• Menu
  • Skip to right header navigation
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Before Header

Agrigento Ieri e Oggi

Una Storia che continua a parlare.

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
chromo-liebig-s934-mediterranee-italie-italia-catane-etna-girgenti-cornemuse

Etna, tremila anni di fuoco in Sicilia

19 Giugno 2025 //  by Elio Di Bella

L’Etna, un vulcano imponente situato sulla costa orientale della Sicilia, ha una lunga e documentata storia di eruzioni, che si estende da epoche pre-cristiane fino a tempi recenti. La sua attività vulcanica è stata oggetto di osservazione e descrizione da parte di numerosi storici, geografi e naturalisti nel corso dei secoli.

Ecco una panoramica delle diverse epoche delle eruzioni dell’Etna, basata sulle informazioni fornite dalle fonti:

Epoche Antichissime (Prima della venuta dei Greci):

Le più antiche eruzioni conosciute dalla storia risalgono al tempo dei Sicani. Queste eruzioni furono grandi e continue, devastando le regioni orientali e costringendo quei popoli a ritirarsi nelle zone occidentali dell’isola. Le fonti suggeriscono che queste antiche accensioni vulcaniche avvennero quando il mare copriva a grandi altezze le terre, alternando le sue deposizioni con quelle dei vulcani.

Giustino, seguendo forse Platone, attribuì la separazione della Sicilia dall’Italia alla continua e violenta azione delle acque marine, che si aprirono un passaggio nello stretto di Messina, un’opinione contraddetta dalle sinuosità dello Stretto5. Tuttavia, i migliori geologi, inclusi Ferrara e Brocchi, collegano lo stato insulare della Sicilia a una catastrofe che diede origine all’attuale formazione dei monti, e ritengono che lo stretto sia una delle valli che interrompono la continuità dei monti, originatesi al tempo della loro formazione.

Omero descrive i luoghi intorno all’Etna come i più belli, ameni e fertili, probabilmente al tempo dei Ciclopi, un’epoca di cui potrebbe aver avuto qualche antica descrizione.

Prima del 5° secolo a.C., il silenzio di Omero sui fuochi dell’Etna fa presumere che fosse in uno stato di calma, simile al Vesuvio al tempo di Strabone.

I giacimenti di zolfo si trovano in aree dove l’attività vulcanica non ha agito e in terreni che sono depositi di un antico mare [nostra precedente risposta].

Epoca Greca e Romana (Prima e Dopo Cristo):

Prima Eruzione dopo l’arrivo dei Greci in Sicilia.

Olimpiade 88, Anno 2 (circa 427 a.C.): Tucidide parla di tre eruzioni avvenute dalla venuta dei Greci nell’isola fino alla terza, che devastò le regioni dei Catanesi. È probabile che la maggior parte di queste eruzioni abbia fatto scorrere le lave verso le spiagge orientali.

Olimpiade 96 (circa 396 a.C.): Un’eruzione che coprì di una crosta solida uno spazio di 24 miglia in lunghezza e oltre due di larghezza, dalla cima della montagna fino al mare. La grande corrente di lava dell’Olimpiade 96, dalle fauci del vulcano, giunse al mare, occupando lo spazio noto come Bosco di Aci e un lungo tratto della spiaggia.

Anni di Roma 613 (circa 141 a.C.): Eruzione mentre erano Consoli C. Lelio Sapiente e Q. Servilio Cepione. In questo periodo, la città di Catania e i suoi dintorni furono devastati, con i tetti delle case rovinati e bruciati dalle calde ceneri. La lava uscì dai Monti Rossi presso Gravina, passò per la Licatia e raggiunse il mare a due miglia da Catania.

Anni di Roma 627 (circa 127 a.C.): Un’eruzione bruciò molti luoghi ed eruttò molte arene.

Prima del 48 a.C. (battaglia di Farsaglia): Eruzioni.

Prima dell’uccisione di Cesare in Senato (44 a.C.): Eruzioni.

Durante la lotta tra Ottaviano e Sesto Pompeo in Sicilia (39 a.C.): Eruzione.

Anno 79 d.C.: Il Vesuvio iniziò a formarsi con l’eruzione che seppellì Pompei.

Durante il ritorno di Caligola da Siracusa: Fumo e orrendi muggiti dall’Etna.

Quando Gerusalemme fu presa (probabilmente 70 d.C.): Grande eruzione dell’Etna.

Medioevo e Rinascimento (Fino al XVII secolo):

Anno 1147: Un’eruzione nel mese di febbraio, con fumo così copioso da atterrire Carlo Magno, che era vicino alla Sicilia.

Anno 1169: Eruzione violenta, accompagnata da un terremoto così forte che a Catania non rimase in piedi nemmeno una casa, causando la morte di 16.000 persone. Danni simili si verificarono nei paesi vicini a Catania e a Siracusa.

Anno 1254: Eruzione durante il regno dell’Imperatore Federico II Re di Sicilia.

Anno 1329: Eruzione nelle falde orientali, che si estinse nel 1333.

Anno 1408: Eruzione nelle falde orientali.

Anno 1444: Terribile azione nelle falde orientali; la lava corse verso Aci e si fermò poco prima della spiaggia; si formarono il M. Finocchio in alto e il M. Rosso nel basso presso il Fieri.

Anno 1446: Eruzione considerevole.

Anno 1447: Grande eruzione presso Nicolosi.

Anno 1536-1537: Grande spavento perché l’eruzione minacciava Catania. La montagna era stata quasi estinta dal 1447, con solo un lieve fumo solfureo dal cratere. Le fiamme illuminavano le notti di Catania, e le nevi liquefatte causarono grandi torrenti di acqua. Il terrore fu tale da far credere la fine del mondo.

Anno 1566: Eruzione di poca considerazione.

Anno 1578-1579: Eruzione durata fino al nuovo anno 1579, ma poco considerevole.

Anno 1603-1638: Le eruzioni si replicarono molte volte fino al 1638, considerate come un unico e continuo incendio del vulcano.

Anno 1634-1635: Scossa ingente il 22 febbraio 1633 a Nicolosi. L’eruzione del 1634-1635 fece affondare lunghi tratti del grande cono, e le scosse rovinarono vari edifici di Messina. La lava uscita dopo il 1634 poteva formare un torrente lungo 18 miglia, largo 2 e alto 24 piedi.

Epoca Moderna (Dal XVII al XIX secolo):

Anno 1654: Eruzione nella parte di tramontana.

Anno 1669: Memorabile eruzione presso Nicolosi, dove si formarono i Monti Rossi. La lava bruciò parte di Catania e si gettò nel mare. Questa eruzione è spesso usata come punto di riferimento per le descrizioni delle lavascorse e della loro persistenza. Il flusso lavico del 1669 si estese per tre ore di lunghezza e un quarto d’ora di larghezza, con un’altezza di 20 piedi a Catania. Le Maccalube sono simili, sebbene su scala minore.

Anno 1682: Eruzione poco sotto la cima.

Anno 1683: La lava dal cratere scorse nella Valle del Bue, liquefacendo un immenso ammasso di ghiaccio.

Anno 1689: Eruzione che durò fino al 1690.

Anno 1693: Terremoto violento che precedette l’inondazione dei fuochi etnei, distruggendo la Chiesa di S. Giovanni Evangelista. Catania, quasi interamente distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita su un piano più regolare.

Anno 1694: Eruzione.

Anno 1702: Eruzione.

Anno 1723: Eruzione.

Anno 1732: Eruzione.

Anno 1735: Eruzione.

Anno 1747: Eruzione.

Anno 1755: Eruzione sul versante orientale, che liquefacendo le nevi produsse impetuosi torrenti d’acqua. Le fonti indicano che le acque vomitate dal Vesuvio nel 1631 e dall’Etna nel 1755 provenissero da abbondanti piogge e non da acqua di mare. Il cratere di Vulcano fece la sua ultima eruzione nel 1775.

Anno 1759: Eruzione.

Anno 1763: Eruzione.

Anno 1766: Eruzione, durata fino all’anno nuovo con una nuova apertura tra Bronte e il cratere.

Anno 1780: Eruzione a mezzogiorno, poche miglia sotto il cratere.

Anno 1781: Il terreno vicino al corso della lava era così agitato dalle scosse che gli uomini non potevano tenersi in piedi.

Anno 1787: Terremoti scossero violentemente la Sicilia e causarono danni a Messina; un vento sotterraneo sembrò correre dall’Etna al Peloro.

Anno 1792: Eruzione verso la metà del cono a mezzogiorno, durata un intero anno.

Anno 1793: Dopo copiose eruzioni di cenere e arena, rivoli di lava scapparono dal cratere a luglio, dopo continui terremoti a Messina a marzo.

Anno 1798: Più copiosi e densi eruzioni di fiamme e fumo nero dal cratere a giugno. A febbraio, fumo e ceneri furono eruttati. La notte del 27, gli abitanti di Zafarana videro colonne di fuoco innalzarsi a prodigiose altezze, accompagnate da un orribile muggito.

Inizio del XIX secolo:

Anno 1800 (15 aprile): Una grande massa di scorie cadde sullo strato di neve, sciogliendola e formando un accumulo d’acqua che scorreva rapidamente verso il bosco.

Anno 1805-1806: Il vulcano ebbe eruzioni di fiamme e fumo, con scosse ondulatorie, specialmente nelle falde.

Anno 1808-1809: Erano frequenti le eruzioni di fiamme, precedute da muggiti del vulcano e tuoni sotterranei. A marzo 1809, dopo immense colonne di fumo, si aprì una nuova bocca poco sotto il cratere, dalla quale uscì un fiume di fumo nero e fuligginoso in enormi palle. L’eruzione durò tutti i giorni di quel mese e alcuni del mese successivo, coprendo uno spazio di 8 miglia di lunghezza e 450 piedi di larghezza.

Anno 1810: Scosse violente continuarono ad agitare Catania e poi molti luoghi del Val di Noto.

Anno 1811: Grandi eruzioni dell’Etna, come dimostrato dalla Valle del Bove, che conteneva vaste masse di lava.

Anno 1814: Un’isola vulcanica, Bojuslaw, sorse nel Pacifico.

Anno 1819: Le scosse del 1819 danneggiarono molti edifici. Il professor Maravigna attribuì il forte terremoto del febbraio 1818 all’inizio dell’effervescenza vulcanica dell’eruzione dell’Etna nell’anno successivo 1819. Le eruzioni del 1811 e 1819 riempirono il Val del Bove di enormi masse di lava.

In sintesi, la storia eruttiva dell’Etna è caratterizzata da una successione di eventi che vanno da fenomeni di vasta scala che hanno modellato la geografia della Sicilia antica, a eventi più localizzati ma comunque distruttivi che hanno influenzato la vita delle popolazioni circostanti. La documentazione storica, sebbene talvolta frammentaria, fornisce un quadro chiaro della sua attività quasi ininterrotta nel corso dei millenni.

Elio Di Bella

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia SiciliaTag: etna

Post precedente: «carta girgenti Evoluzione storica e attuale della costa agrigentina: Porto Empedocle e San Leone
Post successivo: Storie di Girgenti: avvisi segreti, banditi e intrighi spagnoli cattedrale di girgenti»

Footer

Copyright

I contenuti presenti sul sito agrigentoierieoggi.it, dei quali il Prof. Elio di Bella è autore, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

Privacy

Questo blog rispetta la normativa vigente in fatto di Privacy e Cookie . Tutta la docvumentazione e i modi di raccolta e sicurezza possono essere visionati nella nostra Privacy Policy

Privacy Policy     Cookie Policy

Copyright © 2026 Agrigento Ieri e Oggi · Creato da Webbando.net