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maccalube

Aragona, estrarre gas dalle Maccalube. Si può fare?

9 Maggio 2026 //  by Elio Di Bella

Aragona, le Maccalube e i depositi metaniferi nella zona di Agrigento

Aragona. I gas emessi dalle Maccalube sono utilizzabili quasi al cento per cento – E’ necessario costruire una centrale di captazione

Agrigento, 13 marzo 1951

«Comunicazioni Geografiche» a cura del Prof. Dino Gribaudi, edito dalla S.E.I., nel numero di gennaio del ’51 in un articolo intitolato «Lo sviluppo della produzione del metano in Italia» così si esprime: — Nessun’altra fonte di energia ha avuto di recente in Italia uno sviluppo paragonabile a quello del metano. Intanto si estende (prosegue il prof. Gribaudi) la conoscenza delle aree metanifere, che oggi si stima abbiano una superficie di 46.000 kmq., dei quali 20.000 nella bassa pianura padana, 6000 nell’Appennino tosco-emiliano e nel Lodigiano, 5000 nell’Italia Centrale, 600 nell’Italia Meridionale e 9000 nella Sicilia.

Ora, di questi 900 kmq. della Sicilia, una parte non indifferente spetta alla provincia di Agrigento con i depositi metaniferi delle salse di Aragona, salse ben note dai geologi sotto il nome di Maccalubi.

I Maccalubi, a circa 3 Km. ad ovest della stazione ferroviaria di Aragona Caldare e a circa 15 Km. da Agrigento, si estendono in una località argillosa e pianeggiante con circa un chilometro di circuito, con una debole depressione centrale. Si manifestano con numerosi coni di argilla di cui alcuni inattivi. Da quelli in attività sgorga, con poca energia, fango liquido e salato con alcune gocce di olii minerali e col gorgoglio di gas, caratteristico in manifestazioni del genere. L’attività non è costante e in tempi remoti ha dato anche eruzioni violentissime; così nel 1777 (Baldacci, Geologia di Sicilia). Pare anche che in contrada Pietra-Rossa e Tre-Fontane a Sud-Ovest di Raffadali si siano avute manifestazioni simili.

Le memorie per la descrizione della carta geologica d’Italia, pubblicata a cura del comitato geologico nell’anno 1873 in un articolo di Sebastiano Mottura sulla formazione terziaria della zona solfifera della Sicilia, portano le analisi sui gas raccolti nell’orifizio di ben sei conetti di questi Maccalubi, riscontrando in esse una temperatura interna dai 20°,8 ai 22°,2 ed una temperatura esterna dai 24°,5 ai 26°, rispettivamente di ogni conetto acido carbonico 0,5; 0,3; 0,0; 0,7; 0,0; 1,6; ossigeno 2,5; 2,2; 1,0; 0,0; 0,8; 0,0; azoto ed idrogeno carbonato 96,9; 96,5; 99,0; 98,3; 99,2; 8,4. In detta analisi, eseguite sul posto, il Saint-Claire-Deville non ha potuto separare il metano (idrogeno carbonato) dall’idrogeno libero e dall’azoto.

Lo stesso articolo del Mottura riporta il risultato delle analisi eseguite nel 1865 dal Fouqué e pubblicate negli annali dell’Accademia delle Scienze di Parigi su gas emanato dagli stessi Maccalubi: acido carbonico 1,65; ossigeno 0,69; azoto 3,74; gas delle paludi 87,23; idrogeno 5,74; totale 99,15. Da tutte queste analisi risulta in modo evidente per quanto conosciuto fin da tempi remoti che i Maccalubi di Aragona sono composte in massima parte di metano, accompagnato anche da idrogeno libero.

Nè c’è da fermarsi alle osservazioni ed analisi di tempi remoti perchè parecchi studiosi, provenienti da tutte le parti del mondo hanno visitato i nostri Maccalubi e vi hanno eseguito analisi che super giù corrispondono a quelle del Saint-Claire-Deville e del Fouqué. Difatti il 18 maggio del 1932 il Prof. Deecke della Università di Rostock, in una sua visita ai Maccalubi e in una analisi dei gas, ha avuto i seguenti risultati: ossido di carbonio 1,15 %; ossigeno 1,70 per cento; azoto 6,75 %; metano 90,40 % (risultati ottenuti da analisi eseguite nell’albergo «Villa Belvedere» e gentilmente concessi dal Sig. Cesare De Angelis).

Dall’analisi precedente è evidente la ricchezza di questi gas sotto il punto di vista di uno sfruttamento industriale e per eventuali ricerche di petroli. Difatti il 90,40 % è rappresentato da metano, gas combustibile che ha un potere calorifero che si aggira in media su 9200 calorie per mc. equivalente a Kg. 1 di nafta e Kg. 1,05 di carbone (Comunicazioni Geografiche del ’51); mentre l’ossido di carbonio agisce anche esso da combustibile e da comburente l’ossigeno, non restano che il 6,75 % di azoto che è gas inerte.

Come si vede i gas emanati dai Maccalubi sono utilizzabili quasi al 100%. Basterebbe solo un grave problema da studiare: sono dette emanazioni in quantità sfruttabile?

Dovrebbero essere effettuate per constatare l’entità, dovesse risultare tale da poter sostituire ed assorbire tutte le energie termiche e meccaniche necessarie allo sviluppo delle industrie ad Agrigento e all’uso domestico; sarebbe opportuno sorgesse una società, ove la Regione Siciliana non volesse direttamente interessarsi, per la costruzione di una centrale di captazione di detti gas e la compressione in gasdotti fino ai centri di consumo, che, secondo la quantità, potrebbero essere Agrigento, Aragona ed eventualmente altri comuni.

Pare che alcuni mesi fa sia interessata della questione la società Mc Milan Pet. Corp. (U.S.A.), ma non siamo più riusciti a conoscere l’esito di tale interessamento. Non sarebbe più opportuno che la Regione Siciliana o qualche società italiana si interessasse direttamente allo sfruttamento di questa ricchezza del nostro sottosuolo?

È giusto pensare che non si tratta di un giacimento minerario che se non sfruttato oggi, costituisce una riserva per il domani, ma di una emanazione di gas che giornalmente, in una quantità considerevole, si disperde, mentre sfruttato convenientemente risparmierebbe l’importazione di una considerevole quantità di carbone dall’estero, col risultato di una emancipazione e di un risparmio tanto utile all’economia regionale.

Ove gli impianti di distribuzione venissero a costare in modo rilevante, si potrebbe iniziare, con degli impianti più semplici, l’impiego del gas come carburante nell’autotrazione e quindi in risparmio di benzina o di nafta.

Giuseppe Messina, Giornale di Sicilia, 14 marzo 1951

Categoria: In 5 Minuti, Scienze Varie, Storia ComuniTag: aragona, maccalube, metano

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