il deludente pareggio di Agrigento contro l’Arsenale con ben quattro rigori. Leggi l’analisi completa del match del 9 maggio 1948
AGRIGENTO, 9 maggio 1948
Riassunto del Match
Partita dei rigori nella quale. mentre l’Agrigento si è esibito in una prova infelicissima, l’Arsenale ha giocato una magnifica partita, veloce e decisa, rivelandosi la migliore squadra scesa quest’anno allo stadio comunale di Agrigento.
Momenti Chiave
Contesa molto veloce, strenuamente combattuta e tirata con ì denti dal primo all’ultimo minuto da ambedue le squadre ma con netta prevalenza Messinese. L’Agrigento ha avuto più di una buona occasione. ma lo scarso rendimento del reparto attaccante e principalmente della mediana, non ha permesso la realizzazione di alcun goal a suo vantaggio.
Prestazioni Individuali
Dal grigiore dell’Agrigento si sono salvati Di Napoli, che ha il merito di avere evitato una catastrofe, e che ha parato l’imparabile e Lombardo. Buona anche se innervosita la difesa azzurra. I rossi azzurri dell’Arsenale, tutti elogiare.
I primi due rigori
I due primi rigori, uno per parte, al 5’ per l’Arsenale e al 14’, sono venuti fuori per pura casualità e senza alcuna discussione, frequente in casi del genere, i due palloni sono finiti imparabili nelle opposte reti.
Al 17’. a porta vuota. l’Agrigento manca una facile occasione. mentre la partita prosegue fino alla fine del tempo a ritmo indiavolato.
Nel secondo tempo
Nel secondo tempo il gioco si fa più limpido, mentre i rosso azzurri premono fortemente, riuscendo a realizzare al sesto per merito di Mammone.
L’Agrigento sente la staffilata e parte deciso al contrattacco. Lombardo fugge tutto solo davanti al portiere avversario. ma un terzino lo raggiunge e lo atterra in area. Rigore, questa volta non casuale. Rapazzoli pareggia al 12’. Reazione dell’Arsenale e quarto rigore della serie, che però i messinesi con Gregorio, falliscono.
Controversie Arbitrali:
Al 38′ il goal della possibile vittoria azzurra potrebbe venire con Bonini che fuggito converge verso la porta, ma da meno di un metro, il pallone va a finire prima sul palo e poi su una mano messinese. Sarebbe il quinto rigore della serie, ma Pecora, che ha arbitrato egregiamente fino a metà del secondo tempo, sul finire incorre in diverse sviste e il rigore non viene dato.
Magnifiche parate
Ancora magnifiche parate del portiere agrigentino Di Napoli e poi la partita ha termine fra il malumore generale di tutti i ventidue giocatori e del pubblico, cottosi inutilmente al sole, già estivo.
Decio Gueli, Giornale di Sicilia, 10 maggio 1948
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