DOPO LA « CONTESTAZIONE SESSUALE »
Al liceo scientifico ora chiedono libertà d’assemblea
Giornale di Sicilia, 17 novembre 1970. Gli studenti del liceo scientifico di Agrigento si sono astenuti ieri dalle lezioni. In un salone del viale della Vittoria hanno dato luogo ad un’assemblea, sviluppando una lunga ed animata discussione.
Hanno contestato la decisione del preside di espellere lo studente L., che, come si ricorderà, aveva protestato contro la decisione di un professore che intendeva separare in una classe mista i giovani dalle ragazze.
«Questa è una discriminazione sessuale», aveva detto il L.: la frase gli è costata 5 giorni di espulsione.
Gli studenti dello scientifico hanno ieri fatto presente che protestavano non solo per il «caso» L., ma perchè, principalmente, vogliono una libera assemblea all’interno dell’istituto.
«Spesso l’assemblea ci viene vietata — hanno detto — e quando il preside la accorda diventa un monologo del capo dell’istituto. Se qualcuno di noi vuole intervenire, si vede minacciato di espulsione e di bocciatura».
Qua sta il nocciolo della questione: ci troviamo dinanzi ad un preside, il professor V. S., contestato dalla maggior parte degli studenti dello scientifico. Le accuse emerse dall’assemblea di ieri riguardano principalmente la mancanza di libertà di pensiero e di espressione all’interno del «Leonardo» di Agrigento.
Al termine dell’assemblea si è deciso da tutti di ritornare oggi a scuola, e chiedere stamane stesso libertà d’assemblea all’interno dell’istituto ed una costante collaborazione con gli insegnanti.
Hanno invece detto «no» allo sciopero.
«Rifiutiamo — ci hanno detto alcuni — certi atteggiamenti superficiali e le fratture. Chiediamo comprensione e collaborazione da parte del preside e della classe insegnante, e non vogliamo essere spettatori, ma costruttori partecipi e responsabili del nostro avvenire. Chiediamo troppo?».
E. A. Giornale di Sicilia, 17 novembre 1970
L’articolo istruisce un ideale processo al conservatorismo scolastico. Da una parte abbiamo il capo d’accusa: un sistema educativo, incarnato dalla figura del preside, ancora ancorato a una rigida separazione dei sessi (la scintilla è proprio il tentativo di dividere maschi e femmine in una classe mista) e accusato di reprimere il dissenso con la minaccia di espulsioni e bocciature.
Dall’altra parte si costituisce parte civile la nuova generazione del Liceo Scientifico “Leonardo”. È interessante notare la strategia difensiva e propositiva dei ragazzi: rifiutano l’estremismo dello “sciopero” fine a se stesso (rifiutando «le fratture»), ma pretendono l’istituzione dell’assemblea non come concessione paternalistica («un monologo del capo dell’istituto»), bensì come diritto acquisito per partecipare attivamente al proprio futuro. La celebre frase costata cinque giorni di sospensione allo studente L. — «Questa è una discriminazione sessuale» — è un capo d’imputazione formidabile che dimostra come il linguaggio dei diritti civili fosse ormai penetrato con forza anche nel tessuto giovanile della nostra provincia.
foto: immagine di fantasia realizzata con un programma di intelligenza artificiale


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