Guarda il video sulle bizzarre pratiche contraccettive medievali. Dal pepe nel collo dell’utero agli amuleti di cerume di mulo, esplora le conoscenze mediche dell’epoca.
ntroduzione alla Contraccezione Medievale
Anche se comunemente si ritiene il contrario, nel Medioevo si conosceva abbastanza bene il meccanismo del concepimento. Uno dei medici più famosi dell’epoca, Henri de Mondeville, un chirurgo medievale francese vissuto tra il XIII e il XIV secolo, è noto per il suo trattato incompiuto “De chirurgia”, scritto tra il 1306 e il 1320.
Henri de Mondeville e la Conoscenza del Concepimento
Nel suo trattato, Mondeville interessante è la sua spiegazione sulla concezione umana. Egli afferma che per generare un figlio è necessaria una “delectatio”, cioè un rapporto sessuale piacevole, durante il quale il “germe maschile” entra nella bocca dell’utero e si unisce con la “matrice” femminile. Poi, aggiunge, la bocca dell’utero si chiude così strettamente «che neppure un ago potrebbe entrarvi».
Sulla base di queste cognizioni, alcuni metodi contraccettivi, si ponevano l’obiettivo che il seme maschile entrasse nella bocca dell’utero. E, per ottenere ciò, le donne si sottoponevano che spesso si risolvevano in vere e proprie torture.
Metodi Contraccettivi nel Medioevo: Tra Torture e Rimedi Naturali
Alcune iniziative per evitare le gravidanze spettavano all’uomo come nel caso del coitus interruptus, ma l’uomo doveva rinunciare alla conclusione naturale dell’atto sessuale.
Profilattici Medievali: Materiali e Tecniche
Durante il Medioevo e i secoli successivi, i profilattici venivano realizzati utilizzando materiali di origine animale come vesciche di capra o intestini di altri animali. Questi profilattici rudimentali, spesso trattati con sostanze chimiche per ammorbidire il materiale, venivano utilizzati anche per prevenire la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili
Per il resto, le strategie anticoncezionali toccavano alla donna.
Pratiche Contraccettive Femminili nel Medioevo
Il solo metodo contraccettivo corretto, all’epoca, era basato su tampone dell’utero.
Sorano di Efeso, un medico greco del II secolo d.C., è noto per il suo lavoro nel campo della ginecologia e dell’ostetricia, descritto in dettaglio nel suo trattato “Gynaecia”.
Sorano di Efeso e le sue Raccomandazioni
Sorano raccomandava pratiche anticoncezionali piuttosto insolite per il suo tempo. Una delle sue tecniche suggerite prevedeva che, al momento dell’orgasmo maschile, la donna dovesse spingere repentinamente il corpo all’indietro e poi accovacciarsi e starnutire per espellere il seme. Questa pratica era basata sulla credenza che il movimento brusco e lo starnuto potessero aiutare a eliminare il seme dall’utero, riducendo così la probabilità di concepimento
Inoltre, alcune donne, in particolare le prostitute, utilizzavano metodi più estremi come l’inserimento di pepe nel collo dell’utero, sperando che l’irritazione causasse una sorta di “starnuto” uterino per espellere il seme. Queste pratiche, anche se oggi possono sembrare bizzarre, riflettono l’ingegno e le limitate conoscenze mediche del tempo riguardo alla contraccezione
Pessari, Erbe e Amuleti: Altri Metodi Contraccettivi
Altri metodi contraccettivi antichi includevano anche l’uso di pessari, erbe e altre sostanze naturali.
Il sistema più diffuso consisteva nel far indossare alla donna intorno al collo un osso prelevato dal fianco destro di un gatto nero, elemento che avrebbe assicurato la sterilità temporanea. In alternativa, si usavano ossa e testicoli seccati di donnola, ma il rimedio contraccettivo considerato più efficace, a dispetto della fallimentare evidenza, consisteva in un amuleto fabbricato con il cerume prelevato dall’orecchio di un mulo. La nota sterilità di questo animale si sarebbe così trasferita alla donna che non voleva restare incinta.
Nell’antichità, la contraccezione era spesso gestita con metodi sorprendenti e a volte bizzarri. Una delle ricette più seguite prevedeva di mescolare in una tazza di birra della gomma alessandrina, allume liquido e una pianta di croco tritata. Questa miscela, nonostante possa sembrare insolita, era meno sgradevole rispetto ad altre pozioni dell’epoca.
La gomma alessandrina (un tipo di gomma arabica) era conosciuta per le sue proprietà adesive che potevano impedire il passaggio dello sperma. L’allume, invece, agisce come un astringente e spermicida, riducendo la motilità degli spermatozoi. La pianta di croco, spesso associata allo zafferano, aveva proprietà medicinali e potenzialmente contribuiva a rendere la miscela più efficace
Contraccezione nell’Antico Egitto e in Altre Culture
Questi metodi contraccettivi erano comunemente utilizzati in diverse culture antiche, inclusi gli egiziani, i greci e i romani. L’antico Egitto, per esempio, documentava numerose ricette per la contraccezione nei papiri medici, tra cui l’uso di miele, acacia e persino escrementi di coccodrillo, spesso combinati con altri ingredienti per formare pessari
Pratiche Estreme e Magiche per Prevenire la Gravidanza
Queste pratiche riflettono la conoscenza limitata ma ingegnosa dell’epoca riguardo alla riproduzione e alla contraccezione.
Questa terapia farmacologica prevedeva tre azioni: I) strofinare vigorosamente la pelle della donna con una lozione ottenuta da un topo morto e fatto macerare;
2) farle bere una tazza di vino con olio, escrementi di lumaca e di piccione;
3) massaggiare i fianchi della malcapitata con il sangue estratto da zecche prelevate sul dorso di un toro nero e selvaggio.
La carne di rondine
Una delle credenze medievali più particolari era che mangiare carne di rondine dopo l’ultima mestruazione avrebbe impedito gravidanze indesiderate per un anno. Questo rimedio rientra nella vasta gamma di metodi anticoncezionali dell’epoca che includevano sia pratiche fisiche che rimedi erboristici.
L’uso della carne di rondine come metodo contraccettivo riflette la varietà di pratiche e credenze medievali riguardo alla fertilità e alla prevenzione della gravidanza. Sebbene non vi siano prove scientifiche a sostegno dell’efficacia di tali metodi, essi erano parte integrante della medicina popolare dell’epoca e rappresentano tentativi di controllo delle nascite in un periodo in cui le conoscenze mediche erano limitate.
Nel Medioevo, le credenze e i rimedi per affrontare l’impotenza erano spesso radicati nella superstizione e nella magia.
Il gallo
Una delle pratiche consigliava agli uomini di dormire su un cuscino sotto il quale la loro compagna aveva collocato, a loro insaputa, sangue e testicoli di un gallo. Il gallo, nella cultura greca antica, simboleggiava sia il combattimento eroico sia l’amore maritale, con il termine “alektor” che significava sia “gallo” che “sposo” nell’arcaismo greco.
Questa pratica rifletteva la convinzione che tali rituali potessero influenzare le capacità riproduttive degli uomini, rendendoli temporaneamente sterili ma ancora capaci di avere rapporti sessuali.
Il sistema infatti avrebbe dovuto assicurare per il giorno dopo un’impotenza generandi ma, ovviamente, non coeundi.
Trotula de Ruggiero e la Medicina Femminile Medievale
Trotula de Ruggiero, una delle figure più importanti della Scuola Medica Salernitana dell’XI secolo, è considerata la prima donna medico della storia. La sua opera, nota come “Trotula,” comprende tre testi che trattano vari aspetti della salute femminile, inclusi ostetricia, ginecologia e dermatologia. Questi testi hanno avuto un’influenza significativa sulla medicina medievale e sono stati utilizzati in tutta Europa per secoli.
I segni della gravidanza
Uno degli aspetti più notevoli del lavoro di Trotula era la sua capacità di identificare i segni della gravidanza con grande precisione. In un’epoca in cui le conoscenze mediche erano limitate, Trotula descriveva sintomi e cambiamenti fisiologici che permettevano di riconoscere una gravidanza in corso.
Il più evidente era costituito dalla cessazione delle mestruazioni (fluxus matricis cessai), seguito dall’aumento di volume e dall’indurimento delle mammelle (duritia subita mammorum), come pure da un calo del desiderio sessuale.
Come estremo rimedio, allora, non rimaneva che l’interruzione volontaria della gravidanza. Il metodo più violento ed efficace consisteva nel provocare lo svuotamento dell’utero con mezzi meccanici, che tuttavia causavano spesso tali emorragie da portare la donna a morte per dissanguamento.
Pratiche Magiche e Aborti nel Medioevo
L’alternativa era rappresentata da pratiche magiche,
Sorano di Efeso, un importante medico greco del I e II secolo d.C., è noto per i suoi contributi alla ginecologia e all’ostetricia, raccomandava, ad esempio, che le donne facessero sette salti all’indietro dopo un rapporto sessuale per prevenire la gravidanza. Tale pratica mirava a utilizzare il movimento fisico per espellere lo sperma dall’utero
Inoltre, Sorano suggeriva terapie più “dolci” e meno invasive rispetto ad altri trattamenti dell’epoca. Tra queste, il clistere era uno dei metodi che egli raccomandava.
I clisteri erano utilizzati non solo per problemi digestivi ma anche come metodo per pulire il corpo e, in alcuni casi, come misura preventiva per evitare la concezione, basandosi sull’idea che la pulizia interna potesse influenzare la salute riproduttiva
L’Eredità di Sorano di Efeso nella Medicina Rinascimentale
La sua opera ha influenzato profondamente la pratica medica fino al Rinascimento, mantenendo una presenza significativa nella storia della medicina o pozioni abortive, come quella raccomandata dalla Scuola salernitana e a base di cicuta, cantaride, camomilla e ciclamino.
Avicenna
Le virtù abortive di quest’ultima pianta erano tenute in alta considerazione all’epoca, tanto che lo scienziato persiano Avicenna (980-1037), autore del Liber canonis Medicinae, utilizzato in Occidente come manuale delezione fino a tutto il Cinquecento, consigliava di spalmare sul seno di una donna incinta un unguento ricavato da bulbi di ciclamino.
Tali pratiche erano sempre clandestine, in quanto l’aborto procurato era un delitto gravissimo, da punire con la condanna a morte della donna e con castighi severi per quanti avevano preparato o somministrato le pozioni.
Ippocrate
Già nel IV secolo a.C., Ippocrate, nel suo Giuramento, fa esplicito divieto alla somministrazione di un pesson phtorion, vale a dire una supposta o un ovulo vaginale abortivo.


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