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Murilo Mendes, Meditazione di Agrigento

19 Luglio 2023 //  by Elio Di Bella

Murilo Mendes

Meditaçao de Agrigento

Quem nos domara a força vã,

quem nos sufocara o instinto

Para permanecermos

Em conformidade à linha do céu,

A estas colunas perenes,

Ao oculto mar lá embaixo.

Quem nos transformara em folha

Ou no súbito lagarto

Que se esgueira sob tuas pedras,

Templo F, sereno templo F,

Arquitetura de reserva e paz.

Transformar-se ou não, eis o problema.

Durar na zona limite da memória,

Nos limbos da vontade,

Ou submeter a pedra, cumprir o ofício rude,

Aprender do lavrador e do soldado.

Qual a forma do poeta? Qual seu rito?

Qual sua arquitetura?

Mudo, entre capitéis e cactos

Subsiste o oráculo.

A manhã doura a pedra e vagos nomes,

Agrigento me contempla, e voume.

Siciliana (1959)

Meditazione di Agrigento

Chi aveva domato la nostra forza vana,

chi aveva soffocato il nostro istinto

di rimanere

conforme alla linea del cielo,

a queste colonne perenni,

al mare nascosto in basso.

Chi ci aveva mutato in una foglia

O nell’improvvisa lucertola

Che si insinua sotto le tue pietre,

Tempio F, tempio F sereno,

Architettura di riserbo e di pace.

Trasformare o no, questo è il problema.

Durare nella zona limite della memoria,

Nei limbi della volontà,

O sottomettere la pietra, compiere il rozzo mestiere,

Imparare dal contadino e dal soldato.

Qual è la forma del poeta? Qual è il tuo rito?

Qual è la tua architettura?

Muto, tra capitelli e cactus

L’oracolo sussiste.

Il mattino indora la pietra e nomi vaghi,

Agrigento mi contempla, e parto.

Siciliano (1959 )

Categoria: Agrigento RaccontaTag: agrigento

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