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viaggiatori ad Agrigento
viaggiatori ad Agrigento

Agrigento: tra fascino antico e contraddizioni moderne

25 Dicembre 2024 //  by Elio Di Bella

Un viaggio letterario attraverso Agrigento, tra le impressioni di Quasimodo, Pound, Pirandello e Camilleri, alla scoperta di una città ricca di storia e contraddizioni.

Agrigento vista dai poeti: Quasimodo e Pound

Il premio Nobel Salvatore Quasimodo nella poesia “Strada di Agrigento”, ci offre un’immagine dell’altopiano agrigentino sferzato da “un vento che macchia e rode l’arenaria e il cuore dei dolenti telamoni abbattuti sull’erba”.
Il poeta americano Ezra Pound non sa a decidersi se Girgenti fosse un inferno o la terra del latte e del miele, ma incluse Akragas nel Canto CVII dei Canti Pisani. Sua moglie, Dorothy Shakespear, scrisse cartoline descrivendo l’ambiente circostante.

Cartoline da Girgenti: lo sguardo di Dorothy Shakespear

Il 31 gennaio 1925, Dorothy scrive a sua madre: “Sono stata a Girgenti per due giorni. C’è una fila di templi lungo un crinale con ulivi, mandorli e il mare a un paio di miglia di distanza: molto romantico e incantevole”.

La bellezza della Valle dei Templi

Vincent Cronin raggiunse Agrigento e fu affascinato proprio da questa vista:
“Per tutta la valle a febbraio si estendono i mandorli in fiore, una tonalità indefinibile tra il bianco e il rosa, come la neve all’alba o al tramonto, che funge da collegamento tra la terra bruno scuro e fertile, con i suoi cactus e ulivi dai toni simili, e il cielo azzurro pallido di primavera”.

Luci e ombre dell’Agrigento moderna

La maggior parte degli scrittori è rimasta molto meno colpita dall’Agrigento moderna e medievale.
Robert D. Kaplan, giornalista e scrittore americano, negli anni ’80/’90 trovò Agrigento drasticamente cambiata: “Era sovradimensionata, piena di quartieri poveri e boutique di lusso, con immigrati arabi e africani che vendevano artigianato per le strade e si aggiravano vicino alla stazione ferroviaria”.

Il Rabato: tra Camilleri e Pirandello

L’antico quartiere arabo del Rabato, ha stimolato due scrittori locali: Andrea Camilleri e Luigi Pirandello. Nel primo dei gialli del commissario Montalbano di Camilleri, La forma dell’acqua, pubblicato nel 1994, il detective visita il Rabato nell’ambito delle sue indagini, e lo descrive come “costituito per lo più da ruderi ristrutturati e da catapecchie fatiscenti”.

Pirandello e il legame con la sua città

Lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia, originario della vicina Racalmuto, ha fatto notare che Pirandello ha avuto difficoltà a sottrarsi all’attrazione della sua città natale. Il fu Mattia Pascal era ambientato in una città ligure vicino a Genova; tuttavia, Miragno è Girgenti e la biblioteca in cui lavora il protagonista è La biblioteca Lucchesiana in Via Duomo, una biblioteca che Pirandello conosceva bene grazie alle sue ricerche nell’archivio Lucchesi-Palli.
Lawrence Durrell ci da questa bella giustapposizione di antico e moderno dall’albero dove è ospite:
“Dal mio balcone potevo sedere nel calore della notte profumata e vedere il lontano luccichio dei templi che incoronavano le pendici inferiori di Agrigento; immediatamente sotto di me, in anelli di luce artificiale, nuotavano i corpi bianchi come pesci dei bagnanti settentrionali che non erano ancora diventati bruni con la luce del sole siciliano”.

La Cattedrale di Agrigento: opinioni contrastanti

La cattedrale di Agrigento ha suscitato le opinioni di molti scrittori. Appare nel racconto epico di Pirandello, I vecchi e i giovani. Il principe Laurentano cerca di persuadere il vescovo di Girgenti a investire una parte dei suoi considerevoli fondi nel restauro della cattedrale, che Laurentano considera “uno splendido esempio di arte normanna, rovinato nel XVIII secolo da orribili incrostazioni di stucco e dalle più volgari dorature”.
Swinburne è ancora più severo nei confronti del miscuglio architettonico dell’edificio: “un goffo edificio rattoppato da architetti barbari”. La moglie di Ezra Pound, Dorothy, era più entusiasta. In un’altra cartolina da Girgenti, elogia il sarcofago greco della cattedrale che raffigura Ippolito e la nutrice e la sua posizione meravigliosamente drammatica.

Categoria: Agrigento Racconta, Cultura, In 5 MinutiTag: agrigento, camilleri, pirandello, pound, quasimodo, sciascia

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