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Gli Ipogei di Agrigento: Storia, Mistero e Utilizzi Antichi in un’Opera della Prima Metà dell’Ottocento

5 Gennaio 2025 //  by Elio Di Bella

Gli Ipogei di Agrigento: gallerie sotterranee scolpite nel tufo ? antiche cave di pietra ? rifugi durante gli assedi ?

Introduzione agli Ipogei di Agrigento

Questi Ipogei sopra un piano ineguale un seguito innumerevole di gallerie, di cui talune sono centro a molte altre che fra di loro irregolarmente comunicano, ed altre dirigonsi in diversi sensi entro alle viscere della rupe.

Caratteristiche Strutturali degli Ipogei

Han queste la forma di tanti poligoni irregolari, di cui le pareti sono tagliate in una specie di tufo calcare conchiliare, ora in piani verticali, ed ora ad angoli saglienti e rientranti, come i francesi direbbero a zig-zag, e giusto come nelle cave di pietra frequentemente si osserva.

Tecniche di Costruzione e Rafforzamento delle Volte

Le volte quasi piane poggiano sulle mura laterali, e veggonsi talvolta sorrette da certi piloni isolati, tagliati ugualmente nel vivo sasso, che raccorciandone le lunghezze, le rendono più adatte a sostenere il peso gravissimo che loro sovrasta, essendo di sovente oltre a 6o palmi sotto il suolo della città.
E perché riescano ancora più salde, sono spesso rafforzate, negli angoli, da due o tre scaglioni sporgenti che ivi fanno ufficio di mensole.

Lucernari e Illuminazione negli Ipogei

Era questo sotterraneo rischiarato di tratto in tratto da lucernali quadrilateri incavati piramidalmente nella rocca, un gran numero de’ quali rinviensi nelle particolari abitazioni della moderna Girgenti, ed alcuni fra questi, essendo meno guasti e ingombri di terra, apprestano oggidì l’ingresso a’ sotterranei.
Le volte sono coperte di stallattiti dalla filtrazione delle acque della montagna, le quali sì fattamente vi sovrabbondano, che giungono talvolta a formare de’ piccoli stagni.

Quale fu il loro uso ?

Egli non è certamente cosa di lieve momento il pronunziare un sicuro giudizio intorno all’uso a cui i nostri ipogei esser potevano destinati.

I Sicani e il Mistero dei Sepolcri Assenti

Però ch’eglino non sieno stati sepolcri può facilmente argomentarsi dal non trovarcisi alcun vestigio di loculi, di sarcofagi, di colombari, di vasi, d’iscrizioni, e di ogni altra cosa che vaglia ad indicare un tale uso; daltronde l’antichità non offrendoci veruno esempio di un sepolcreto costrutto sotto il suolo di una città.
Tre sono le epoche più rimarchevoli dell’antica storia di Agragante, cioè la sicana, la greca e la romana.
Intorno alla prima, benchè non ci sia noto riè il modo, nè il luogo ove i Sicani fossero usi di seppellire gli estinti, pure vedesi agevolmente che una popolazione poco numerosa , come quella che ne’ tempi di che trattiamo abitava le città della Sicilia, non avea di certo mestieri di un sepolcreto capace di contenere più milioni di cadaveri.

L’Eredità Greca: Cimiteri Fuori le Mura

I Greci poi aveano costume di situare i loro pubblici cimiteri fuori le città e verso il settentrione, ove osservasi tuttavia quello di Agragante: nè mancavan mai di fornirli del solito corredo di vasi, di lucerne, di monete, e di ogni altra cosa che costantemente vi si rinviene.

L’Impronta Romana

I Romani finalmente costruivano i loro sepolcri sopra terra, elungo le strade principali contigue alle mura delle città; nè mancavano di fornirli di loculi, di sarcofagi, di colombari, e de’ soliti vasi, monete, lucerne, di che la medesima Agragante ci offre non pochi esempi: le quali cose, se il nostro giudicio non falla, dimostrano pienamente, che altro sia stato il destino degli agragantini Ipogei.
Ch’eglino poi non servissero ad uso di pozzi o cisterne, apparisce evidentemente dalla medesima loro forma; e sebbene in taluna di queste gallerie si vegga raccolta dell’acqua, pure è chiaro ch’ella non sia bastevole ad un tale obbietto, essendone per altro sgombra la più gran parte.

Ipogei: Cave di Pietra o Luoghi Multifunzionali?

Esaminando però attentamente questi Ipogei, ne sembra che la loro forma indichi di per sè stessa l’uso a che primitivamente si destinassero, essendo dell’intutto somiglievoli alle ordinarie cave di pietra.
Laonde non crediamo gir lontani dal vero supponendo, che i sotterranei del Camico fossero originariamente le cave donde si estrassero i materiali bisognevoli alla costruzione della città, siccome appunto furori da principio quelle tutte dell’Egitto, secondo che ne pensano il Jomard ed altri valentissimi uomini.

Utilizzo degli Ipogei durante gli assedi

Egli è però molto probabile , che nell’eseguir quel lavoro abbiasi voluto mirare a condur l’opera in tal modo, che i vani che si andavan formando servir potessero a qualche altra bisogna come quella di nascondervi nelle cittadine vicissitudini, i tesori e i più preziosi arredi e ne’ casi di assedio , rinchiudervi eziandio le mandrie, o conservarvi le provvisioni necessarie alla sussistenza degli abitanti, siccome avvenne probabilmente allorquando dopo la morte di Minos , fu la città assediata da’ Cretesi per lo spazio di cinque anni. Addogi che nella rocca di Agragante non trovansi all’infuori di queste grotte , altri pozzi o conserve destinate al cennato obbietto, siccome veggonsi in Selinunte, in Egesta, in Solunto , ed in tante altre antiche città.

Le Grotte Fuori Porta di Ponte: Un Accesso Segreto?

Nè la difficoltà di estrar le pietre da quegli aditi ristrettissimi pe’ quali si discende oggidì negli Ipogei sarà di ostacolo all’ipotesi che abbiam formata; imperciocchè comprendesi agevolmente che verso le falde della rocca , o almeno in luoghi posti allo stesso livello de’ sotterranei, esser potevano ingressi più facili , e convenevoli ad un tal uso, siccome a nostro senno dànno a divedere quelle grotte che osservansi fuori Porta di Ponte, e vicino a’ bagni, ove il suolo giace più basso, le quali doveano indubitatamente mettere agli Ipogei di che ragioniamo essendo daltronde manifesto, che le buche per le quali oggidì vi si scende, altro non siano che gli aditi donde loro veniva l’aria e la luce.

Cave convertite ?

Per le quali cose sembraci verisimile che i sotterranei del Camico siano stati originariamente, a somiglianza di quelli di Egitto, semplici cave di pietre, convertite poscia in altri usi per comodo degli abitanti, e col decorrer del tempo ingrandite secondo cherichiedevalo il bisogno.
E questa supposizione maggiormente si afforza dall’osservare , che la rocca nella quale sono esse tagliate è di un tufo calcare conchiliare, similissimo a quello di che sono costrutti i monumenti di Agragante e che, malgrado l’ampiezza di quella famosa città, rivale per la magnificenza de’ tempi e de’ sepolcri, ad ogni altra della Sicilia non solo, ma della Grecia medesima , non si rinvengono ne’ suoi dintorni, oltre a quelle del Camico, se non poche lapidicine che non bastavano certo a fornire i materiali bisognevoli a tanta mole.

Domenico Lo Faso Pietrasanta Duca di Serradifalco, Antichità Di Sicilia, Palermo, 1836

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Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento, akragas, girgenti, ipogei di agrigento

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