La Sezione di controllo della Corte dei conti ha contestato undici rilievi alla gestione di “Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025”, evidenziando ritardi, confusione, incongruenze di spesa e criticità organizzative; gli enti coinvolti hanno inviato le controdeduzioni entro il 25 settembre e confidano di aver risposto puntualmente, ma il clima resta teso a fine anno culturale.agrigento.gds+3
Il quadro dell’istruttoria
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il dossier istruttorio della Corte dei conti è di 144 pagine e fissa undici rilievi su programmazione, attuazione e rendicontazione, con particolare attenzione ai 6,28 milioni di euro di fondi pubblici allocati tra Comune, Ministero e Regione. Delle 44 iniziative previste, soltanto 18 risultano aver prodotto avanzamenti di spesa mentre una decina non sarebbe mai partita a tre mesi dalla fine del 2025, circostanza considerata indicativa di gravi ritardi. Vengono richiamati, inoltre, errori e incongruenze negli importi di progetti, differenze rispetto al dossier di candidatura e interventi non attuati, come riportato da ulteriori fonti nazionali.livesicilia+2
Fondazione e governance
La Corte segnala come elemento causale il conflitto interno alla Fondazione Agrigento 2025, che avrebbe inciso sul coordinamento e sulla capacità di spesa, con formule come “confusione” e “ritardi nella rendicontazione” citate nei resoconti di stampa. Tra i capitoli più discussi rientrano le assunzioni disposte nella gestione 2024-25: contratti a tempo indeterminato per figure operative laddove la natura temporanea dell’evento suggeriva rapporti a termine, tema poi rientrato con lettere di licenziamento anticipate dopo l’avvicendamento alla direzione.agrigento.gds+1
Le controdeduzioni degli enti
La Fondazione e il Parco archeologico hanno trasmesso le proprie memorie nei termini, e il Comune ha annunciato una relazione dettagliata alla sezione palermitana di controllo; nella “linea difensiva” prevale la fiducia sull’efficacia delle risposte e non risulta richiesta alcuna audizione volontaria, secondo le cronache locali. Risulta che la Fondazioine abbia risposto ai rilievi della Corte il 25 settembre, ribadendo il rispetto del contraddittorio fissato dalla magistratura contabile.telemontekronio+1
Nodi su rendicontazione e disciplinari
Tra i punti tecnici evidenziati, spiccano il rispetto delle regole di erogazione del MiC sul milione stanziato in tranche 40-40-20 e l’aderenza alla cornice attuativa e rendicontativa regionale, con richiami al rigore documentale per la liquidazione delle somme. Viene ricordata anche la non conformità iniziale del programma comunale 2024 al disciplinare e la conseguente definizione di un “programma correttivo” regionale nel giugno 2024 adottato come base di lavoro per riallineare gli interventi.agrigentooggi
Le reazioni politiche
L’opposizione consiliare ad Agrigento ha diffuso una nota durissima, parlando di presunte irregolarità, scelte organizzative discutibili e un’impostazione “anni ’80”, chiedendo perché non si sia utilizzata la Fondazione Teatro Pirandello in luogo della nuova Fondazione 2025. Alcune testate locali e regionali, alla luce dei rilievi, definiscono l’anno da Capitale un’occasione mancata e un traguardo a rischio di “fallimento certificato”, acuendo il fronte polemico a livello cittadino.ilsicilia+2
Progetti fermi e tempi scaduti
La mappa dei progetti indica iniziative mai decollate e altre con avanzamenti minimi, mentre si affaccia ora, in prossimità della chiusura dell’anno, la spinta ad attivare azioni “fuori tempo massimo”, letta da alcuni commentatori come conferma dei dubbi della Corte. Nel frattempo, si registrano discrepanze tra schema economico di candidatura e importi in atti per progetti di mobilità e servizi, e l’ombra di somme riportate in modo errato, elementi che aggravano l’immagine pubblica della gestione.reportsicilia+2
Cosa succede adesso
Le memorie depositate aprono la fase di contraddittorio: se non ritenute convincenti, si andrà in udienza già a inizio ottobre, come riportato dalle cronache che citano calendario e passaggi procedurali della Sezione di controllo. In parallelo, persiste un nervosismo palpabile tra i partner coinvolti, con indiscrezioni su possibili rinunce progettuali e ipotesi di dimissioni al vertice della Fondazione, scenario che avrebbe un effetto “pietra tombale” sull’ultima parte dell’anno simbolo.livesicilia+2
Un giudizio editoriale
Il combinato disposto di conflittualità interna, ritardi strutturali, incoerenze tra dossier e attuazione e farraginosità delle rendicontazioni descrive un modello di governance fragile, inadatto a un cantiere culturale a tempo determinato e ad alta esposizione pubblica. La verifica della Corte non è mero formalismo: è presidio di fiducia collettiva su fondi, risultati e legacy, e chiama gli attori – Comune, Fondazione, Regione, Parco – a una responsabilità che trascende la difesa d’ufficio e richiede misure correttive immediate, verificabili e trasparenti. In caso contrario, la Capitale della Cultura rischia di consegnare al territorio più un monito che un’eredità: un’occasione sfumata che impone, da domani, una riforma delle regole e delle competenze prima di immaginare il prossimo
Elio Di Bella


Filosofia per interrogazioni, esami… e per la vita