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catacombe di naro
catacombe di naro

Le catacombe di Naro: un tesoro cristiano nascosto in Sicilia

13 Aprile 2025 //  by Elio Di Bella

Il cristianesimo si diffuse ben presto in Sicilia e anche nell’agrigentino fin dai primi secoli, trovò numerosi seguaci.
A Naro troviamo delle testimonianze eloquenti riguardanti la vita della comunità cristiana nel periodo paleocristiano e con le sue catacombe sviluppate in perfetta planimetria Si è rivelato un centro rurale cristiano di grande interesse, che documenta il dilatarsi nella campagna della primitiva Chiesa di Agrigento. Anche se fonti letterarie ed epigrafiche non ci hanno tramandato il nome del borgo antico o altre notizie riguardanti i cristiani della zona, qui rimangono, tuttavia, delle necropoli che fanno di Naro uno dei centri più interessanti della Sicilia per le antichità cristiane (1).

I primi studi

Il primo a segnalare delle grotte cimiteriali a Naro è stato Jean Houel durante il suo viaggio del 1777 (2).
Successivamente nell’Ottocento il Cavallari notava che la cosiddetta «Grotta delle meraviglie» contraddicendo coloro che la ritenevano una abitazione trogloditica «altro non era che una catacomba cristiana «con soliti loculi, strade sepolcrali, altari e cappelle». Della sua ricognizione, nello stesso anno, in data 5 maggio 1875, veniva data notizia al De Rossi (4), allo Schubring (5) ed allo Schultze (6). In quegli anni inoltre, assieme a questi autori già citati, le catacombe cristiane di Naro vennero ricordate dal Kraus (7) e dall’Armellini (8). Il primo studio di una certa ampiezza e con la descrizione dettagliata di questa catacomba, si deve a Domenico Riolo proprietario del fondo nel quale il cimitero ha il suo ingresso (9). Indi il Salinas nel 1896 effettuò uno scavo in quella necropoli, che successivamente venne studiata e visitata dal Fuhrer e dallo Schultze (10).

La scoperta della quarta catacomba

Nel 1906, durante la costruzione di una trincea per la ferrovia che congiungeva Naro con Agrigento, venne scoperta una quarta catacomba, che però andava quasi completamente distrutta, e della quale il Pace forniva una accurata segnalazione. Infine della catacomba suddetta si occupò il Pitruzzella (11) e negli ultimi tempi venne abbandonata e ricoperta. Recentemente dietro interessamento del soprintendente di Agrigento Prof. Ernesto De Miro e del Prof. Giovanni Vaccaro, l’importante complesso catacombale paleocristiano è stato nuovamente ripulito ed è stata proposta la sua inclusione, per la definitiva sistemazione, in una area archeologica attrezzata (12).
La catacomba maggiore, volgarmente intesa come «Grotta delle meraviglie» è situata in contrada Canale a sud dell’abitato moderno. È nello schema delle strutture, una delle catacombe rurali più regolari della Sicilia. Si estende nella collina rocciosa ed è costituita da un grande corridoio che si addentra per circa 20 m. da sud a nord. Ha sette arcosoli a destra e altrettanti a sinistra, e una cinquantina di loculi. L’esplorazione di questa catacomba, avvenuta nel secolo scorso, non fornì alcun reperto archeologico utile alla cronologia. Fu solamente osservata qualche croce nelle nicchie e rinvenuta qualche lucerna, del tipo africano a navicella, con la lepre corrente (13).

Otto catacombe

L’intero complesso catacombale cristiano, come si può rilevare dai recenti scavi, costava di ben otto catacombe situate massimamente in questa contrada, Canale, confinanti con la sorgente adiacente abbondante di acque. Tuttavia, sia per i lavori eseguiti per la costruzione della linea ferrata e della stazione ferroviaria, sia perché incautamente parte della roccia venne sfruttata quale cava di pietra, alcuni settori della necropoli cristiana di Naro sono stati manomessi e addirittura distrutti.
Un cimitero dello stesso tipo, avente pure un corridoio lungo circa 20 metri, si trova in contrada «Donna Ligara», a destra del moderno cimitero, ad occidente dell’attuale città. La galleria è fiancheggiata da loculi intagliati nella pietra viva, simili a quelli della prima catacomba (14).


Un altro cimitero si diversifica da quelli già menzionati per la sua particolare tipologia. Infatti è formato da una rotonda, simile a quella della « Grotta di Fregapane» di Agrigento, con tombe della parete. Esso si trova in località Canale come il primo, ma assai più vicino all’abitato, verso la piazza del Carmine.
Anche in altre zone del territorio di Naro, inoltre, esistono tombe isolate di questo periodo. Ricordiamo quelle arcuate esistenti nel costolone rocciosi sotto il Castellaccio di Naro; già segnalate dal Mercurelli (15).

Note

1) Scrive a questo proposito il più grande studioso delle testimonianze paleocristiane dell’agrigentino, il Mercurelli: «Del territorio di Agrigento il centro indubbiamente più importante quanto a monumenti paleo-cristiani o bizantini è Naro, ad oriente di Agrigento», cfr. Catullo Mercurelli, Agrigento paleocristiana. Memorie storiche e monumentali, estratto dalie memorie della pontificia Accademia Romana di Archeologia, serie III, vol. VIII, Roma 1948, p. 94.
A sua volta, recentemente, il compianto Mons. Garana, che studiò con competenza e organicità le Catacombe siciliane, ebbe a scrivere: «Naro è uno dei centri della Sicilia centrale più interessanti per le antichità cristiane», cfr. Ottavio Garana, Le catacombe siciliane e i loro martiri, Palermo 1961, p. 144.
2) Un viaggiatore francese parla di «grottes à tombeaux ».
3) F. S Cavallari, sulla topografia di alcune città greche di Sicilia e dei loro monumenti, Palermo 1879, p. 71.
4) Cfr. lettera del 4 maggio 1675, pubblicata in • Bullettino di Archeologia Cristiana di Giovanni Battista De Rossi, serie II anno IV (1875) p. 83.
5) Della sua lettera del 5 maggio 1875. si ha notizia in A. Holm, Geschichte Siciliens in Alterthum, III, Leipzig, 1898, p. 266, edizione italiana, III, Torino 1901, p. 503.
6) Schulze, Die Katakomben, Leipzig. 1872, p. 294.
7) Cfr. l’articolo Katakomben, nella sua Real Encyklopedie der christlichen Altertrumer. II, Freiburg im Breisgau, 1886. p. 134, n. 33.
8) Cfr. Mariano Armellini, Gli antichi cimiteri cristiani di Roma e d’Italia, Roma, 1893, p. 735.
9) Cfr. Domenico Riolo, Necropoli di antichi cristiani esistente in Naro, in «Arte e Storia», XVI, n. 5 (Firenze, 15 mano 1897, pp. 3445). Vedi pure il suo Discorso tenuto per l’inaugurazione della società di storia patria in Naro, Girgenti 1901, p. 10.
10) J. Fuhrer-Victor Schultze, Die Altchristlichen Grabstatten Sizilienz, Berlin, 1907, pp. 202-205.
11) Il volenteroso studioso locale, ing. Salvatore Pitruzzella, era stato compagno del Fuhrer e dello Schullze nelle loro esplorazioni. A lui si debbono le planimetrie riportate dai due studiosi tedeschi è Un’ampia descrizione nella sua monografia sulla citta. Cfr. S. Pitruzzella. Naro: Arte Storia Leggenda e Archeologia, Palermo 1838, pp. 46-51.
12) Cfr. E. De Miro, Archeologia e centri storici, in i centri storici minori: difesa e valorizzazione. Atti della tavola rotonda a cura di Biagio Alessi, Naro 1974, p. 27.
13) Cfr. C. Mercurelli. op. cit., p. 95; O. Garana, op. cit., p. 145. Il Riolo, loc. cit., afferma che al momento dello scavo alcune tombe erano ancora intatte. Aperte, vi furono trovati da due a tre scheletri, separati nella tomba da lastre. Di questo tipo di lucerna sì incontrano degli esemplari anche nelle catacombe di Agrigento. Alcuni di essi si conservano presso la famiglia Riolo e presso il Museo Archeologico Nazionale di Palermo. Oltre al Mercurelli citato, cfr. J. Fuhrer – V. Schultze, op. cit., p. 274. Mentre il Mercurelli costatò allora che nelle catacombe di Naro manca qualsiasi traccia di decorazione pittorica, come pure di iscrizioni, l’amico prof. G. Vaccaro, che ne ha seguito il recente scavo, mi ha assicurato l’esistenza dì alcune tracce di affreschi esistenti nella parte superiore del corridoio.
14) Cfr. D. Riolo, art. cit., in «Arte e Storia», VVI (1897), pp. 34-35; S. Pitruzzella, op. cit., p. 49: C. Mercurelli, op. cit p. 95. A questo proposito riportiamo il giudizio conclusivo del Mercurelli: «…le due catacombe ormai quasi completamente distrutte, la «Grotta delle Meraviglie» e la catacomba di Donna Ligara costituiscono un assai interessante gruppo cimiteriale, di una forma ben distinta, per quanto assai semplice, la cui caratteristica consiste nella regolarità secondo la quale, ai lati di un corridoio lungo circa una ventina di metri, sono scavale — con una certa corrispondenza simmetrica da una parte e dall’altra — nicchie per tombe, di una profondità non molto variata. L’unico ipogeo che si differenzi dal tipo e originato dall’aver voluto sfruttare un ambiente precedente,
15) Cfr. C Mercurelli, op. cit, p 96.

Biagio Alessi, Naro Paleocristiana

Categoria: Storia ComuniTag: naro

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