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favara panorama

Favara: Origini arabe e testimonianze storiche

6 Dicembre 2024 //  by Elio Di Bella

Le origini arabe di Favara, un comune siciliano ricco di storia. Analisi di documenti medievali e del periodo musulmano che rivelano dettagli affascinanti sulle sue radici e la sua evoluzione culturale.

Le origini arabe di Favara: un casale medievale

Favara è di origine araba.

Picone, nelle Memorie storiche agrigentine, dice che, durante la dominazione araba, nel territorio girgentino erano sorte molte Terre e popolosi casali e, fra questi, cita Rahal (Ab antiquissimis usque temporibus Vox Casale habita fuit uti sinonima voci Rahal – Gregorio Rosario  Rerum arabicarum),  Fewwàr (casale dall’acqua scaturiente).

Si son fatte tante chiacchiere intorno all’origine del nome e si son dette anche molte corbellerie.

Il significato storico del nome Favara

Il nome, come ci viene tramandato, ci dice per se stesso che il casale dovette esistere, se non prima, per lo meno durante il periodo musulmano. Ma l’etimologia del nome non basta a dirci dell’origine precisa del casale di Favara. Nessun documento ci resta del periodo arabo che possa parlarci un po’ dell’origine del paese.

La dominazione musulmana cominciò ad imporsi a quella bizantina nel secolo nono.

Documenti medievali e la prima menzione di Favara

Ebbene? noi leggiamo per la prima volta il nome di Favara in un documento del 1250; ma in quale dei secoli che precedettero questa data Favara ebbe la sua origine nulla sappiamo e quindi non possiamo che riferirci all’unico documento che ci resta per avere una prima data sicura.

Questo documento trovasi in una pergamena conservata nella Detentoria; della Cattedrale di Girgenti trascritta nel Voi. III dei Privilegi a pag. 75 e seguenti. In esso, fra l’altro, si legge: Homedeus de favara juratus, la data è del 20 giugno 1250 — 3 ind.

Prima del 125o nessuna notizia.

 In quanto all’origine, dunque, non sappiamo altro che l’etimologia del nome.

Le controversie sull’origine di Favara nel XIX secolo

 Vi fu chi volle intrattenersi su questo punto, ma scrisse delle vere scempiaggini (II Cav. Felice Bennardo nel dicembre del 1902 cominciò, su di un giornaletto, la pubblicazione della sua pretesa storia di Favara.

La delusione, data la grande aspettativa, fu immensa, tanto che l’autore dopo poche puntate privò il paese delle sue profonde ricerche; ma in queste poche puniate, (circa quattro o cinque colonne di giornale)  era riuscito a parlarci della storia del paese (risum teneatis) dal 1392 al 1890!!

Colla sua liberalità si prese il capriccio di non parlare affatto del lungo periodo Chiaramontano -1260 circa 1392- che tanto interessa Favara.

Il poco che scrisse è una vera miseria storica. Avremo modo di parlarne) e non fece altro che deturpare le poche notizie veramente storiche che si hanno di questa Terra.

Bennardo ha plagiato Di Marzo

Non è male notare che il Bennardo è un «plagiario: infatti, per parlare dell’ origine di Favara, prese di sana pianta le notizie scritte dell’arciprete Selvaggio nel 1855 (pubblicate dal Di Marzo nelle note al Dizionario topografico di Sicilia dell’abate Amico) e le presentò al pubblico favarese come roba sua.

Siccome il Selvaggio non disse delle cose esatte, così il Bennardo non fece che ripetere delle inesattezze aggiungendovene delle altre.

In virtù delle sciocchezze divulgate dal Bennardo da circa quarant’anni fin le mura delle case ripetevano che Favara ebbe origine da un altro casale, che fu fondato nel 1270. ecc.

E giacché ho parlato di plagio è giusto che riferisca qui quello che ha scritto Bennardo intorno all’origine di Favara e quello che, circa cinquantanni prima, aveva scritto sullo stesso argomento l’arciprete Selvaggio.

Favara e Caltafaraci: due entità distinte

Il primo dice:  dalla parola araba Favara, che significa scaturigine d’acqua, alcuni vogliono che abbia preso il nome questo comune;

altri credono che quel nome derivi da Rojalfabar, grossa borgata saracena, un tempo esistente nel versante nord-ovest della collina dove in atto trovasi Favara e propriamente nella contrada Calatataraci, oggi Caltafaraci, dove ancora esistono una torre, e diversi avanzi di antichità saracena, e quindi dal comune Faber, fu detto poscia il Comune latinamente Fabaria ed ora Favara», (Campana del popolo 7 dicembre I902 – Felice Bennardo-Dell’origine di Favara.)

Il Selvaggio dice: «dall’araba voce l’avara che vale scaturigine d’acqua, vuolsi da alcuni abbia preso, il nome, ma credesi da altri che sul monte ergentesi a nord-ovest del paese, alle cui falde sono ruderi di alcune torri, sia stata una grossa borgata saracena denominata Rojalfabar, distrutta la quale, alcuni degli abitanti, siano venuti a piantare loro stanza nel sito attuale, che appellarono Fabar dall’antica loro patria, indi latinamente Fabarià ed oggi Favara (Amico Dizionario topografico di Sicilia Voce Favara nota).

Molte inesattezze

Ma anche a voler passar sopra al plagio commesso dal Bennardo, non si possono lasciare in silenzio le inesattezze storiche pubblicate tanto da lui che dal Selvaggio.

Bennardo dice che Favara derivi da un altro casale ( grossa borgata saracena! ) chiamato Rojalfabar (.’), non solo, ma che questa grossa borgata trovavasi nella contrada Calatafaraci!

Si vede chiaro che il Bennardo non comprendeva nemmeno quello che copiava dagli altri e si vede ancora di più come quel poco che vi aggiunge di Suo, non sia che una sciocchezza continua.

Io     non so donde sia venuto fuori un Rojalfabar e per di più posto nella contrada Caltafaraci. Tra l’arabo Rohal e l’incomprensibjle Rojal (sembrerebbe quasi un gallicismo appropriato ai tempi musulmani!!) credo, ci corra della differenza.

Il fatto vero è questo: Bennardo trovò nel Selvaggio Rojalfabar e senza pensarci su due volte, lo prese per suo e lo ripresentò al pubblico…

Incoerenze e incompetenze

 In quanto all’altro sproposito e cioè quello di collocare Favara nella contrada di Caltafaraci, io non farò che dimostrare l’incoerenza e anche l’incompetenza dell’autore col citare un documento che dallo stesso è stato pubblicato in altro suo lavoro (Felice Bennardo -Decime agrigentine.)

Il Bannardo, Nella sua storia di Favara non cita affatto il documento anzi si prese il documento, là libertà di dire tutto il contrario di  quello che realmente era.

Per noi il punto essenziale è questo: Favara non ha avuto affatto origine dal Casale di Caltafaraci e tanto meno esistette in contrada Caltafaraci.

Il contributo di Marchisia Prefoglio nella storia di Favara

La prova inconfutabile l’abbiamo nell’atto di fondazione del monastero di S. Spirito di Girgenti, fatto da Marchisia Prefoglio, madre di Federico II Chiaramente, nel quale si legge ben chiaro che Favara e Caltafaraci erano due casali distinti esistenti contemporaneamente.

L’atto dice: Casale quod vocatur Caltayaragiu… in contrada quae dicitur de Fabaria….. quoti dividit ab una parte cum praedicto casale Fabariac ecc. (E’ questo il documento che dal Bennardo venne pubblicato nelle Decime Agrigentine, ma non nella sua storia di Favara, dove avrebbe messo a posto tante inesattezze).

Il documento porta la data di circa un annò prima della morte di Marchisia Prefoglio, avvenuta circa il 1300.

Semplicemente la fantasia del Bennardo poteva fare esistere Favara a Caltafaraci é poteva altresì far chiamare Favara: Royalfabar e Fabar, nomi che assolutamente non esistettero mai.

Dalle inesattezze del Selvaggio, presero pur, oltre che il Di Marzo, (Di Marzo-Dizionario topografico dell’abate Amico) anche Gustavo Strafforello, (G. Strafforello, La Patria.) Federico Gravina (F. Gravina-Supplemento al blasone di Sicilia) ed altri.

Il Bennardo non fece altro che completare le inesattezze del Selvaggio e se ne fece bello per più di quaranta anni.

Noi che non abbiamo il gusto d’ inventare, diciamo francamente che nulla sappiamo del casale di Rohal Fewwàr, se non che esistette fin dall’epoca dei Musulmani.

Coll’andar del tempo il nome di Fewwar si cambiò in Favara o Fabaria, però senza nessuna ingerenza col casale di Caltafaraci.

La latinizzazione del nome: da Fewwàr a Fabaria

Questo avvenne logicamente quando vennero cacciati i Musulmani dalla Sicilia, per cui, toltasi completamente la parola araba Rahal, e volendo latinizzare la seconda, si chiamò volgarmente Favara, classicamente Fabaria, poiché dai documenti dal 1250 in su si legge spessissimo Fabaria, qualche volta Favara.

Adunque, io sono della opinione che Favara è nata in origine Favara e se nei tempi Musulmani fu detto Fewwar lo fu perché tale parola in arabo significa scaturigine di acqua, come pure se nei tempi del feudalesimo fu detto Fabaria e Favara, lo fu per il semplice fatto che assieme ai Musulmani essendo andata via anche la loro lingua, le voci che lasciarono per indicare casali od altro, dovettero venire latinizzate o storpiate nella pronunzia dei popoli che seguirono.

EUGENIO VALENTI, Origine di Favara

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia ComuniTag: favara

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