I momenti salienti della vittoria di Agrigento contro Acireale nell’aprile del 1948. Analisi dettagliata, marcatori e momenti chiave della partita.
Marcatori: primo tempo: Rizzo al 36º, Rapazzoli al 33º, sul rigore; secondo tempo: Lombardo al 15º.
Agrigento: Di Napoli, Rapazzoli, lo Cicero, Gallo, Croce, Sencich, Parietti, Banini, Lombardo, Novara, Barbazza.
Acireale: Rega, Spada, Cortesi, Pala, Santunione, Ventura, Zafferana, Viola,, Banfi, Rizzo, Creziato II
Arbitro Santesi di Taranto.
Introduzione alla Rivalità Storica
Agrigento,
Come avevamo pronosticato ancora una smagliante vittoria degli azzurri agrigentini conseguita sui forti e tecnici verdi dell’Acireale, che sono rimasti superati nettamente dal rendimento dei vittoriosi avversari.
Anche questo un successo netto e senza discussione.
Tutt’al più discutibile il numero dei gol subiti dall’Acireale, che poteva essere facilmente maggiore, se gli azzurri ad un certo punto non si fossero dimostrati paghi del risultato.
Inizialmente l’Agrigento attacca a fondo e nei primi minuti già tre palloni finiscono tra le braccia di Rega.
Primo Tempo: Dinamica e Marcatori
La pressione continua, successivamente, fino al 27º, ma sterilmente. Ancora la squadra azzurra non ha trovato la sua misura nella partita.
Non sono passati pochi istanti dal gol acese che la porta granata è stretta di assedio.
Due falli in area di rigore non sono visti dall’arbitro, ma un terzo non può sfuggire, viene concessa la massima punizione che Rapazzoli mette a segno al 33º, pareggiando gli azzurri.
Secondo Tempo: La Svolta di Agrigento
La ripresa vede l’Agrigento lanciatissimo e i granata faticosamente riescono ad arginare la pressione non più sterile.
Al 15º Lombardo ritornato al centro, attacco, colloca un bel gol all’angolo destro imparabile.
L’Acireale, che aveva giocato bene fino a 15º della ripresa, crolla sotto la mazzata e sbanda paurosamente.
Strategie Vincenti: Chiavi del Successo
Ciononostante riesce a portare le ultime minacce alla rete azzurra che l’ottimo Di Napoli salva con sicurezza con la collaborazione di Rapazzoli che, cancellata qualche indecisione iniziale, domina la situazione.
È giunta anche l’ora di Parietti, la minuscola ala agrigentina, che fa mirabilie fra l’entusiasmo del pubblico. Banini, Novara, Barbazza lo emulano, alimentati dall’instancabile Croce, ma sembra che gli azzurri siano paghi, più che del risultato, della netta supremazia che li tiene costantemente sotto la crollata porta acese e non vogliono strafare.
Riflessioni Finali e Impatto sulla Stagione
I migliori gol della giornata potrebbero venire in queste smaglianti azione finali, ma non vengono e alla fine, l’ex salernitano Rega, stremato custode della porta acese, rivolgendosi cavallerescamente alla folla che gli sta alle spalle, ringrazia pubblicamente di Dio che i gol sono stati soltanto due
Non perdere i futuri aggiornamenti sulle performance di Agrigento! Segui il nostro sito web agrigentoierieoggi.it, unisciti alla nostra comunità su Facebook e iscriviti al canale YouTube ‘Agrigento ieri e oggi’ per contenuti esclusivi. Scopri anche gli approfondimenti storici e i libri di Elio Di Bella disponibili su Amazon.
Decio Gueli, Giornale di Sicilia, 12 aprile 1948


“Questi Agrigentini non si lavano e puzzano come capre e sulle teste hanno eserciti di pidocchi”: le scandalose critiche di un turista un secolo e mezzo fa