I versi di un poeta dei nostri giorni e un video per emozionarsi ammirando la più bella città dei mortali
Nell’antica terra di Agrigento, dove il tempo danza,
Tra le pagine di storia, un’epopea di speranza.
Dove il mare bacia i campi, sotto il cielo di cobalto,
Risuona l’eco dei Greci, in ogni pietra, in ogni salto.
Vedrai, o viandante, la Valle dei Templi s’ergere,
Colonne doriche, sotto il sole a splendere. Giganti di pietra, custodi del passato,
Narrano storie di gloria, a noi svelato.
Qui, dove il Mediterraneo accarezza la terra,
La fertilità si sposa con la bellezza, senza guerra.
Verdi uliveti, vigneti in fiore, Agrigento, ti canta il cuore.
Empedocle, figlio di questa terra divina,
Filosofo, scienziato, in ogni mente cammina.
E Pirandello, con la penna e il pensiero,
Ha dato al mondo, un teatro sincero.
Santi e martiri, Gerlando e Calogero,
Protettori di questa terra, nel cielo un cero.
Nei cuori dei fedeli, una preghiera risuona,
In ogni angolo di strada, una fede che intona.
Quando i mandorli in fiore, la valle adornano,
La sagra celebra, le tradizioni ritornano.
Petali bianchi, come neve in primavera,
Annunciano la festa, in ogni era.
Il Rabato, con le sue strade di storia,
Racconta di arabi, di conquista e memoria.
Chiese e palazzi, i Chiaramonte hanno eretto,
In ogni pietra, un passato perfetto.
Turisti, curiosi, da ogni parte del mondo,
Scoprono i templi, il centro, in un secondo.
Tra vicoli e piazze, storie da scoprire,
Agrigento, ti fai amare, ti fai vivere.
E ora, l’attesa, il 2025 si avvicina,
Capitale della cultura, una nuova pagina si avvicina.
Agrigento, perla del Mediterraneo, antica e nuova,
In ogni cuore, la tua storia continua.
Così, in queste parole, Agrigento vive,
Nella poesia, la sua essenza si scrive.
Tra passato e futuro, un ponte si tende,
Agrigento, la città che il tempo comprende.


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