• Menu
  • Skip to right header navigation
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Before Header

Agrigento Ieri e Oggi

Una Storia che continua a parlare.

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello

Agrigento Sorge Come Una meravigliosa Sala dei Giganti: l’Antico Stemma della Città

24 Gennaio 2024 //  by Elio Di Bella

Questo lo stemma medievale della Città di Agrigento, creato dagli agrigentini dopo il 1401 per rammentare ai posteri il mirabile tempio di Giovo Olimpico

i tre giganti

Tre figure che reggono una trabeazione nella quale stanno tre torri merlate.

Le figure hanno le braccia alzate ed inarcate, con i muscoli tesi per lo sforzo fatto nel sostenere il peso su loro gravante.

Nell’architrave si legge : “Siget Agrigentum mirabilis aula gigantum”.

“Agrigento sorge come una meravigliosa sala dei giganti.”

La parola “Siget” può essere interpretata come una forma arcaica o poetica per indicare “sorge” o “si erge”.

Il tempio andò in rovina

Questo lo stemma medievale della Città di Agrigento, creato dagli agrigentini dopo il 1401 per rammentare ai posteri il mirabile tempio di Giovo Olimpico, detto volgarmente dei Giganti per dei telamoni giganteschi in esso esistenti, scolpiti nel tufo arenario del luogo, gli ultimi dei quali — in numero di tre — andarono in rovina appunto nel suddetto anno.

Di questo stemma di Agrigento se ne vede uno scolpito sul marmo intorno al 1555 esistente in una lapide che si osserva sul prospetto gei palazzo di stile gotico di Piazza Gallo, oggi sede della Camera di Commercio  

Preziosi sono i versi di un ignoto poeta riportati dal Fazello nella sua “Storia della Sicilia”

Preziosi, non perché gli esametri del vate agrigentino abbiano pregi letterari particolari ma perché da essi apprendiamo non solo che:

“…sotto il pondo delle gravi e grosse

Mura, piegando i tre Giganti il collo

E le ginocchia, e le robuste spalle,

Ch’eran di quella mole alto sostegno.

Misere andar nella rovina estrema „

Ma ci fanno altresì conoscere che

“…e ‘l dì funesto

Ch’elle andaron per terra, il dì fu nono

Del mese di Decembre, e della nostra

Salute, l’anno si girava intorno

Mille, quattrocent’uno”

Categoria: Agrigento Racconta, Cultura, In 5 MinutiTag: agrigento

Post precedente: « Operazione Husky: L’Invasione Alleata in Sicilia e le Sue Ripercussioni Sulla Rinascita della Mafia
Post successivo: Le Notizie Più Rilevanti Da Agrigento e Provincia Per Il 25 Gennaio 2024 secondo Chatgpt (Intelligenza Artificiale) »

Footer

Copyright

I contenuti presenti sul sito agrigentoierieoggi.it, dei quali il Prof. Elio di Bella è autore, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

Privacy

Questo blog rispetta la normativa vigente in fatto di Privacy e Cookie . Tutta la docvumentazione e i modi di raccolta e sicurezza possono essere visionati nella nostra Privacy Policy

Privacy Policy     Cookie Policy

Copyright © 2026 Agrigento Ieri e Oggi · Creato da Webbando.net