Giornale di Sicilia, febbraio 1967. Il Consiglio di amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno ha approvato il progetto di massima della rete idrica di Agrigento, per un importo di 1 miliardo e 300 milioni di lire, ed i progetti esecutivi riguardanti il primo lotto di lavori della stessa rete idrica e l’intera rete fognante della città vecchia. Per questi ultimi due progetti la Cassa ha stanziato 2 miliardi e 120 milioni di lire.
Circa la rete fognante, la Cassa ha riconosciuto la necessità inderogabile di procedere al risanamento del sottosuolo in quella parte dell’abitato di Agrigento dove più gravi e preoccupanti si manifestano gli inconvenienti dovuti allo stato di dissesto e di permeabilità delle fogne esistenti.
Tali inconvenienti, intollerabili sotto il profilo igienico e pericolosi per la stabilità del colle agrigentino, caratterizzano l’intera zona della città vecchia, al confine con la vasta area interessata dal movimento franoso del luglio 1966.
Per la rete idrica della città, la Cassa ha messo a punto un organico progetto di massima che prevede, fra l’altro, l’ampliamento e la ricostruzione di due serbatoi dell’Acquedotto consorziale del Voltano, che alimentano il centro urbano e le numerose frazioni del circondario.
L’attuale situazione derivante dalla totale insufficienza di gran parte della rete in esercizio, costruita nei primi anni del secolo e sviluppatasi poi in modo irrazionale, dalla mancanza di organi di manovra lungo la rete stessa, e dall’inadeguatezza del diametro di quasi tutte le tubazioni, ha trovato una soluzione nella decisione assunta dalla Cassa di risolvere definitivamente i problemi con una nuova rete che sostituisca, laddove necessario, ed integri, laddove possibile, le opere di distribuzione esistenti.


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