospetto     

Fonte: IL COMPLESSO PORTICATO A NORD DELL’AGORÀ Monica Livadiotti, Antonello Fino, in AGRIGENTO Nuove ricerche sull’area pubblica centrale, EDIZIONI QUASAR, Roma 2017

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento, akragas, valle dei templi

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