la storia del Mediterraneo, un mare che ha plasmato la civiltà e influenzato la storia mondiale.
Introduzione agli Antichi Popoli del Mediterraneo: Ebrei ed Egiziani
Gli Ebrei dovettero aver diviso cogli Egizii l’impero del Mediterraneo.
Posti in vicinanza di quella possente nazione, gli Ebrei non poterono rimaner estranei al loro commercio marittimo.
Il loro paese produceva grano, vino, olive, fichi, datteri in copia, metalli, balsamo, gomme e resine di ogni sorta.
Questo commercio fra la Palestina e l’Egitto era già stabilito al tempo di Giacobbe; l’asfalto di Giudea era conosciuto da tutte le nazioni, segnatamente dagli Egiziani.
Inoltre prima della cattività di Babilonia, questi popoli avevano già un corpo di storia, un codice di legislazione, una polizia regolare, archivii e libri.
Il primo monumento incontrastabile delle cognizioni astronomiche dei Caldei è il libro di Daniele; e noi non abbiam nulla di più antico riguardo alle arti, al commercio e alla navigazione dei Fenicii di quanto ne dice l’istoria di David e di Salomone.
Ma già le tenebre si diradano.
Introduzione agli Antichi Popoli del Mediterraneo: i Fenici
Lo scettro del Mediterraneo è tra le mani dei Fenicii, e fra tutti gli stati componenti il mondo antico niuno vi regna in modo più sovrano.
La terra che abitava quel popolo industrioso era situata alle falde del Libano; quel suolo era sterile, e tutta quanta la superficie abbracciava una estensione larga tre leghe, lunga quaranta.
Contuttociò la Fenicia divenne il più ricco paese della terra; i suoi figli inventano i viaggi di lungo corso; fanno fare un passo immenso all’astronomia e all’aritmetica, e, se dobbiam credere alla tradizione, legano al mondo l’arte di riprodurre il pensiero medianti alcune figure: Fhoenices primi, fama si creditur ausi Mansuram rudibus vocem signare figuris (Luciano)
Le loro città capitali erano Sidone e Tiro; di là i loro marinari, spinti dall’amore delle grandi imprese, si sparsero sul littorale asiatico e africano, e fondarono Tarissa, Guda, Utica, Adrumento e quella celebre città che un giorno contender doveva a Roma l’impero del mondo e quasi quasi perderla.
Sotto regno di Nerone essi aveano già fatto il giro dell’Africa, e ne avean conosciute tutte le coste meridionali.
Heeren assicura che frequentaron nelle Gallie l’antica Lacidone da cui i Focesi doveano poscia far Marsiglia, e Strabone riferisce che furon essi i primi navigatori che aprirono il commercio dell’ Oriente colle isole britanniche.
Introduzione agli Antichi Popoli del Mediterraneo: i Greci
Colla Grecia il Mediterraneo perdè il suo carattere quasi esclusivamente mercantile. Le sue acque, che pareano destinate ad accrescere il ben essere della razza umana per le pacifiche vie del commercio, divennero teatro di spedizioni guerresche.
Nondimeno la Grecia non disdegnò il commercio; ella ebbe colonie su tutto il littorale dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa, e fondò sul suolo egiziano quella famosa città la quale, vent’anni dopo che Alessandria ne ebbe gittate le fondamenta, era già regina dell’Oriente , sovrana di quelle onde che venivano a lambirle i piedi. La civiltà tenea dietro ai Greci ovunque soffermavansi.
Piacevano i loro filosofi, i loro poeti, e specialmente il loro linguaggio pittoresco.
I loro poeti, da Omero in poi, non parlavano in un senso soltanto figurato, ma ciò dicevano era d’ ordinario il più bel concetto di ciò che pensavano.
La cadenza, la disposizione dei versi, il suono particolare d’ ogni parola, tutto nel loro stile faceva immagine.
La loro immaginazione non era spinta come quella degli altri popoli; agendo i loro sensi per via di nervi sottili e agili sopra un cervello d’un tessuto delicato, facean loro concepire a primo aspetto le diverse qualità d’un oggetto, e li fissavano al bello per istinto, vale a dire per gusto naturale.
La lingua greca perfezionossi poi fra le colonie stabilite nell’ Asia-Minore, le quali godevano d’un clima anche più bello che quello del clima ch’ essi aveano lasciato.
La lingua divenne colà più ricca in vocali, e per conseguenza diventò più dolce e più armoniosa.
Nondimeno tutto era ancora terrore sul Mediterraneo, tutto era pericolo. I golfi vi rombavano, le sirti vi rugghiavano, gli scogli vi assumean la forma di Sirene che attraevano i vascelli per infrangerli.
fonte: AA.VV. Mediterraneo Illustrato le sue isole e le sua spiagge, Firenze, 1844


Il Mediterraneo: Culla delle Civiltà e Crocevia Storico