La ricca storia del ricamo in Sicilia e l’arte del tessile siciliano, dalle antiche tradizioni ai tesori conservati nei musei. Esplora l’eredità culturale e l’artigianato unico dell’isola.
Berta Filava: Il Tessuto della Vita Siciliana
I tempi in cui “Berta filava” furono celebri in tutta la Sicilia dove aristocratiche, monachelle e popolane filavano e le contadine si dedicavano alla fatica di battere gli steli del lino
per farne cadere il seme e poi legarli e trasportarli nelle gore del fiume, dove l’acqua li macerava, e da lì venivano poi estratti e prosciugati e battuti a forza, per denudarli.
Infine il lino tormentato dal cardo, arrotolato sul fuso e dipanato sull’aspo, finiva sull’arcolaio.
Da tanto affanno nasceva in Sicilia il motto «iddu passau li guai di lu lino», riferendosi a tutte le angosce di una vita.
Il Trapunto Siciliano: Un’eredità di Bellezza e Storia
La Sicilia fu tra le patrie del ricamo sulla tela, il trapunto. La più antica e la più famosa coltre di tela ricamata a trapunto si deve ad una donna siciliana ed è conservata al Victoria and Albert Museum,
un museo di arti applicate situato in Cromwell Road nella zona di South Kensington a Londra. Si tratta della “Coperta Guicciardini o di Usella”,
uno dei pochi meravigliosi lavori in “trapunto” giunti sino a noi, dalla fine del XIV secolo, realizzato in un laboratorio siciliano, come testimoniano le scritte in dialetto siciliano a caratteri gotici che compaiono sul fondo della coperta.
Questa coperta apparteneva al conte Ferdinando Guicciardini e sua moglie, la contessa Maddalena, la ritrovò nella loro villa di Usella nel 1890.
Nella coperta la leggenda di Tristano e Isotta
L’artigiana siciliana che la realizzò, ci dice la storica dell’arte Maria Accascina, “vi narrò, estasiata, la patetica leggenda di Tristano e Isotta che già nel ‘300 correva nel popolo accanto alle altre più diffuse del ciclo carolingio.
Passo per passo, sulla tela di lino, e fermata dalla guglia di lino stesso, con un trapunto a rilievo, or basso or alto, l’ignota fanciulla seguì tutta la tragica sorte di Tristano e chiarificò le sue rappresentazioni con leggende in pretto siciliano.
La storia di Tristano sulla coperta di lino a Londra si svolge in sei rettangoli e nella bordura che gira intorno senza che alcuna difficoltà di prospettiva, di complicata azione arresti l’esecutrice che sa di ogni scena, prendere l’essenziale,
il concisamente espressivo tale e quale fanno i pittori dei carretti siciliani o, lontano nel tempo, i ceramografi sicelioti. In un riquadro, ecco la barca di Tristano, con le vele gonfie, sul mare dalle onde increspate in cui stanno i pesci;
ecco Tristano che ferisce Amoroldu e l’esattore che fa pagare i tributi a Re Marco; ecco l’arrivo delle 30 galee in Cornovaglia. E non soltanto, l’azione, ma anche l’ambiente con virgulti e racemi, con colonne e capitelli corinzii. Un prodigio di vivacità inventiva, degno in tutto di una contemporanea di Cecco da Naro”.


Il Mistero delle Patere d’Oro di Sant’Angelo Muxaro: Viaggio nel Tempo e nella Storia