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contadini di girgenti
contadini di girgenti

Costumi Tradizionali Siciliani: Un Viaggio nel Tempo attraverso l’Abbigliamento dei Contadini

17 Aprile 2024 //  by Elio Di Bella

Scopri i costumi tradizionali siciliani e l’eredità culturale conservata nei vestiti di gala e quotidiani dei contadini.

Esplora dettagli unici e storie di eredità familiare

Introduzione ai Costumi Tradizionali Siciliani

 Gli abiti che il contadino siciliano indossa sono il prodotto di un’industria paesana, propria e particolare de’ contadini

Entriamo nella casa contadinesca, e col permesso e in presenza della massaja apriamo la sua solida ed ampia cassa di noce e facciam l’inventario degli abiti che ivi,

con la biancheria, stan conservati: sono gli abiti di gala, delle grandi occasioni, i quali è gran che se vengono indossati due o tre volte in un anno.

Abbigliamento da Cerimonia: Tesori Ereditati e Conservati

Ecco per primo l’abito nuziale della burgisa, che, passato in eredità da madre in figlia per parecchie generazioni, conta più d’un secolo d’esistenza; pur, salvo la necessaria impronta che v’ha lasciata il tempo, esso è intatto in ogni sua parte.

Si compone:

а)     di una baschina, busto con falde, di seta rossa a fiorami di vario colore, aperta sul davanti, dove si allaccia con un cordoncino di seta bleu;

б)     di un fadillinu, gonnella di raso rosso, ornato, per balza, di una fettuccia color celeste;

c)     di un fadali, grembiule di velo bianco, (velu d’india), con fregio alla parte inferiore e merletto in giro, increspato molto; si lega alla vita con un nastro bianco;

d)     di una cuvirtina pur di velo bianco, la quale si adatta a coprire la scollatura della baschina ed il petto; essa viene sottoposta alla baschina, ed è tenuta ferma sul petto dai lacci di seta bleu, che incrociandosi l’attraversano;

e) di un paio di calze cerulee di cotone, che restano visbilissime stante la brevità del fadillinu, che giunge a qualche centimetro più in su dei malleoli;

f) di scarpini di raso bianco a fiorellini cerulei e rosetta di nastro rosso al davanti. Queste scarpine finiscono a punta smussata e mancano assolutamente di tacco;

g) di una mantillìna di seta (gialla o cerulea) a fiorami di vario colore.

Questo costume va completato (quando s’indossa) con la spatuzza d’argento, che ferma le trecce; co’ fiuccagghì, pendagli d’oro a fìlagrana; con numerosi anelli alle dita, e con li guzeri, collane di coralli e d’ambra.

Dettagli del Costume Nuziale e Festivo dei Contadini Siciliani

L’abito festivo della stessa massaja è quest’altro, che si compone:

а)     di una tudischina, busto senza falde, di velluto tur-chino ornato di trina di seta gialla; è aperta sul petto, ov’è riunita mercè cappj dell’istessa trina sopra bottoncini di acciajo;

б)     di una sinàva, gonnella di seta e filo di color verde pisello. La parte anteriore, quella che vien coperta dal grembiule, è tessuta di solo filo, a risparmio di seta;

c)     di un faciali di mussola bianca, con nastro, per legarsi in cinto, di seta gialla;

d)     di una cuvirtina di mussola bianca, che si adatta sul collo e sul petto, sotto la tudìschina;

e)     calze di colore turchino;

f) di scarpe di cuojo rigato, legate da nastrino nero al davanti;

g) di una mantillìna di saja bianca.

A questo costume vanno uniti: la spatuzza di argento per i capelli; i circeddi o circuna d’oro, oppure altri orecchini speciali (a l’arca, a ‘ncinseri, a la turca, a la pumpiana); una gulera di coralli; i soliti e numerosi anelli.

L’abito festivo del burgisi

L’abito festivo del burgisi, (che si è anche indossato nel dì delle nozze), si compone:

a)     di un ciliccuni, giacca di velluto turchino, corta fino alla vita, con maniche piuttosto strette con svolta al polso;

b)     di un cileccu, panciotto di simil velluto;

c)     di una càusa curia, calzone corto con la brachetta, pur di velluto turchino, fibbia d’argento al ginocchio e bottoni di bronzo ben lustrati.

Simili bottoni stanno sul ciliccuni e sul cileccu;

d)     di calze bianche, che son di filo per l’està e di lana per l’inverno;

e)     di un berretto bianco di cotone, berretto doppio o a doppia punta, una delle quali si capovolge e introduce dentro l’altra;’

f) di scarpe di vitella ad un pirtusu (dove passa un nastrino nero), con numerose bullette su la pianta e sul tacco;

g)     di una cincedda russa, fascia di cotone, larga centimetri 15 e lunga due metri, che si avvolge in cintura per fermare i calzoni, facendone pender le punte ai due fianchi.

Qualche volta è di lana, ma sempre rossa, e con qualche striscetta in turchino, bianco, giallo, verde;

h)     di una camicia di tila di casa, con largo collaretto che svolta sul cileccu e senza polsi, ed i bottoncini di filo ritorto, che con simmetria e saldezza vennero lavorati con l’ago;

i)     delle mutande, ugualmente di tila di casa, larghe, ma corte fino a 5 centim. sotto il ginocchio.

Con quest’abito si portano nelle due tasche del ciliccuni due moccichini di color rosso e giallo, o rosso e verde, o verde e giallo, con le punte che pendono al difuori:

a ciascuna punta è una piccola nappa di filo del colore stesso del moccichino.

Una varietà di questo costume è quella in cui il velluto è di colore oglino, co’ bottoni d’acciajo brunito, il berretto nero;

e, in cambio di scarpe, si calzano stivali di vitella con piccola nappa di seta all’apice del gambale.

Le famiglie dei jurnatara

Le famiglie dei jurnatara non possono gareggiare, certo, con quelle dei burgisi nei vestiti;

non c’è presso di esse l’abito nuziale, che ha un reale valore,

ma c’è l’abito festivo, che pur si tiene conservato, e della stessa forma e materia, però di qualità più scadente.

Il vestito giornaliero

Il vestito giornaliero è uguale per tutti, sciupato e rattoppato più o meno.

Pegli uomini, o è uno de’ soliti di velluto, consunto dagli anni c dall’uso, o è di frustagno scuro o bigio;

gli scarponi di grossa vacchetta e doppia suola tutta coperta di grossissime bullette,

legati su la faccia da un legaccio di cuojo che passa attraverso una doppia fila di buchi (scarpuna a quattru pirtusa, a otiu, a dudici).

Per le donne, il costume ordinario si compone:

a) di un jippuni (busto) di barracani di casa, tessuto bambagino a quadretti, rosso e turchino, o bianco e turchino;

ò) di una fadcdda di rigatimi, gonna di tela di casa, a righi bianchi e turchini;

c)     di un fadati di rigatimi, sempre più scuro di quel della gonna;

d)     de’ papucci, scarpe di cuojo di vitella, ben forti, con punta acuta e tacco brevissimo:

e)     di calze di cotone turchine;

f) di un fazzoletto di cotone a fiori, il quale si avvolge intorno al collo ed al seno (jazzulettu di ’ncoddu), facendo l’officio di cuvirtina.

le donne portano in capo…

La mantellina, che le donne portano in capo, è semi-tonda e copre le spalle fino alla cintura;

ordinariamente è bianca e di saja; pur in molti comuni dell’interno è di panno morato, o cerùleo;

in altri poi, è sostituita dai monili, ampio manto di lana o seta che avvolge il corpo dal capo alle piante; oppure dalla piddèmia,

specie di scialle di saja in color postulino (di uva passa) a forma rettangolare.

Conservazione e Significato Culturale dei Vestiti Siciliani

Nell’està gli uomini lasciano ogni vestito, restando con le sole mutande e la camicia e le calte e i soliti scarponi, e coprendo il capo con cappello a larghe falde i

ntessuto di foglie di cerfuglione (cappeddu di carina).

In inverno

In inverno, tutti indistintamente sovrappóngono al vestito lo scappularu (nel Medicano giucca), stretto cappotto di albagio, più o men lungo, con cappuccio tondo.

Nei paesi montani e freddi, dai villici e massime dai mandriani, il vestito che s’indossa è tutto in albagio ruvidissimo ch’è detto meritamente ciddizzu (cilicio).

Fonte: Salamone Marino, Costumi e usanze dei contadini di Sicilia

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia SiciliaTag: contadino siciliano, sicilia

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