
Domenico Scinà, Nacque il 31 gennaio 1764 a Palermo. La sua attività scientifica e letteraria è stata particolarmente intensa. Nelle sue opere oltre a esaltare il sapere scientifico, insisteva sulla tradizione siciliana, indicandone come capisaldi Empedocle, Archimede e Francesco Maurolico. Tra le sue opere più significative di carattere scientifico, bisogna pertanto ricordare i due volumi delle Memorie sulla vita e filosofia di Empedocle gergentino (Palermo 1813). “Si tratta di una biografia di ampio respiro, che oltre a tratteggiare l’importanza del filosofo agrigentino, tende a dare un quadro complessivo e dettagliato della vita culturale dei suoi tempi e costituisce la prima esposizione del complesso dell’opera di Empedocle. Nella descrizione di quest’ultima sono frequenti e talvolta azzardati i riferimenti a problematiche moderne e contemporanee (Erasmus Darwin, esperienza di Torricelli ecc.). L’opera ebbe immediatamente risonanza e ricevette nel 1816 una lunga recensione di Pietro Giordani nella neonata Biblioteca italiana (I, pp. 322-333; II, pp. 15-22; IV, pp. 247-259). Fu anche sotto la spinta di quel successo che Scinà, nel 1815, venne nominato regio storiografo, succedendo al suo maestro Rosario Gregorio” (Enciclopedia Treccani)
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Giuseppe Picone, Memorie Storiche Agrigentine. Memoria prima