Lo stato attuale e i piani di ristrutturazione del Museo Civico di Agrigento. Leggi il resoconto della discussione in Consiglio Comunale
Introduzione alla Discussione sul Museo Civico di Agrigento
Agrigento, 13 giugno. Consiglio comunale Atto di indirizzo su “Stato di fatto del Museo Civico” – del Consigliere Francesco Alfano.
Presidente. Signori della Giunta. Colleghi Consiglieri.
Nell’ approssimarsi diciamo di questo, del grande evento della Capitale della Cultura, ho voluto porre all’attenzione del Consiglio Comunale le sorti del Museo Civico di Agrigento.
Chiuso ormai da diversi anni. Di cui non sappiamo ancora diciamo le finalità e, meglio ancora, lo stato dell’arte. Cioè in che condizioni si trova, per poter usufruire di un immobile che posto è al centro di Città.
E che fa parte di una tradizione antica di questa Città, perché risale a diversi secoli or sono. Si trova di fronte al palazzo Municipale.
Breve Cronistoria del Museo Civico di Agrigento
Una breve cronistoria di questo immobile perché alle epoche passate. Cioè quando nel 1579 i Padri Agostiniani hanno usufruito dei locali nella chiesa cosiddetta di San Sebastiano.
Mi ricordo che gli antichi agrigentini, chiamiamoli così, va bene parlavano di San Sebastiano proprio là dove c’è la piazza del Sinatra.
Era tutta questa zona che veniva intesa come tale. Perché praticamente c’era una confraternita. E su questi, una chiesa omonima.
Gli agostiniani costruirono il convento, usufruendo anche di questi locali.
Durante questi secoli, dal 1579, arriviamo poi a circa un 150 anni dopo. Nel 1760, questo convento assume un altro aspetto.
I piccoli conventi nel tempo venivano chiusi per dare la possibilità di usufruire di questi locali in altro modo. In quanto non potevano essere controllati dalle autorità locali ed ecclesiastiche. E anche per una riduzione del numero degli usufruitori cioè i monaci.
E’ curioso praticamente perché nel 1760 il cosiddetto Conservatorio di San Giovanni, detto anche il reclusorio di Sant’Agostino, che coincide nel nome del reclusorio del Trentatré.
Ed era molto diffusa una pratica, questa di fare questi reclusori. Nel senso non di carcere, ma di ospizio, per dare la possibilità alle persone meno ambienti, e soprattutto alle ragazze, di poter usufruire di questi locali per un ricovero e anche per dare loro dignità, educazione e aiuto.
Veniva fatto anche per le famiglie numerose, ma anche per le orfane.
E poi Allora il divorzio non c’era e le mogli venivano abbandonate dai mariti e trovavano un posto in questo cosiddetto reclusorio del Trentatré.
Era molto diffuso questo numero perché rappresentava gli anni di Cristo e quindi, sotto questo numero sacro si dava la possibilità a queste ragazze di poter essere aiutate e non essere abbandonate.
Nel 1776 il convento venne abolito.
E quindi quella parte venne data in affitto. Venne ampliato e si appropriarono un po’ di tutto l’ immobile.
Nel 1779 quindi, tutto quanto si trasferì in questa casa di accoglienza. cioè nell’ex convento agostiniano e con alterne vicende davano ospitalità a 33 ragazze.
C’era un esborso da parte dell’Amministrazione, da parte dei privati e delle autorità ecclesiastiche, per aiutare, per aiutare queste queste ragazze.
Arriviamo al 1864 -1865, allorquando il Consiglio Comunale se ne appropriò a seguito delle varie leggi dopo l’Unità d’Italia.
Questi locali vennero trasformati inizialmente in un locale scolastico e successivamente, dal 1876, venne aperto come museo civico.
Vi vennero raccolti tanti beni di grande pregio Poi tutto quanto è stato trasferito al Museo dei Filippini con tutta la collezione Sinatra donata al Museo Civico, di proprietà del Comune, che venne trasportata nell’ex Collegio dei Filippini. E di là si sono divise, varie opere, in diverse musei, di Palermo e di altre Città.
Spero che struttura ritorni alle origini ottocentesche per dare lustro alla Città. Ecco. Occorre conoscere lo stato dell’arte e per vedere a che punto il restauro, la ristrutturazione dell’ immobile.
Gerlando Principato (Assessore)
Problemi e Progetti di Ristrutturazione del Museo Civico
Ci stiamo attrezzando per la riapertura del museo.
Essendo un’opera, incompiuta e un po’ ereditata. Abbiamo la chiusura definitiva dei lavori eseguiti sul piano della piazza Pirandello e il piano principale di accesso.
Qui i lavori sono stati completati, ma non sono stati collaudati.
E’ quindi appunto necessitano di una fase di collaudo, che è in fase di maturazione e di sviluppo. Contestualmente si sta anche portando avanti la problematica legata a delle murature sottostanti.
C’è stato un cedimento su un portale della muratura, ha comportato già una consegna che il vecchio Rup, direttore ai lavori aveva seguito.
Ma a oggi c’è un riaggiornamento progettuale per l’affidamento dei lavori, anche dal punto di vista normativo e dei calcoli e quindi di tutto il progetto.
Ma non essendo stati eseguiti i lavori, c’è un’altra porzione sempre del paramento che va rinforzata. Quindi in quest’ottica pensiemo ad una riapertura totale con un piano superiore dove possono accedere numerose persone che potranno visitare la collezione Sinatra, che verrà ospitata lì.
Siamo in una fase di affinamento progettuale, una rivisitazione del progetto e una riverifica della pavimentazione, cioè il solaio.
Essendo cambiata la normativa, il solaio che era stato già verificato con la precedente normativa, adesso lo stiamo riadeguando alla nuova normativa tecnica attuale.
In modo da essere certi che effettivamente tutti i lavori eseguiti all’interno siano confacenti a quello che è l’uso essenziale dell’opera.
Quindi da questo punto di vista ci sono stati molti passi avanti nell’ottica appunto di una riapertura e ci auguriamo che nel breve tempo, avendo somme a disposizione, riusciamo finalmente a traguardare gli obiettivi dell’Amministrazione: aprire il più presto possibile le attività in insicurezza, garantendo anche la possibilità dell’accesso nei piani inferiori, che ad oggi sono inibiti e che dovrebbero essere utilizzati e aperti anche alla Città,
Francesco Alfano (Consigliere)
Presidente, desidererei sapere se per l’anno 2025 questa struttura può essere utilizzata o tutta o in parte. E’ una struttura diciamo centrale, in un posto abbastanza visibile. E quindi desidererei sapere se la si può utilizzare anche in parte.
Roberta Zicari (Consigliere)
Economicamente quanti soldi servono per completare il museo civico? E su quali capitoli di bilancio o finanziamenti o PNRR pensa di individuare la somma? Insomma come pensa di trovarla, di reperirla?
Gerlando Principato (Assessore)
Prospettive Future per il Museo Civico di Agrigento
Allora, per quanto riguarda diciamo la copertura finanziaria del progetto e della prosecuzione dei lavori, del completamento, il quadro economico di un finanziamento già preesistente, è ancora attivo.
C’è un finanziamento già ereditato, che prevedeva il recupero del piano, di un intero piano che oggi è quello finito. Che va semplicemente collaudato.
E a queste somme si aggiungevano, ma sempre all’interno del finanziamento, la fase dell’allestimento. Ci sono compresi l’acquisto di depliant e tutta la parte relativa proprio all’allestimento di quella che è la parte museale. Con addirittura anche l’acquisto di magliette.
C’è tutto un report fotografico. Quindi ci saranno degli affidamenti di chi poteva redigere la parte anche di sviluppo e di marketing di quello che è il museo.
E quindi le somme da questo punto di vista sono coperte. E le uniche somme che ovviamente erano, sono state un imprevisto sono quelle del piano inferiore.
Dove era previsto semplicemente un recupero di quello che era un po’ il paramento murario e la pavimentazione. Ma oggi è diventato un problema di consolidamento.
Questo consolidamento già è stato coperto in passato da un finanziamento, da somme di bilancio comunale. E oggi la progettazione verrà coperta da somme che abbiamo ereditato e che abbiamo avuto ultimamente dalla Regione per progettazione.
E quindi la parte della progettazione e del consolidamento verrà ovviamente coperto dalla Regione. Quindi con finanziamenti regionali.
Adesso, non avendo il progetto non abbiamo la visione delle somme.
Ma si aggireranno a circa 100 mila euro di lavori. Sono somme già all’interno del quadro economico perché era previsto, come dicevo, la possibilità di utilizzare.
Ci sono 50.000 euro in più rispetto a quella che era la previsione.
Però abbiamo anche delle somme degli enti locali già da poter eventualmente utilizzare e ubicare anche all’interno dello stabile. Perché sono somme che vanno utilizzate all’interno del centro storico. E servono per la messa in sicurezza di immobili.
Quindi in ogni caso abbiamo una totale copertura, senza ovviamente dare problemi di bilancio comunale. Per quanto riguarda invece il completamento i lavori che sono dei lavori appunto di cucitura e di consolidamento del paravento di una parte della muratura,
io credo che, se non ci troviamo diciamo nel 2025, cioè entro fine del 2024 diciamo come completamento dei lavori, lo saremo nei primi mesi del 2025. Quindi in piena attività e per iniziare le attività di Capitale della Cultura.


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