La storia segreta dei Beati Paoli, cospiratori di Naro del 1820. Scopri i loro messaggi cifrati, il simbolismo dell’aquila siciliana e l’epilogo delle loro lotte contro i Borboni. Un viaggio affascinante nelle vicende che hanno segnato la Sicilia
Introduzione ai Beati Paoli e alle Associazioni Segrete Siciliane
I cospiratori Siciliani non costituirono una vera e propria setta Carbonara, che d’altra parte in Sicilia ebbe vita brevissima,
ma piuttosto formarono delle varie associazioni segrete votate al ripristino della Costituzione, ognuna delle quali aveva una particolare denominazione.
Il Prestigio e la Struttura dei Beati Paoli a Naro
A Naro i patrioti che in quei giorni segretamente si adunavano per riavere la loro autonomia, assunsero il prestigioso nome di <<Beati Paoli >>.
Ne facevano parte i professionisti, molti aristocratici che avevano il maggiore ascendente per nobiltà di natali, qualche elemento del popolo segnatamente legato agli interessi dei propri padroni
e persino qualche prete: alcuni spinti dal desiderio di primeggiare, scrive il Ricotti nella sua «Storia d’Europa», altri invece mossi da un intimo convincimento.
I Messaggi Cifrati del 1820 e 1823: Simboli di Libertà
Costoro usavano una condotta circospetta e un segreto inviolabile, pena la morte, per nascondere i propri disegni.
Della loro attività oggi ci rimangono due scritti indecifrabili che, messi in rapporto coi fatti politici di quell’epoca, costituiscono il più prezioso documento che illumini quel periodo storico a Naro.
L’Impiego delle Cifre Indiane
Si tratta di due messaggi datati uno dal 1820 e un altro dal 1823, su cui sono vergati alcuni segni convenzionali tracciati sotto uno stemma coll’aquila siciliana,
la quale era stata presa dai Carbonari separatisti come loro emblema, giacché l’aquila che vola in alto nel cielo sta a rappresentare il simbolo della libertà.
I segni incomprensibili delle due missive probabilmente sono numeri arabici di origine indiana remotissima, che soltanto verso il nono secolo dell’era cristiana gli Arabi presero dall’India chiamandoli cifre indiane.
Queste vennero diffuse in Europa attorno al tredicesimo secolo dal matematico pisano Leonardo Fibonacci e furono usate per lo più nelle scritture paleografiche.
I Carbonari naritani evidentemente se ne servirono come cifrario segreto per i loro messaggi.
Il Destino dei Cospiratori: Tra Speranze e Repressione Borbonica
Ma gli sforzi dei patrioti siciliani, purtroppo, furono vani ed ebbero funeste conseguenze: il moto, infatti, del 1820 degenerato in guerra civile, alla fine dello stesso anno fu sedato, seguito da un periodo di cieca e feroce reazione da parte dei Borboni.
Memorando e luttuoso fu quel periodo per Naro, dove la popolazione col ritorno del governo regolare visse in un clima di sospettosa diffidenza e di paura.
Le persecuzioni
Accrebbero infatti le persecuzioni, molti uomini furono colpiti dal monito del silenzio, altri caddero trafitti dal pugnale di prezzolati sicari, gli odi di parte si rinfocolarono e anche le spie borboniche si moltiplicarono.
Conseguenze e Memoria Storica del Movimento dei Beati Paoli
Queste, in nome dell’ordine da tutelare e mantenere, si stringevano alla monarchia o per interesse o per ambizioni personali, pertanto,
spinti a propiziarsi il governo con ogni forma di servilismo, perseguitarono la pace, la libertà e la vita di uomini onesti, retti e colti, molti dei quali furono mandati in esilio, altri a morte.

Messaggio segreto del 1820 dei << Beati Paoli>> cospiratori Naritani (archivio privato) Palmeri Dalacchi

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