Un racconto di scavi, arte, e inganno che ha segnato il mercato antiquario in città.
Gli Scavi del Ciantro Panettieri e la Scoperta dei Vasi
Racconta lo storico Francesco Saverio Cavallari che “ il Ciantro Panittieri fece tanti scavi per estrarne quei vasi fittili, che ora si trovano nel Museo di Monaco di Baviera.
La Crescita del Mercato e l’Aumento dei Prezzi
La bellezza dei vasi Acragantini aumentava di giorno in giorno il numero de’ cercatori e ne elevava il prezzo,
Dall’Imperizia alla Falsificazione: La Nascita dei Restauratori
e siccome molti vasi, forse per imperizia, si rompevano, si organizzò in Girgenti una classe di ristauritori, i quali presero tanto gusto per simili affari da divenire abili falsificatoti di vasi,
La Tecnica di Falsificazione dei Vasi Antichi
non già riproducendoli interamente nuovi, ma servendosi degli antichi senza figure o con buona vernice nera, sopra questi facevano graffiavano da qualche abile pittore una rappresentazione figurata raschiando il campo tra una figura e l’altra,
in tal modo il vaso avea leggerezza, fattura e la stessa vernice antica sulla quale si graffivano i contorni di una rappresentazione figurata.
La Scoperta dell’Inganno e le Sue Conseguenze sul Mercato
Scoperta la falsificazione i prezzi ribassarono anche per i vasi genuini, diminuì il numero dei cercatori di vasi o gli scavi clandestini vennero meno”
Il testo di Francesco Saverio Cavalleri descrive un fenomeno interessante legato alla scoperta e alla commercializzazione dei vasi Acragantini nel XIX secolo.
Cavallari racconta come il Ciantro Panettieri abbia condotto numerosi scavi per recuperare questi vasi, ora conservati nel Museo di Monaco di Baviera. La crescente bellezza e valore dei vasi ha attirato un numero sempre maggiore di cercatori, aumentando così anche il loro prezzo.
Tuttavia, durante questi scavi, molti vasi venivano rotti a causa dell’imperizia degli scavatori.
Implicazioni Storiche e Archeologiche della Falsificazione
Questo problema ha portato alla nascita di una classe di restauratori a Girgenti (l’odierna Agrigento), i quali, nel tempo, si sono trasformati in abili falsificatori.
Questi falsari non creavano nuovi vasi da zero, ma utilizzavano quelli antichi, spesso privi di decorazioni o con una buona vernice nera.
Grazie all’intervento di pittori abili, venivano incise delle rappresentazioni figurate sui vasi, conferendo loro l’aspetto di antichi manufatti decorati.
Quando la falsificazione è stata scoperta, il mercato ha subito una drastica svalutazione.
I prezzi dei vasi, inclusi quelli genuini, sono calati notevolmente, portando alla diminuzione degli scavi clandestini e del numero di cercatori.
Questa narrazione mette in luce non solo l’interesse per l’archeologia e l’antiquariato del tempo, ma anche i rischi legati alla falsificazione e le sue conseguenze economiche.
La vicenda di Girgenti rappresenta un esempio emblematico di come la passione per l’antico possa degenerare in frode, con impatti significativi sul mercato dell’arte e sulla preservazione del patrimonio storico.
P.S. immagine realizzata con un programma di AI (eventuale somiglianza con persone esistenti è del tutto casuale)


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