• Menu
  • Skip to right header navigation
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Before Header

Agrigento Ieri e Oggi

Una Storia che continua a parlare.

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello

Agrigento vittime innocenti della mafia: Pino Camilleri

21 Aprile 2016 //  by Elio Di Bella

images

Pino Camilleri

 Tra i primi e inquietanti delitti di mafia durante l’immediato dopoguerra, va ricordato quello verificatosi a Naro e che ha colpito il sindaco socialista di una cittadina che stava cominciando a compiere i primi passi per il proprio riscatto economico e sociale e vedeva il movimento contadino tra i protagonisti di questa fase della sua storia.

In tale periodo però anche la mafia locale stava rialzando la testa. Subito dopo la fine del conflitto, diverse prove davano per sicuro il ricostituirsi di nuove cosche mafiose che avevano avviato una spirale di violenza che trovava riparo nel clima di omertà e di paura che governava la vita politica e sociale di questa parte dell’entroterra agrigentino.

Anche a Naro erano frequenti le contese tra gabelloti e contadini nel periodo immediatamente successivo alla fine del secondo conflitto mondiale. Spesso tali scontri finivano con il coinvolgere interi nuclei familiari e innescavano inevitabilmente delle assurde faide, che potevano durare anche decenni, che coinvolgevano molti innocenti che diventavano bersaglio delle vendette familiari trasversali. 

E’ in questo contesto che bisogna inserire la breve e tragica storia di Pino Camilleri.

Era un esponente del partito socialista. Nella storia politica di Naro può essere considerato certamente tra gli epigoni di quel movimento progressista che immediatamente contrastò le logiche del vecchio latifondismo e si adoperò per il riscatto dei contadini e degli operai.

Camilleri era nato il 20 giugno del 1918, aveva quindi attraversato tutte le difficoltà del periodo bellico. Giovane universitario, ormai prossimo alla laurea in giurisprudenza, aveva abbracciato la causa di quel movimento sindacale e politico che a Naro aveva le sue origini alla fine dell’Ottocento nei movimenti dei fasci siciliani e poi aveva dato vita a numerose cooperative e casse rurali, costituendo una rete di solidarismo sociale  che si eclissò negli anni del fascismo, ma immediatamente riemerse con la caduta di quel regime e alla ripresa della vita democratica.

Pino Camilleri si distinse per la salda preparazione e per le sue coraggiose battaglie. Così il suo partito lo portò a conquistare la poltrona di sindaco nelle prime elezioni amministrative del dopoguerra. Il 25 agosto del 1945, su richiesta del Comitato di liberazione di Naro ebbe trasformato l’incarico di sindaco in quello di commissario prefettizio. Era divenuto cioè un vero “capo popolo” e molto probabilmente sarebbe stato anche candidato alle elezioni politiche per l’Assemblea Costituente.

In questo frangente però accade anche che suo fratello Calogero aveva ottenuto in affitto un feudo a Naro e presto alla sua porta bussarono alcuni braccianti, mandati direttamente da una famiglia mafiosa, con l’intento di essere assunte nel feudo. Calogero Camilleri respinse quelle imposizioni e le minacce che erano seguite, entrando inevitabilmente in contrasto con la mafia locale. 

Così, quando il 28 giugno 1946 Pino Camilleri venne trovato assassinato con alcuni colpi di lupara mentre si recava a cavallo da Riesi al feudo di Deliella ( che era oggetto di un’aspra contesa tra contadini e gabelloti), le indagini seguirono sia la pista della vendetta trasversale, che quella del delitto politico. In entrambi i casi comunque era certo che i mandanti fossero dei capi mafia delle cosche locali.

di Elio Di Bella

Categoria: Storia AgrigentoTag: agrigento storia

Post precedente: « Agrigento, vittime innocenti della mafia: Giuseppe Puntarello
Post successivo: La Valle di Girgenti »

Footer

Copyright

I contenuti presenti sul sito agrigentoierieoggi.it, dei quali il Prof. Elio di Bella è autore, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

Privacy

Questo blog rispetta la normativa vigente in fatto di Privacy e Cookie . Tutta la docvumentazione e i modi di raccolta e sicurezza possono essere visionati nella nostra Privacy Policy

Privacy Policy     Cookie Policy

Copyright © 2026 Agrigento Ieri e Oggi · Creato da Webbando.net