La storia degli alberghi nel Viale della Vittoria ad Agrigento, tra cui il famoso Grand Hotel et Agrigentum, e il loro ruolo cruciale nel turismo del primo Novecento
Introduzione
Nel contesto dello sviluppo turistico di Agrigento nei primi anni del Novecento, il settore alberghiero ha giocato un ruolo cruciale nel consolidare la città come una destinazione di prestigio.
L’industria alberghiera
L’industria alberghiera, con l’apertura di strutture di alta qualità, ha contribuito in modo significativo alla crescita economica e all’attrazione di una clientela selezionata, inclusi membri dell’aristocrazia e personalità politiche di rilievo.
Un esempio emblematico di questo fenomeno è lo sviluppo del settore alberghiero nel viale alberato agrigentino: il Viale della Vittoria
La Costruzione della Villa Altieri
Nella parte iniziale del Viale posta in posizione elevata (rispetto al piano stradale), venne costruita la villa Altieri che fu una delle prime dimore sorti all’inizio del viale.
L’Inaugurazione del Grand Hotel et Agrigentum
A fianco della propria villa gli Altieri costruirono e gestirono il Grand hotel et Agrigentum.
La gestione fu data al manager settentrionale Ravanelli, imparentato con uno dei soci.
L’hotel entrò in attività nel 1926.
La vista sulla Valle dei templi e della costa, che da Punta Bianca arriva sino a Monte Rossello, lo rese molto ricercato.
L’albergo venne frequentato da persone facoltose e da personalità della politica del tempo, le Famiglie Cappadona, Bugio, Capizzi, Vinti, Carmina, Malato, Afflitto e Urso da Porto Empedocle ne erano frequentatrici abituali;
erano abituali anche il Principe Giuseppe Gravina di Comitini, le baronessine Ninetta Pasciuta Caramazza e Concettina Caramazza.
Fu l’hotel preferito dai massimi gerarchi fascisti: il Quadrunviro Italo Balbo e il Segretario del Partito Nazionale Fascista dell’epoca Achille Storace.
Una Clientela di Elite e Eventi Culturali
Vi si tennero ricevimenti, “the danzanti”, soirées varie, conferenze ed incontri culturali.
In quegli anni l’alta borghesia di Agrigento, di Porto Empedocle, di Canicattì e anche di Palermo, era solita trascorrere il suo tempo libero con la cura dei cavalli, con i calessi e le carrozze si recavano al Passeggio Cavour o a S.Leone per il “the pomeridiano”.
La Crisi degli Anni Trenta e la Chiusura dell’Hotel
Negli anni Trenta sopraggiunse la crisi mondiale e il turismo nobiliare che frequentava Agrigento scomparve in brevissimo tempo.
Il Dopoguerra e la Nuova Destinazione dell’Edificio
L’Hotel Agrigentum entrò in perdita, i soci litigarono e l’albergo fu chiuso.
Dopo la 2ª Guerra Mondiale divenne sede dell’Intendenza di Finanza e all’edificio venne aggiunto un piano.
Fonte: Davide Nocera


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