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madre con bambino

Scoperta di Agrigento: Un Viaggio Tra Storia e Bellezza da Porto Empedocle alla valle dei templi

5 Dicembre 2023 //  by Elio Di Bella

Esplora il fascino di Agrigento attraverso il nostro racconto di un viaggio da Porto Empedocle alla valle dei templi. Scopri la ricca storia, l’arte e la natura mozzafiato di questa perla siciliana.

Introduzione al Viaggio: Porto Empedocle, Porta d’Accesso a Agrigento

Da Porto Empedocle, il cui nome suona bene, ma che non è altro che un orribile piccolo porto artificiale dall’odore di zolfo sotto Girgenti, si era saliti tra il caldo e la polvere. Girgenti si trova su un altopiano molto elevato.

Antoine era con Isabelle, naturalmente, nella prima carrozza, ma con il signor du Gerbier come chaperon. E che chaperon! Che professore! Spiegava tutto, la maggior parte delle volte senza essere molto qualificato; interminabili digressioni su argomenti che non avevano nulla a che fare con la passeggiata, un’erudizione acquisita nelle mense delle guarnigioni africane e nei caffè, e la cui casta presenza di Isabelle gli proibiva quasi sempre di esibire completamente.

Il signor du Gerbier senza oscenità, du Gerbier censurato per Isabelle era disastroso. I tre landau si seguivano sulla strada tortuosa e polverosa. Si faceva scrupolosamente una sosta ad ogni tempio, si scendeva senza grande curiosità, per stiracchiare le gambe; si accendevano sigarette, si scambiavano qualche battuta, qualche banalità, e si rimaneva pieni di ignoranza. Poi ciascuno tornava al proprio veicolo, raggruppato come prima, per la pigrizia che hanno gli uomini di cambiare qualcosa in una routine, anche se dura solo un’ora.

La Magia dei Templi Antichi: Un Tuffo nella Storia

Alla fermata al tempio detto di Giunone, Pericle (secondo landau) dichiarò che era noioso, e la signora du Gerbier (terzo landau) disse che effettivamente non offriva alcun interesse. Si decise quindi di abbreviare la visita ai monumenti e si chiese alla guida di passare oltre, e dei meno buoni. I poveri templi facevano comunque quello che potevano. Fieramente posizionati sui loro basamenti di roccia ed erba, con ai loro piedi cardi che spuntavano tra i gradini disgiunti, ergevano ciò che restava della loro bellezza, colonne tozze offese dal tempo e frammenti di frontoni, il tutto in un calcare rossastro che l’età aveva forato come una spugna.

Ovviamente, il sole mancava all’appuntamento.

Tuttavia, la natura si risvegliava in primavera, i prati erano coperti di mille fiori di colori diversi come un tappeto; sopra, gli ulivi, la vite, mandorli di un verde tenero, e qua e là cupi cipressi. In salita, non era altro che un ondeggiamento di verdi sotto pesanti nuvole grigie; in discesa, si ritrovava di nuovo l’orizzonte del mare. Ma nemmeno questo disarmava i critici.

Natura e Paesaggi: L’Intramontabile Bellezza di Agrigento

La campagna era quasi deserta; appena durante tutta la passeggiata si intravedevano alcuni contadini. Sulla strada dei templi, le carrozze superarono una giovane donna montata su un piccolo asino; era coperta da un mantello nero e teneva contro di sé un bambino avvolto in uno scialle.

Mentre Pericle la guardava, lei scoprì il suo bambino addormentato, per mostrarglielo, con un sorriso. Fu, in quella giornata grigia, un’apparizione squisita.

Il volto della madre non era bello, ma straordinariamente primitivo, stretto, di una pallidezza di cera leggermente gialla, le labbra sottili appena accennate, un lungo collo. E la semplicità orgogliosa del gesto materno che rivela al mondo il tesoro che è il suo bambino, e il sorriso così puro che si disegna come quello delle Vergini nei dipinti molto antichi!

Era, in una forma semplice, la Santa Vergine dritta sul piccolo asino e che guarda dormire il divino Bambino, e non la Santa Vergine di Nazareth, ma quella concepita in un paese simile a questo dai pii italiani del 1450, e che dipinsero su sfondi dorati o colline blu.

Incontri Lungo il Cammino: Storie e Tradizioni Locali

Antoine fu incantato da questo spettacolo; avrebbe voluto subito condividere la sua gioia. Ma con chi comunicare una tale impressione? Con Isabelle che, chinata sul Baedeker, applicata, con la lingua fuori, cercava di orientarsi nella mappa di Agrigento? Si sarebbe piegata dalle risate per questo paragone assurdo. Con il signor du Gerbier? Solo a vedere il vecchio bel uomo, appassito ma sempre frivolo, soddisfatto, era scoraggiante. Forse solo la signora Euriclea avrebbe apprezzato la grazia di questo incontro. Ma era in un’altra carrozza.

Con chi parlare? A chi confidarsi? Con chi unirsi? Antoine pensò alle donne con cui si passeggia, mano nella mano (in sogno), e che capiscono tutto (anche questo un sogno). E, affinché il sogno rimanga vero, forse è meglio che le persone rimangano sempre in un’altra carrozza.

Riflessioni e Impressioni: Un Viaggio nel Tempo e nell’Anima

Solitudine lunga quanto la vita. Dopo ogni slancio, vano come un getto d’acqua, bisogna ritirarsi in sé stessi e ricadere nella coppa del proprio cuore. In un punto sulla strada del ritorno, dominarono dall’alto il mare. Il porto sovrastante apparve minuscolo incorniciato dalle sue dighe, con quattro o cinque barche da pesca nere come mosche e lo yacht tutto bianco.

La guida che non aveva detto una parola per tutto il giorno si girò sul suo sedile, e indicando il porto, precisò ‘Lì, vedete?’

E con questa sola e utile informazione, guadagnò la sua passeggiata di tre ore in carrozza, con un onesto compenso. Antoine ebbe una grande voglia di non continuare a lungo il viaggio. Quella sera accarezzò progetti di partenza, era già stanco della compagnia di quegli idioti ‘Idiota anch’io

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Categoria: Agrigento Racconta

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