La straordinaria vita di San Gregorio di Agrigento: viaggi in Terra Santa, accuse ingiuste, opere religiose e un sorprendente legame con la scienza antica.
San Gregorio nacque ad Agrigento nel 559 e morì nella stessa città nel 630.
Formazione e Viaggi:
Avviato alla carriera ecclesiastica, fu attratto dai pellegrinaggi in Terra Santa e nel 578 partì per Cartagine, per poi proseguire per Gerusalemme. Dopo aver visitato i luoghi santi, si ritirò per quattro anni dedicandosi allo studio e alla preghiera, ritornando a Gerusalemme nel 584. Successivamente, si recò ad Antiochia e a Costantinopoli, dove la sua fama giunse all’orecchio dell’imperatore Maurizio, che lo invitò a partecipare a un concilio.
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Episcopato:
Giunto a Roma, fu consacrato vescovo e destinato alla chiesa di Agrigento, dove fece ritorno nel 591.
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Accuse e Assoluzione:
A causa di un’accusa ingiusta, fu incarcerato a Roma. Tuttavia, in un concilio di 150 vescovi convocato per discutere il suo caso, il papa riconobbe la sua innocenza.
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Opere e Fondazioni:
Nel 595, costruì nella sua diocesi un tempio dedicato ai Santi Pietro e Paolo. Fondò anche parecchi collegi per l’istruzione delle donne, con l’aiuto di sua madre.
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Studi e Teorie:
Viene descritto come uno studioso di teologia e delle scienze fisiche e mediche, lasciando molti scritti. Si dice che sostenesse la teoria del movimento della terra attorno al sole, cercando di conciliare la scienza con l’interpretazione della Bibbia.
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Ultimi Anni:
Negli ultimi anni della sua vita si ritirò in solitudine e morì ad Agrigento nel 630.
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Venerazione:
È venerato come santo e patrono per la conservazione di beni archeologici e architettonici. La sua festa liturgica è celebrata il 23 novembre nella Chiesa cattolica, tranne in Sicilia, dove ricorre il 25 novembre.
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Vita di San Gregorio scritta da Leonzio:
Una delle testimonianze più importanti sulla sua vita è la Vita di San Gregorio, scritta in greco da Leonzio, abate del monastero di San Saba a Roma. Leonzio afferma di aver appreso le notizie sul santo dalla tradizione orale del proprio monastero. Il testo è datato tra l’VIII e il IX secolo, prima della conquista araba di Agrigento. Domenico De Gregorio ha pubblicato una Vita di san Gregorio agrigentino nel 2000, basandosi su questo racconto.
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Identificazione con Gregorio Magno:
Stefano Antonio Morcelli, nella sua opera del 1791, identifica San Gregorio di Agrigento con il vescovo Gregorio menzionato nell’epistolario di papa Gregorio Magno, datando il suo episcopato dal 590 al 630. Questa cronologia è ampiamente accettata. Agostino Amore, tuttavia, suggerisce che la Vita di Leonzio potrebbe aver unito le storie di due distinti Gregories.
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Trasformazione del Tempio della Concordia:
A San Gregorio è attribuita la trasformazione del tempio detto della Concordia in chiesa, preservando così il monumento dalla distruzione. Una cappella dedicata a San Gregorio esisteva all’interno del Tempio della Concordia fino alla fine del XVIII secolo.
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Abbazia dedicata a San Gregorio:
Tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, Ruggero dotò l’abbazia di Agrigento dedicata a San Gregorio di molte terre. Nell’area della Valle dei Templi fiorì in epoca bizantina un monachesimo di rito greco che aveva come riferimento l’abbazia di San Gregorio.
La Vita scritta da Leonzio è una fonte primaria ma la sua cronologia è stata oggetto di dibattito e diverse interpretazioni nel corso del tempo.


Un Mosaico di Popoli ed Etnie nella Sicilia Antica