Il progetto “Giardino della Pace”, inserito nel dossier ufficiale di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, ha ufficialmente trovato la propria ditta realizzatrice: l’associazione francese “Association des Jardins Paysagers des Hauts-de-France et des Hortillonnages”, con sede ad Amiens. L’importo di aggiudicazione: 70.000 euro al netto dell’IVA.
L’intervento si colloca tra le attività promosse dalla Fondazione Agrigento 2025
Il Belvedere di Lucertole, accanto al Castello di Poggiodiana, a Ribera, sarà il nuovo Giardino della Pace. Un progetto che nasce all’interno del percorso europeo Gardens of Peace e che unisce memoria, arte e natura per costruire legami tra culture e generazioni.
Presentazione del progetto: 26 settembre 2025, ore 12:00
Inaugurazione del Belvedere delle Lucertole: 5 ottobre 2025
Un’opera simbolica, ma il costo è giustificato?
Il Giardino della Pace rientra tra i progetti a “forte valore simbolico” previsti dal dossier della candidatura. Un’iniziativa che nelle intenzioni vuole promuovere valori universali come la convivenza, il rispetto e il dialogo tra culture.
Tuttavia, la cifra complessiva stanziata – oltre 84 mila euro IVA inclusa – apre ad alcune legittime domande, in un contesto dove ogni euro pubblico speso dovrebbe essere attentamente motivato. La proposta dell’associazione francese si è rivelata l’unica soluzione selezionata, ma rimane il dubbio: che tipo di attività effettive saranno svolte per una somma tanto elevata? E soprattutto, perché rivolgersi a un’associazione estera per un progetto così legato all’identità locale?
La procedura è regolare, ma resta la perplessità
Sul piano formale, nulla da eccepire. La Fondazione ha agito in base alla normativa vigente, in particolare al D.Lgs. 36/2023 per gli appalti pubblici. Il Parco ha recepito la richiesta con nota protocollata n. 4084 del 25 luglio 2025, e ha predisposto tutta la documentazione necessaria: dal capitolato tecnico al cronoprogramma, fino alla dichiarazione di congruità dei costi.
La verifica dei requisiti dell’operatore economico è tuttora in corso, come specificato nell’atto di aggiudicazione definitiva. E non manca una clausola di salvaguardia: l’aggiudicazione potrà decadere in caso di esito negativo delle verifiche.
Un’opportunità o un’occasione sprecata?
Il progetto sarà finanziato interamente dal bilancio della Fondazione Agrigento 2025, e i pagamenti saranno subordinati alla rendicontazione puntuale dei servizi effettivamente svolti. Eppure, mentre cresce l’attesa per vedere nascere il Giardino della Pace, resta sospesa la domanda di fondo: siamo davvero certi che questo sia il miglior uso possibile di 70.000 euro di fondi pubblici al netto dell’IVA?
In una città con emergenze sociali, culturali e strutturali ancora aperte, ogni investimento dovrebbe essere non solo corretto dal punto di vista procedurale, ma anche trasparente e motivato nei confronti della cittadinanza.
Elio Di Bella


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