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Agrigento. Caso Matteotti La protesta degli antifascisti

1 Novembre 2014 //  by Elio Di Bella

Giacomo Matteotti venne rapito ed ucciso nel pomeriggio del 10 giugno 1924. 

Il delitto Matteotti suscitò emozione e vaste reazioni morali e politiche nel Paese, ma le proteste di allora non avrebbero potuto, data la situazione politico-costituzionale ingrossarsi e travolgere il regime fascista. Comunque, come ha scritto Gaspare Giudice, « Mussolini in quei giorni doveva ingerire a forti dosi il quotidiano veleno della lettura dei giornali.

Tutte o quasi, le principali testate si trovavano in mano delle opposizioni, e perciò una buona maggioranza di coloro che leggevano in Italia un giornale, venivano ogni mattina a confermarsi nella persuasione di condanna, fissati nella loro mente quel pomeriggio dell´undici giugno in cui la notizia del delitto era stata divulgata ».
Anche a Girgenti i fascisti dovettero ingoiare la loro dose di veleno. Su iniziativa di un buon numero di antifascisti venne infatti stampato e diffuso in quei giorni un giornale di otto pagine, « La Protesta delle opposizioni girgentine per l´assassinio Matteotti », uscito il sei luglio.

È un documento di grande importanza perché costituisce praticamente l´ultimo tentativo dell´antifascismo agrigentino di far sentire all´unisono la propria voce contro il fascismo. Dopo, l´abolizione di ogni libertà soffocherà ogni protesta.

L´avvocato Domenico Cigna, ispiratore della « Protesta », fu così uno degli ultimi a poter affermare dalle colonne di un giornale la sua fede antifascista, scrivendo fra l´altro che « il fascismo è per definizione la prepotenza e la strage (…). Il fascismo stilla per organica, fatale necessità, graveolente sudore di rapina e protervo disegno di delitto e se cambia non è più fascismo ».

Oltre al Cigna, collaborano alla realizzazione di quel numero unico, con gli iscritti e con una sottoscrizione, numerosi nomi dell´antifascismo locale di quegli anni (alcuni poi purtroppo passati poi col regime): gli avvocati Ruggeri, Sammartino, Mario Cremona, Antonino Mirabile, G. La Lomia, Bianchini, Nino Martorana, Leonardi, Mario Bonfiglio, ed molti altri che firmarono per intero, con degli pseudonimi o con sigle. Gli operai della Piedigrotta sottoscrissero per 82 lire e quelli delle ferrovie per 50.

All´annunzio del delitto Matteotti a Girgenti venne anche diffuso un manifesto di protesta firmato dalle locali sezioni del partito socialista unitario, del partito socialista e del partito comunista.
Ecco alcuni brani:

” Lavoratori! Cittadini! oggi in tutta Italia, travagliata dal più grande spasimo di giustizia e di civiltà, tutte le anime libere, che ancora non anno perduta la luce dun´idea, si raccolgono in unanimità di ricordo e di protesta, celebrando nel martirio di Giacomo Matteotti la insopprimibile santità dell´idea proletaria umana che alcuna forza barbarica potrà mai vincere”.

 

Categoria: Agrigento RaccontaTag: agrigenti racconta, antifascismo, giacomo matteotti

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