Scopri la drammatica Guerra Servile in Sicilia, dove gli schiavi, sotto Euno e Cleone, sfidarono l’impero romano per la libertà.
Antefatto della Rivolta: L’ascesa della tensione tra schiavi e romani in Sicilia.
Nel 139 a.C. in Sicilia scoppiò una di quelle rivolte meglio conosciute come rivolte servili. L’isola, dai 146 a.C., era totalmente romana. I nuovi dominatori concentrarono in Sicilia un numero abbastanza alto di schiavi, costretti a lavori disumani, marchiati a fuoco e fustigati continuamente, malnutriti e legati con le catene ai piedi.
Scintilla della Rivolta a Enna: Come un atto di ribellione di pochi si trasformò in una guerra su vasta scala.
Net 136 a.C., la disgraziata odissea degli schiavi di un latifondo al centro dell’isola fece scoppiare una rivolta, a capo della quale fu Euno, schiavo siriaco; il quale, assunto il titolo di re, sconfisse più volte le truppe romane inviategli contro.
Euno e Cleone, Leader della Rivolta: L’alleanza strategica che ha cambiato le sorti della rivolta.
Pertanto gli schiavi, sapendo che in caso di sconfitta sarebbero stati trattati senza pietà alcuna e possibilmente crocifissi, si batterono disperatamente contro le legioni romane seminando distruzione e desolazione nella Sicilia, Euno conquistò diverse città, occupando molta parte del territorio compreso tra Enna e Tauromenio, espugnando anche l’importante Morgantina.
Ad Agrigento
Agrigento fu tra le prime a prendere le armi ed uscire vittoriosa dalla battaglia. A capeggiare la sommossa c’era ad Agrigento un giovane schiavo Cleone, sorvegliante di cavalli, un cilicio della regione del Tauro. Cleone con i suoi uomini mosse verso l’interno della Sicilia per incontrare Euno e i due strinsero un patto più forte di ogni alleanza strategica e militare divennero veri amici. Gli insorti di Agrigento confluirono nell’esercito che si trovava ad Enna, che in un sol colpo aumentò in sue fila di oltre cinquemila unità.
Battaglie Chiave e Strategie: Le tattiche di guerriglia e le decisive battaglie che hanno segnato la rivolta.
Agrigento venne saccheggiata pertanto da 5000 schiavi guidati da Cleone. Le truppe di Euno e Cleone formarono in poco tempo un esercito di quasi 200 mila uomini che sbaragliò le legioni romane presenti nell’isola. La guerra di liberazione dei Siciliani fu totale sconfissero più volte le legioni romane sino al 133/132 a.C. Ma a questo punto il Senato romano decise di intervenire con maggiore energia e inviò in Sicilia due legioni al comando del console Luco Calpurnio Pisone.
Infuria la lotta
L’agrigentino Cleone riuscì a sottrarsi una prima volta allo scontro frontale con l’imponente forza romana e successivamente preferì organizzare scaltre azioni di guerriglia che tenevano in pressante ansia ed in allarme i Romani. Lasciata Enna, dopo averla ben fortificata Cleone spostò il grosso delle sue forze verso la Sicilia orientale, mentre suo fratello Comano occupava l’odierna Taormina.
La Caduta di Enna e la Resa: Le ultime fasi della rivolta e le conseguenze per i ribelli.
Dopo questi ultimi insuccessi, il console Pisone venne richiamato in patria e il comando venne affidato al console Publio Rupilio, che sbarcato a Messina si volse subito all’attacco della roccaforte di Tauromenio, che venne assediata e dopo qualche tempo i ribelli dovettero cedere, poiché la fame e la sete avevano decimato molti. Subito dopo Rupilio si volse contro Enna dove si trovavano Euno e Cleone.
Cleone aveva dato disposizione ai suoi di preparare le difese della città e decise di andare incontro ai Romani per affrontarli. Presso Enna i Romani e i ribelli siciliani si scontrarono in una battaglia furibonda. Ad Enna fu compiuta la più grande strage che la Sicilia ricordi: 20.000 cittadini furono trucidati dentro il castello dopo una strenua resistenza.


Dinamiche di Insediamento e Sviluppo Rurale nell’Agrigentino