L’incredibile storia di Maria Luisa Salvemi, una giovane siciliana che nel ‘700 sfidò le convenzioni sociali e partì per un’avventurosa vita tra Europa e Americhe.
Il 21 agosto 1700, la ventenne Maria Luisa Salvemi di Licata si reca al municipio per le pubblicazioni di matrimonio con Davide Barbieri, di cinque anni più grande.
Maria Luisa, orfana di entrambi i genitori, viene assistita in municipio dalla signora Emilia Rizzotti.
Il matrimonio viene poi celebrato in chiesa a Licata.
Un dettaglio curioso: Maria Luisa sapeva scrivere, Davide no.
A quanto pare, il matrimonio non è felice fin dall’inizio, perché già in ottobre Maria Luisa se ne va, salpando per l’Inghilterra vestita “da uomo” a bordo di una nave.
Lì si sarebbe venduta “per duecento libbre di tabacco”, come dichiarano i coniugi Giovanni Lanzafame e Beatrice Bianchi nel dicembre 1705.
Il viaggio in Inghilterra è solo l’inizio.
Dall’Inghilterra, Maria Luisa naviga con “alcune donne verso la Virginia”.
Non si sa per quanto tempo sia rimasta in Virginia, ma da questa colonia inglese si spostano a New York per poi navigare verso la colonia olandese del Suriname.
Dai documenti del governatore locale risulta che successivamente Maria Luisa è partita dal Suriname per Licata con la nave De Grooten Alexander del capitano Cornelis Rossi.
A settembre la nave arriva a Licata
Maria Luisa, tornata in Sicilia, non si riunisce al marito legittimo, ma trascorre il suo tempo principalmente nei bordelli.
Maria Luisa lavorò nel bordello di Giacomina, da Marianna e in diversi altri bordelli, ma anche fuori città, come a Ravanusa e a Siracusa.
Una vita pericolosa: un giorno, Maria Luisa si presenta “con gli occhi in lacrime” a casa di Beatrice e di suo marito, con i quali aveva anche vissuto per un breve periodo.
Racconta che qualcuno “con un coltello in mano le aveva estorto molti denari per strada, che aveva guadagnato quella sera con il suo corpo da un signore”.
Nel frattempo, Maria Luisa, amante dei viaggi, è ancora ufficialmente sposata con Davide Barbieri.
Il 20 novembre 1705, questi invia il notaio Martino Lombardi da lei per esprimere il suo disappunto per il suo stile di vita.
Dall’atto risulta che Davide non ha mai più visto o parlato con Maria Luisa dalla sua partenza nel 1700, fino a pochi giorni prima, il 16 novembre 1705.
Fa dire al notaio che chiederà di annullare il matrimonio .
Maria Luisa, che naturalmente non ha alcuna intenzione di tornare da Davide, non ha alcun problema.
Osserva però che Davide deve dimostrare che “è stata lei ad abbandonarlo per prima e che si è comportata in modo disonorevole”.
Maria Luisa non ha intenzione di aspettare la sentenza. Firma una procura in bianco con la quale autorizza un procuratore del tribunale ecclesiastico a gestire il caso.
Anche in questa procura ribadisce di essere andata via poco dopo il matrimonio, e di non aver più visto il marito fino a due settimane prima.
Nel frattempo, ha deciso di lasciare di nuovo il paese. Dice di “essere in partenza per Roma o altrove”.
Viene pronunciato il divorzio.
Davide Barbieri si risposa con Evelina De Ruca; viene battezzata una figlia, Giovanna.
Dopodiché, anche di loro si perde ogni traccia a Licata.
Non si sa se Maria Luisa abbia trovato la felicità in Germania o altrove.


Architettura Pre-Greca in Sicilia: Storia e Mitologia