La storia della Sicilia Greca, l’influenza dei primi coloni, l’incontro con i Sicilioti e i miti dell’antica terra di ciclopi
L’Arrivo dei Greci e la Fondazione di Siracusa
Si parla della Sicilia greca a partire dall’arrivo dei Greci nell’ottavo secolo avanti Cristo fino alla conquista romana nel terzo secolo avanti Cristo. La vita della polis Siracusa, della città greca come tale, va dall’arrivo dei corinzi nell’anno 733 avanti Cristo alla presa della città da parte dell’esercito romano di Marcello nel 213 avanti Cristo. Più o meno cinque secoli.
Identità e Trasformazione: Dai Greci ai Sicilioti
Ma come l’hanno vista, come se la sono rappresentata i greci la Sicilia? Cosa sono diventati i greci trapiantati in Sicilia? sono rimasti greci o sono diventati non diciamo siciliani ma sicilioti cioè greci sì ma trasformati da circostanze storiche ambientali radicalmente nuove.
Interazioni e Conflitti: Greci, Indigeni e la Pirateria Etrusca
Sull’immagine che i greci hanno avuto della Sicilia innanzitutto si resero conto che gli indigeni di cui fino ad allora si temeva la crudeltà erano in realtà quasi inesistenti secondo quanto ci dice Tucidide. Tucidide riprende la leggenda secondo cui nei tempi più lontani l’isola era stata abitata dai ciclopi e dai listrigoni, poi sarebbero venuti i sicani, che dal continente sarebbero passati in Sicilia su delle zattere e i siculi che avrebbero confinato i sicani nelle regioni meridionali e occidentali dell’isola. I primi ad arrivare in Sicilia dal mare secondo Tucidide erano della pirateria etrusca che per molto tempo ha impedito ai greci di colonizzare l’Isola.
Miti e Leggende: Ciclopi, Sirene e l’Eredità Culturale
La Sicilia era la terra dei ciclopi. Nell’Odissea si localizza l’avventura di Ulisse e di Polifemo a nord di Catania davanti a un luogo detto porto Ulisse dove tre scogli portano ancora il nome dei ciclopi. Un piccolo altare domestico di Megara raffigurava Ulisse che usciva dalla grotta di Polifemo nascosto sotto il ventre di una pecore il ciclope con il suo unico occhio che simboleggia l’attività dei vulcani e particolarmente dell’Etna che era la sede di Efesto il dio del fuoco. La Sicilia era la terra prediletta da Persefone, rapita dal dio degli inferi.
La Conquista Romana e il Declino della Sicilia Greca
All’alba della colonizzazione vi fu una specie di accordo fra greci e indigeni con la concessione di terre. La navigazione si faceva solo nella bella stagione lungo le coste e per arrivare in Sicilia difficilmente si evitava la zona dello stretto dove la leggenda voleva dominassero i mostri Scilla e Cariddi. Nella stessa zona abbiamo le isole di Eolo le Eolie, considerate il regno del principe dei venti. Riguardo poi alla leggenda delle famose Sirene le fonti esitavano sulla loro localizzazione; c’è chi li vuole verso la penisola di Sorrento e invece nei pressi dello stretto di Messina.
Sviluppo Urbano e Culturale nella Sicilia Greca
Vi erano stati sulle coste abitati fiorenti come Tapsos dove è nato e si è sviluppato un abitato urbanisticamente organizzato in stretto rapporto con le navigazioni e i commerci vicini.
Ma verso la metà del tredicesimo secolo la cultura di Tapsos sembra esaurirsi ed è allora che nasce Pantanica su un vasto sperone roccioso isolato dalle profonde vallate dell’Anapo e dei suoi affluenti. Il suo sviluppo si ebbe tra tredicesimo secolo sino all’epoca della colonizzazione greca, cioè alla seconda metà dell’ottavo secolo.
Abbiamo oltre 5000 le tombe a grotticella forate in maniera singolare nelle pareti rocciose di Pantalica per cui nella Sicilia orientale quando arrivano i greci si può ritenere che gli indigeni si trovano sulle montagne.
Accordi e Scontri: La Coesistenza di Culture in Sicilia
All’alba della colonizzazione vi su una specie di accordo fra greci e indigeni con la concessione di terre.
I primi contatti fra i nuovi arrivati, i greci, e queste popolazioni, Tucidide sempre lui ci dice che i megarici ebbero molte difficoltà a un insediamento e dovettero accettare l’offerta del re siculo Iblone la cui sede era probabilmente Pantalica che concesse loro il territorio dove fondarono la loro città.
Navigazione e Mitologia: La Sicilia nel Contesto del Mediterraneo Antico
La navigazione si faceva solo nella bella stagione lungo le coste e per arrivare in Sicilia difficilmente si evitava la zona dello stretto dove la leggenda voleva dominassero i mostri Scilla e Cariddi.
Nella stessa zona abbiamo le isole di Eolo le Eolie, considerate il regno del principe dei venti.
Riguardo poi alla leggenda delle famose Sirene le fonti esitavano sulla loro localizzazione; c’è chi li vuole verso la penisola di Sorrento e invece nei pressi dello stretto di Messina.
Religione e Cultura: Il Culto di Divinità e Eroi
La Sicilia poi era la terra dei ciclopi. Nell’Odissea si localizza l’avventura di Ulisse e di Polifemo a nord di Catania davanti a un luogo detto porto Ulisse dove tre scogli portano ancora il nome dei ciclopi.
Un piccolo altare domestico di Megara raffigurava Ulisse che usciva dalla grotta di Polifemo nascosto sotto il ventre di una pecore il ciclope con il suo unico occhio che simboleggia l’attività dei vulcani e particolarmente dell’Etna che era la sede di Efesto il dio del fuoco.
La Sicilia era la terra prediletta da Persefone, rapita dal dio degli inferi. Episodio che avrebbe avuto luogo in Sicilia, nei prati presso Enna, in un luogo vicino alla città ricco di viole e di fiori di ogni specie il cui profumo impedisce ai cani da caccia di seguire le tracce della selvaggina.
Ma soprattutto luogo benedetto della famosa trinità benefattrice dell’agricoltura mediterranea antica: la vite, il grano e l’olio.
fonte testo video La Sicilia dei Greci di Folco Quilici


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