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Camastra ridente cittadina negli anni Sessanta

26 Dicembre 2025 //  by Elio Di Bella

A circa 6 Km. da Naro, sulla provinciale Canicattì-Palma di Montechiaro, un ridente paesetto con strade diritte e larghe, si presenta agli occhi del viaggiatore che dall’interno dell’isola deve recarsi alla marina. Tale paesetto è il Comune di Camastra, che fino a pochissimi anni addietro altro non era che una frazione del Comune di Naro e che, dopo lunghe pratiche e superando non lievi difficoltà, è riuscito, con l’avvento della democrazia, ad ottenere la sua sognata indipendenza.

Non vogliamo qui dire se Camastra abbia o meno guadagnato da questo suo distacco dalla madre Naro. Constatiamo però che essa ha potuto avere una propria Amministrazione Comunale, composta di elementi democraticamente eletti fra i propri figli.

E questo già è un gran passo avanti. Certo però che se gli uomini chiamati all’amministrazione della cosa pubblica non si dimostrano all’altezza del non lieve compito a loro affidato, meglio per i Camastresi sarebbe stato rimanere uniti ai Naresi.

Ma i responsabili meglio di noi che siamo solo di passaggio abbiamo visto quel Comune sapranno cogliere le richieste dei propri elettori e far sì, più di noi con le nostre parole, che le loro azioni e pressioni riescano a risolvere e tradurre in realtà i vari problemi, e son molti, che assillano quella cittadina.

Qui ne citiamo solamente i principali: sistemazione delle strade interne, delle vicinali e di quella che la unisce ai Comuni di Palma Montechiaro, Canicattì e Naro, fognature, edificio scolastico, case per i lavoratori, condotta medica, acqua, ecc. Del problema acqua vogliamo parlare un po’, perché è quello più assillante.

È infatti assurdo, ma purtroppo una cruda realtà, constatare che tale elemento, indispensabile al vivere civile di una popolazione in pieno duemila, sia completamente assente nel centro abitato di Camastra, quando a poche centinaia di metri dall’ultima abitazione, un plesso di sorgenti, denominate «Fontana grande», mandano ben 7 litri al minuto secondo di acqua potabilissima a scorrere libera per i campi per immettersi, più a valle, in un torrentello.

E con tanta «grazia di Dio», i tremila abitanti di Camastra son costretti a comperare l’acqua dai carri-botte o, brocche in testa, col caldo, col vento e con la pioggia, andarsela a riempire direttamente alle scaturigini a 300 metri a valle dall’abitato.

Ci siamo voluti informare se nulla si tenta per potere avere convogliata e distribuita quell’acqua. Abbiamo appreso così che l’Ente Acquedotti Siciliani ha in corso di perfezionamento presso il superiore Ministero le pratiche per la costruzione e la gestione dello Acquedotto di Camastra, e presso l’Ufficio del Genio Civile di Agrigento la domanda per la concessione delle sorgenti.

Abbiamo anche appreso che, a giudizio di tecnici, in dette sorgenti, in atto, poiché prive di opere di captazione, molto è il quantitativo di acqua che si sperde attraverso il terreno, e che per tanto con l’esecuzione di ottimi lavori esso può essere di molto aumentato, da superare nei periodi di morbida i 10 litri al minuto secondo.

Nel progetto di massima presentato dall’E.A.S., il di cui importo si aggira sui 110.000.000 di lire, oltre all’approvvigionamento idrico, in maniera più che sufficiente ai Camastresi, è previsto anche il potenziamento dell’acquedotto Narese che in atto deriva solo litri cinque al minuto secondo dalla sorgente «Margiovitale», per distribuirla ai suoi 18.000 abitanti.

Su questo progetto, notizie più dettagliate abbiamo avuto al Genio Civile — Servizio delle acque Demaniali — ove apprendemmo che, dato la quota della sorgente rispetto ai due centri da alimentare, in esso è prevista la costruzione di una centrale di pompatura, con due gruppi di elettropompe, oltre quelli di riserva.

Dovranno essere costruite due condotte di mandata: per Naro, versando l’acqua nel serbatoio di raccolta esistente a quota 570.68 con una prevalenza di m. 222 circa ed una condotta per Camastra, nel quale centro, a quota 400 circa, si dovrà costruire un serbatoio di mc. 500 con una prevalenza di 52 m. circa. Altre opere previste sono quelle di presa (cunicoli filtranti e pozzetti di riunione) e quelle di protezione delle sorgenti.

All’opera dunque, eletti di Camastra, i vostri elettori vogliono vedervi al lavoro. Essi dovranno avere l’acqua al più presto, e bisogna anche pensare alla rete di distribuzione interna, non trascurando gli altri problemi, più sopra citati, di vitale importanza e di massima urgenza. È vostro dovere far sì che tale progetto venga approvato, e che si dia l’inizio alle opere.

Nello esortarvi all’impresa vi formuliamo i migliori auguri di successo, ed ai Camastresi l’augurio di poter presto vedere, mercè il vostro fattivo lavoro, realizzate le proprie aspirazioni che consentano loro un vivere civile.

Calogero Alajmo in Giornale di Sicilia

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia ComuniTag: CAMASTRA

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