• Menu
  • Skip to right header navigation
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Before Header

Agrigento Ieri e Oggi

Una Storia che continua a parlare.

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
falaride

Dalla fondazione alla conquista: l’espansione greca di Agrigento

19 Maggio 2025 //  by Elio Di Bella

L’espansionismo agrigentino può essere analizzato a partire dalla fondazione della città e proseguendo attraverso le epoche storiche, con un particolare focus sul periodo greco.

Agrigento (Akragas) fu fondata dai Geloi nel 580 a.C., circa centootto anni dopo la fondazione di Gela.

Motivazioni economiche e strategiche della fondazione

I motivi che spinsero Gela a intraprendere questo processo coloniale erano di natura economica e politico-territoriale. La nuova città sorse in un territorio ricco di aree fertili e agricole, fondamentali per il rifornimento della città stessa.

Inoltre, la fondazione avvenne in un contesto territoriale dove il dominio di Selinunte, altra importante colonia greca, era cresciuto significativamente.

La Sicilia meridionale presentava abbondanti ricchezze sfruttabili e un elevato livello di concorrenza espansionistica non solo tra le diverse realtà elleniche, ma anche a causa del controllo progressivo di Cartagine.

Selinunte, dopo la sua fondazione, aveva attuato un piano di controllo territoriale includendo l’ampliamento delle attività marittime e mercantili e la creazione della colonia portuale di Minoa.

 In risposta, Gela, vista la sua crescente ricchezza, doveva procedere al controllo dei territori interni della Sicilia, in competizione con Siracusa, e ostacolare l’espansione megarese nell’area costiera a ovest.

Un ruolo cruciale nell’espansione territoriale di Agrigento fu quello del tiranno Falaride, attivo intorno al 570-500 a.C..

Il ruolo chiave di Falaride nell’espansione territoriale

Falaride creò le premesse per una solida economia per la colonia, poiché sembra certo che la conquista dell’entroterra, sul quale si basava il benessere della città, ebbe inizio in questo periodo. L’espansione a spese dei Sicani è sicuramente documentata.

Sotto il suo comando, gli Agrigentini delimitarono anche i confini del loro territorio nei confronti delle colonie vicine, sia a oriente che a occidente.

I sistemi di controllo e di espansione territoriale, avviati da Falaride, permisero la gestione di gran parte del territorio compreso tra il fiume Salso e il Platani.

Ciò includeva non solo le aree ancora non ellenizzate, ma anche quelle già sotto la sfera di influenza di Gela.

Questo processo portò a una progressiva espansione dell’elemento rodio-cretese, che era originariamente legato alla fondazione di Gela e poi trasmesso ad Agrigento.

Le fonti archeologiche suggeriscono un irrigidimento culturale e politico da parte del contesto territoriale indigeno (Sicano), che si mostrò poco propenso a cedere al tentativo falarideo di imporre il proprio dominio e acquisire terre e risorse.

Ellenizzazione e trasformazioni culturali del territorio

Nonostante ciò, l’ellenizzazione su ampia scala del territorio sicano si verificò, sebbene la consistente produzione greca successiva alla metà del VI secolo a.C. suggerisca che questo processo sia da collocare negli anni successivi alla morte di Falaride.

L’azione di Falaride contro la città di Ouéssa potrebbe aver rappresentato l’inizio di questo lungo processo espansionistico, probabilmente negli ultimi anni della sua tirannide.

L’economia di Agrigento, strettamente legata all’agricoltura, fu una base fondamentale per la sua prosperità e forse per la sua spinta espansionistica.

La città greca godette di grande prosperità grazie alla produzione ed esportazione di grano, vino e olio.

Le fonti antiche testimoniano la ricchezza agricola di Agrigento, in particolare vigneti e uliveti.

 Il vino e l’olio costituivano importanti articoli di produzione, come evidenziato anche dalla presenza di un ramuscello di ulivo o un pampano di vite su alcune monete agrigentine.

Commercio con Cartagine e accumulo di ricchezza

L’esportazione di vino e olio verso l’Africa, in particolare Cartagine, contribuì ad accumulare incredibili ricchezze.

Anche nel periodo romano, l’agricoltura rimase cruciale, con un’intensa sfruttamento schiavistico delle terre che fu, tuttavia, esca per le grandi rivolte siciliane degli schiavi.

Il paesaggio agrigentino ha mantenuto i segni delle sistemazioni agrarie succedutesi nel tempo.

L’agricoltura ha sempre richiesto disboscamenti, prosciugamenti di paludi e appoderamenti (divisione in poderi).

Nel corso dei millenni, la storia dell’agricoltura è stata una ricerca costante di maggiore sfruttamento delle terre coltivabili.

Nel Medioevo, i territori agricoli europei presentavano diverse tipologie di terre, tra cui l’ager (il piano, l’infield), caratterizzato da maggiore omogeneità con campi arati, giardini, vigne, oliveti e pascoli.

Sviluppi agricoli dal Medioevo al periodo borbonico

In epoche successive, come nel periodo borbonico, si crearono ampie riserve reali destinate a caccia, pesca e sperimentazioni agricole, palesando la proprietà regia.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’agricoltura industriale portò a sistemi intensivi nelle aree favorite, mentre le aree meno idonee subirono un processo di marginalizzazione, con conversione a pascolo o abbandono.

L’espansione agrigentina nel periodo greco, quindi, fu un motore economico e politico, volto al controllo di un vasto e fertile entroterra, e influenzò profondamente l’assetto territoriale e le pratiche agricole della regione.

Elio Di Bella

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: akrags, falaride, tirannide

Post precedente: «viaggiatori ad Agrigento Cosa cercavano i grandi viaggiatori nella Valle dei Templi?
Post successivo: Aristotele e l’Arte di Capire la Realtà: Un Viaggio nella Sua Metafisica Aristotele»

Footer

Copyright

I contenuti presenti sul sito agrigentoierieoggi.it, dei quali il Prof. Elio di Bella è autore, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

Privacy

Questo blog rispetta la normativa vigente in fatto di Privacy e Cookie . Tutta la docvumentazione e i modi di raccolta e sicurezza possono essere visionati nella nostra Privacy Policy

Privacy Policy     Cookie Policy

Copyright © 2026 Agrigento Ieri e Oggi · Creato da Webbando.net