Nel 1928 nacque ad Agrigento la prima società “Sport Italia” con presidente l’avv. Enrico Castronovo, e fu con i colori sociali che gli atleti agrigentini forti dei fratelli Bordonaro, e Lillo Salemi, Massaro, Massaro, Mimmo Gareffa, Totò Mazza, Nino Atti e guidati dall’appassionato Raimondo Caruana, che può considerarsi un po’ il padre dell’atletica agrigentina a Palermo presero parte al primo Gran Premio dei giovani ottenendo con Bembo Salemi (pentathlon) e Mimmo Gareffa (lancio del disco) le prime due vittorie in campo regionale battendo, rispettivamente, il palermitano Giovanni Nobile e il trapanese Gianni Poma che rappresentavano il meglio dell’atletica siciliana.
Il 5 luglio 1931 con Agrigento-Palermo di calcio si inaugurava il nuovo stadio polisportivo all’Esseneto, e finalmente in Agrigento, la successiva domenica, si disputava la prima vera riunione di atletica leggera con la partecipazione di alcuni atleti nisseni fra i quali Grilletto, campione regionale assoluto di giavellotto e privitera, campione regionale assoluto di lancio del disco.
Lo stadio Esseneto (in quella occasione molto più accogliente di quello attuale) risultò pieno in ogni ordine di posti, e l’entusiasmo di quei giorni, per le inaspettate vittorie degli agrigentini, toccò punte elevate. Gli uomini di allora, nella loro semplicità, avevano capito che l’atletica leggera, antidoto del tumultuante sport calcistico, doveva essere amata e che la sua pratica e la sua propaganda doveva essere coltivata ed intensificata.
Con la costruzione dell’Esseneto l’atletica locale, more solito, per un po’ viene soppiantata dal gioco del calcio.
Siamo ai tempi in cui la squadra di calcio veniva seguita in massa dai tifosi, anche fuori dalle mura amiche. Ciò non di meno una nuova generazione, forte degli agrigentini Mario Salemi, Pino Miccichè, Carmelo Fofò Calandra (oggi impiegato alle Poste), Miccichè (oggi maggiore dell’esercito) Fofò Calandra (oggi impiegato alle poste), e degli empedoclini Giuseppe Sinesio (oggi deputato al Parlamento), Giacomo Sardini, Carmelo Melluso e Giuseppe fiorentino riesce a farsi valere in campo regionale, soprattutto con Fofò Calandra che, giovanissimo, a Siracusa, riesce a vincere il Gran Premio dei Giovani nella gara dei 1.500 con l’apprezzabile tempo di 4’12” e con l’eclettico Giacomo Sardini che riusciva ad affermarsi in qualsiasi gara di mezzofondo.
Purtroppo in quel tempo non esistevano nella nostra provincia società affiliate alla FIDAL ed è per questo motivo che i record di Fofò Calandra non figurano tra i primati provinciali dell’atletica locale.
Per esigenza di cronaca aggiungiamo che Mario Salemi fu un ottimo lanciatore di peso e disco, oltreché un apprezzabile quattrocentista, Pino Miccichè, chiamato a quel tempo “più veloce”, un gagliardo mezzofondista, Giuseppe Sinesio, un ottimo velocista, Giuseppe Fiorentino, un buon saltatore in lungo.
Siamo arrivati così nel 1935 ed i giovani, soprattutto i più irrequieti, i più intraprendenti, vengono attratti dalla maga… con la faccetta nera e l’atletica, purtroppo, per un paio d’anni viene ancora soppiantata dal gioco della.. guerra, per la conquista dell’Impero.
Nel 1937, a guerra africana terminata, l’Italia prende parte all’Olimpiade di Berlino, guadagnando uno strepitoso terzo posto complessivo nella classifica per nazioni ed il podio olimpico viene occupato con gli indimenticabili Oberweger, Consolini, Maffei, Lanzi, Beccali, Caldana, Mariani, Ragni, Valla, Testoni ed altri.
Sulle ali di tale risonante affermazione nazionale, l’atletica agrigentina non può non ritornare alla ribalta e per prima cosa, nel novembre di quello stesso anno, Mimmo Gareffa, figliol prodigo, ritornato ad Agrigento dal suo lungo peregrinare al nord, partecipa a Rapallo al 1° corso nazionale per allenatori di atletica leggera. Così i giovanissimi di allora possono, per la prima volta, effettuare una vera, accurata, consapevole preparazione. L’empirismo non ebbe più posto. I giovani di allora, per i propri allenamenti avevano a disposizione oltreché lo stadio polisportivo Esseneto, la palestra coperta della GIL (un vero gioiello e non ricettacolo di immondizie come adesso) e la palestra invernale (ora salone di trattenimenti nuziali).
Forte di tanta buona organizzazione nel 1938 la rappresentativa giovanile agrigentina prende parte, a Torino, al campionato nazionale del littorio ottenendo una grande affermazione collettiva con Carmelo Conti (oggi affermato magistrato) 12° nel salto in lungo con mt. 6,11 con Santi Amarello (oggi docente di francese) 21° nel salto in alto con mt. 1,60, con Fofò Calandra e Pino Micciché giunti alle semifinali dei 1.500 mt., con Cicio Butticè (oggi ingegnere capo al Comune) e Nino Camera i quali superavano diversi turni nelle affollatissime gare di velocità, ed infine, con l’empedoclino Giuseppe Fiorentino che si affermava nella gara del salto in lungo.
Salvatore Gilotti, Giornale di Sicilia 3 maggio 1968, cronaca di Agrigento


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