Ricostruiamo la storia della Caserma agrigentina rimasta nella memoria di tanti
Dal convento dei Cappuccini alla Caserma
Edificata alla fine dell’800 nell’area dove per secoli c’era stato il Convento dei Cappuccini, la Caserma Francesco Crispi ospitò prima il 5° Reggimento Fanteria «Aosta» (1926-1939), poi il 76º Reggimento Fanteria «Napoli» (1939-1943) e per ultimo il 22º Reggimento Artiglieria «Aosta» (1943-1947).
Il bombardamento del luglio del 1943
Durante le incursioni del luglio 1943 l’edificio fu uno degli obiettivi strategici dei raid dell’aviazione anglo-americana.
Alla fine della guerra la struttura era tanto danneggiata che nel 1946 fu deciso di demolirne un’ala per limitare il rischio crolli.
Un anno più tardi, nell’estate 1947, in seguito a un incidente che costò la vita a un militare, se ne decise lo sgombero definitivo.
La scuola Pirandello
Dopo la smobilitazione dell’esercito, l’edificio fu oggetto di una lunga querelle tra Comune, Regione e Ministero della Difesa.
Inizialmente l’ormai ex caserma fu adibita prima a scuola (ospitò alcuni classi della scuola Pirandello) e poi a ricovero per famiglie senza tetto.
Alla richiesta dell’Esercito di rientrarne in possesso si oppose la città intera, che riteneva che la nuova caserma dovesse sorgere fuori città per evitare che il centro abitato potesse diventare obiettivo militare nel caso di una nuova guerra.
Il tira e molla tra Enti durò fino al 1955 quando fu deciso che la Regione avrebbe ceduto all’Esercito un’area in contrada Zuccarello-Giacatello per la costruzione di una nuova caserma (mai realizzata),
mentre al Comune sarebbe andata l’area dell’ex Crispi.
La villa Comunale
Nel marzo 1958 la caserma fu interamente demolita e l’area rimase libera e non utilizzata per molti anni. Dopo la frana del 1966, quando la cementificazione selvaggia della città subì un’inevitabile battuta d’arresto,
prudenza e buonsenso convinsero gli amministratori pubblici a destinare la superficie alla costruzione di una villa comunale.
Apprezzabile e mal riuscito tentativo di fare ammenda delle proprie responsabilità e cancellare negli agrigentini il ricordo del giardino di Villa Garibaldi, ormai del tutto fagocitato dall’asfalto e dal cemento.
La villa del Sole
Ottenuto il finanziamento per una spesa prevista di 31 milioni, nel 1968 iniziarono i lavori per la costruzione della Villa del Sole, che venne consegnata alla città nel 1971.
Nel 1970 un secondo finanziamento consentì la realizzazione dell’odierna strada che, costeggiando la Villa, collegava la via Crispi alla via Esseneto.


La situazione socioeconomica della Sicilia, infrastrutture e demografia dal periodo borbonico all’era post-unitaria.