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strada dissestata immagine da intelligenza artificiale

Agrigento, l’emergenza infinita delle strade killer: 8 milioni di euro per porre fine al disastro urbano

30 Settembre 2025 //  by Elio Di Bella

La notizia dell’arrivo di 8 milioni di euro per il rifacimento delle strade cittadine di Agrigento rappresenta forse l’ultima speranza per una città che da anni convive con il dramma di una viabilità letale. Il finanziamento, parte di un pacchetto più ampio di 93 milioni destinati alla Sicilia dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, arriva in un momento tragico per la città dei Templi, dove le strade si sono trasformate in vere e proprie trappole mortali.grandangoloagrigento+1

Una scia di sangue lunga dodici anni

La drammatica realtà delle strade agrigentine trova il suo simbolo più doloroso nella storia di Chiara La Mendola, la giovane di 24 anni deceduta il 30 dicembre 2013 in via Cavaleri Magazzeni a causa di una buca stradale profonda 12-13 centimetri mai riparata. L’impatto con quell’insidia costò la vita alla ragazza. . Il caso divenne emblematico del degrado stradale cittadino e portò alla condanna definitiva, confermata dalla Cassazione nel 2024, di due funzionari comunali per omicidio colposo.tgcom24.mediaset+3

Ma la storia di Chiara non è rimasta un caso isolato. Appena dieci giorni fa, il 20 settembre 2025, un’altra tragedia ha scosso la comunità agrigentina: Marco Chiaramonti, istruttore di tennis e padel di 50 anni, ha perso la vita lungo viale Emporium a San Leone. Secondo le prime ricostruzioni, anche in questo caso una buca sull’asfalto avrebbe causato la perdita di controllo dello scooter, portando al violento impatto contro un albero che si è rivelato fatale. La tragedia assume contorni ancora più drammatici considerando che il fratello di Marco, Gabriele, era morto esattamente dieci anni prima, sempre in un incidente stradale.telemontekronio+3 youtube

Un territorio sotto assedio

Un’inchiesta giornalistica condotta da Sicilia Target il 20 settembre scorso ha documentato in modo impietoso lo stato disastroso della viabilità cittadina. Le strade del centro, del Villaggio Mosè e di San Leone presentano buche profondissime, asfalto sgretolato e segnalazioni improvvisate che spesso diventano esse stesse fonte di pericolo. I tondini di ferro conficcati nell’asfalto e le recinzioni di fortuna utilizzate per “segnalare” le buche si deteriorano rapidamente, trasformandosi in ulteriori insidie per motociclisti e pedoni.siciliatarget

La situazione è particolarmente critica lungo alcune arterie strategiche. Via Imera, una delle principali vie di collegamento cittadino, mostra segni evidenti di cedimento strutturale. Il viadotto Imera presenta avvallamenti tali che i copricerchi delle automobili si perdono regolarmente a causa degli impatti, mentre la congiunzione con la bretella da Piazza Rosselli è costellata di buche pericolose.agrigento.gds+2

Viale Emporium, teatro della tragedia di Marco Chiaramonti, era già stato segnalato nel 2021 come una delle strade più trafficate e dissestate della città. Questo asse viario, che conduce al villaggio Peruzzo e a San Leone, presenta da anni avvallamenti e buche che rendono pericoloso il transito, specialmente per i mezzi a due ruote.youtube

Il paradosso della Capitale della Cultura

Il contrasto tra il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2025 e le condizioni reali della viabilità urbana appare stridente e imbarazzante. L’inaugurazione del prestigioso riconoscimento, avvenuta il 18 gennaio 2025 alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha messo in luce contraddizioni clamorose nella gestione cittadina.tgcom24.mediaset+3

Per l’occasione, la Regione Siciliana ha stanziato 510.000 euro per lavori urgenti di asfaltatura. Tuttavia, la fretta ha prodotto risultati grotteschi: in soli due giorni sono state asfaltate le strade dal teatro Pirandello allo stadio Esseneto, ma senza seguire le procedure tecniche necessarie. Il bitume è stato steso direttamente sul vecchio manto stradale, senza la rimozione preliminare (scarificazione), coprendo anche tombini e saracinesche dell’acquedotto.virgilio+3

Il risultato di questo intervento affrettato è stato duplice: da un lato strade che hanno ceduto dopo appena 48 ore, dall’altro quartieri rimasti senza acqua corrente perché i punti di accesso alla rete idrica erano stati letteralmente sigillati sotto l’asfalto. La ricerca dei tombini “perduti” ha richiesto l’intervento di operatori muniti di metal detector, in scene che hanno fatto il giro dei social network e dei media nazionali.gazzetta+4

La mobilitazione cittadina

La morte di Marco Chiaramonti ha fatto esplodere la rabbia popolare. In pochi giorni è nata una petizione online intitolata “Strade sicure ad Agrigento: basta vittime” che ha raccolto oltre 3.300 firme. I cittadini chiedono un piano immediato di manutenzione straordinaria, l’utilizzo trasparente dei fondi pubblici e un canale ufficiale per le segnalazioni con tempi certi di intervento.change

La protesta sociale ha trovato eco anche sui social network, dove centinaia di cittadini stanno esprimendo il proprio malcontento per una situazione divenuta intollerabile. La richiesta unanime è quella di non dover più convivere con buche che rappresentano “una minaccia mortale” per chiunque si muova in città.siciliatarget+1

I fondi svaniti e le responsabilità

Un’inchiesta giornalistica di ItalyFlash ha rivelato che nel bilancio comunale del 2022 erano stati previsti circa 3 milioni di euro per la manutenzione straordinaria delle arterie urbane. Questi fondi dovevano finanziare tre progetti prioritari: il rifacimento del manto stradale in via Imera, viale Leonardo Sciascia e viale Sicilia; la sistemazione della segnaletica in centro; interventi nei quartieri periferici di Monserrato, Villaseta e Villaggio Mosè.italyflash

A oggi, nessuno di questi progetti risulta completato. In alcuni casi le gare d’appalto non sono nemmeno partite, in altri si sono fermate per vizi di forma o ricorsi. La mancanza di trasparenza sull’utilizzo di questi fondi configura possibili responsabilità amministrative che potrebbero essere valutate dalla Corte dei Conti.italyflash

La rete provinciale in ginocchio

La situazione cittadina si inserisce in un quadro di degrado che coinvolge l’intera rete stradale provinciale. Il Libero Consorzio di Agrigento gestisce arterie che da decenni versano in condizioni disastrate, frutto di investimenti insufficienti e di una gestione commissariale che ha dovuto affrontare competenze su strade ed edilizia scolastica senza disporre dei fondi necessari.telemontekronio

L’amministrazione provinciale si è limitata a tamponare le emergenze, asfaltando soltanto i tratti franati e non transitabili. Recentemente sono stati aggiudicati lavori per la manutenzione delle arterie del versante occidentale (da Realmonte ai comuni del Belice) e orientale, ma si tratta di interventi parziali rispetto alle necessità complessive.telemontekronio

La svolta annunciata

L’arrivo degli 8.088.526,79 euro dal Ministero delle Infrastrutture rappresenta una svolta potenzialmente storica. Il finanziamento fa parte di un piano straordinario nazionale da un miliardo di euro voluto dal ministro Matteo Salvini per affrontare le criticità della rete stradale italiana.sicilia24h+3

Il senatore Nino Germanà, segretario della Lega Sicilia, ha sottolineato come queste risorse permetteranno di “migliorare la sicurezza e la qualità della rete viaria provinciale, messa a dura prova dalla riforma Delrio”. I cantieri sono previsti nei prossimi mesi e dovrebbero interessare le arterie più compromesse del territorio.focusicilia+2

Le sfide del futuro

Per Agrigento si apre ora una fase cruciale. La città dovrà dimostrare di saper utilizzare efficacemente questi fondi, dopo anni di sprechi e occasioni perdute. Gli 8 milioni rappresentano un’opportunità irripetibile per restituire sicurezza ai cittadini e dignità a una città che ha pagato un prezzo troppo alto in vite umane.

Il territorio agrigentino, privo di rete autostradale e con arterie di collegamento che non rispettano gli standard minimi di percorribilità e sicurezza, ha bisogno di interventi strutturali che vadano oltre le toppe dell’emergenza. Solo così si potrà sperare di spezzare quella catena tragica che da Chiara La Mendola a Marco Chiaramonti ha trasformato le strade cittadine in un cimitero a cielo aperto.telemontekronio

La sfida ora è duplice: da un lato realizzare interventi tecnicamente adeguati e duraturi, dall’altro garantire che il titolo di Capitale della Cultura non rimanga solo uno slogan ma si traduca in una reale rinascita urbana che restituisca ai cittadini il diritto fondamentale di muoversi in sicurezza nella propria città.

Elio Di Bella

Categoria: In 5 Minuti, News, News Italiane

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