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manoscritto arabo conservato nella biblioteca lucchesiana

Dai templi ai documenti: Agrigento tra archeologia e memoria

21 Aprile 2025 //  by Elio Di Bella

La storia di Agrigento attraverso fonti archeologiche e documentarie: un viaggio tra templi, necropoli e archivi che svela le trasformazioni della città dalle origini greche all’età contemporanea.

Le fonti archeologiche e documentarie si rivelano strumenti fondamentali per illuminare la vita e le trasformazioni di Agrigento, offrendo prospettive complementari e spesso integrate sulla sua lunga storia.


Fonti Archeologiche

Fondazione e periodo arcaico:

La documentazione archeologica è essenziale per interpretare il momento dell’insediamento dell’apoikia greca di Akragas e per identificare i segni identitari della cultura materiale dell’ethnos fondatore. Al momento attuale della ricerca, nel sito dove sorse Agrigento e nell’area circostante, non ci sono materiali diagnostici che legittimino l’ipotesi di un significativo apporto rodio, suggerendo invece consolidati rapporti di scambio con l’area settentrionale della Ionia, come evidenziato anche a Selinunte. L’assenza di dati di scavo e di archivio per i manufatti rinvenuti nei primi decenni del Novecento rende cruciali i rinvii a contesti archeologici meglio indagati come Gela e Selinunte per comprendere gli influssi artistici nel periodo arcaico


Periodo della tirannide di Falaride:

Nonostante le fonti letterarie registrino un periodo di prosperità e di costruzioni durante la tirannide di Falaride, la documentazione archeologica disponibile, secondo le più recenti investigazioni, non presenta tracce materiali o evidenze di edifici cultuali inquadrabili cronologicamente intorno al secondo quarto del VI secolo a.C.. Questo sottolinea il rischio di affidarsi unicamente alle fonti letterarie per ricostruire il panorama storico e archeologico di questo periodo.

Edifici di culto:

Sebbene il processo di monumentalizzazione delle strutture sacre ad Agrigento sia relativamente recente rispetto ad altre poleis siciliane e greche, i templi diventano un segno distintivo della comunità civile. La rilettura della documentazione superstite permette di cogliere gli elementi peculiari e distintivi delle evidenze architettoniche e i tratti formali della produzione artistica e artigianale locale, consentendo di recuperare le direttrici degli influssi culturali confluiti ad Agrigento nella prima metà del VI secolo a.C. e di registrare gli elementi di novità tipicamente akragantini.

Periodo ellenistico-romano:

Nuove ricerche archeologiche hanno spostato il focus sull’età romana e tardo antica, riconsiderando le dinamiche di continuità, trasformazione e abbandono nel passaggio da Akragas ad Agrigentum. Gli scavi nel Quartiere Ellenistico Romano e al Tempio Romano hanno fornito nuovi reperti, esposti in mostre, e hanno accresciuto l’interesse per la città antica. La scoperta del Teatro ha avuto un impatto significativo, coinvolgendo la comunità nella ricerca anche attraverso l’esperienza del cantiere aperto.

Periodo paleocristiano e altomedievale:


I dati provenienti dallo scavo della necropoli sub divo hanno permesso una precisazione cronologica circa l’estendersi dell’area cimiteriale all’interno delle mura urbiche della città greca già a partire dalla fine del III secolo d.C.. Una rilettura della cronologia dei materiali provenienti da precedenti esplorazioni indica nel VII secolo il terminus ante quem per la fase finale di vita del cimitero paleocristiano. Le indagini archeologiche più recenti hanno portato alla luce alcuni tratti di una strada di epoca paleocristiana, larga m. 5,5, condizionando la disposizione del cimitero. L’analisi della cultura materiale, dall’architettura alle statuette fittili, ha evidenziato un legame consistente con la confinante madrepatria, Gela


Fonti Documentarie:

Fonti letterarie greche e romane:

Le fonti letterarie, come il resoconto di Tucidide sulla fondazione di Akragas, forniscono informazioni storiche, sebbene a volte non completamente sovrapponibili. Il culto akragantino è stato ipotizzato essere quello della Lindia sulla base di una fonte letteraria della metà del II secolo a.C., in contrasto con il racconto di Tucidide. Le fonti letterarie registrano un periodo di prosperità interna e di espansione territoriale durante Falaride. Tuttavia, la ricostruzione della personalità storica di Falaride è stata influenzata da una lettura positivistica di queste fonti.

Fonti epigrafiche:

Le iscrizioni ritrovate ad Agrigento, come quelle relative a benefattori e divinità, raccontano storie del passato.

Archivi storici:

L’Archivio Capitolare di Agrigento conserva pergamene relative all’edificazione di strutture come l’Hosterium dei Chiaramonte nel 1310. I registri dell’Archivio Diocesano di Agrigento forniscono informazioni sulla chiesa di San Gregorio ricavata nel tempio della Concordia in epoca medievale. L’Archivio di Stato di Agrigento è ricco di documentazione relativa all’amministrazione dei beni ecclesiastici dopo il 1866. La documentazione dell‘Archivio Storico Diocesano, unitamente ai documenti dell’Archivio Capitolare, contribuisce a ricostruire l’evoluzione nel tempo di edifici come il Collegio dei SS. Agostino e Tommaso.

Studi storici e archeologici:

Opere come la “Topografia storica di Agrigento” di Schubring (1887) e gli studi di Pietro Griffo hanno contribuito alla conoscenza della città antica e moderna. Le pubblicazioni recenti, come “Agrigento . Quartiere ellenistico-romano: insula III. Relazione degli scavi e delle ricerche 2016-2018”, forniscono i risultati delle nuove indagini archeologiche. Gli studi sulla Biblioteca Lucchesiana si basano su fonti d’archivio per ricostruire il patrimonio librario e la cultura della raccolta.

Memorie e testimonianze:

Testimonianze dirette e ricordi, come quelli relativi alla frana del 1966, illuminano le trasformazioni urbane e il modo in cui gli abitanti percepivano la propria città. Le guide per i visitatori, come quella di Griffo del 1955, riflettono la conoscenza e la divulgazione del patrimonio archeologico nel tempo.

Interazione e Illuminazione Congiunta:


Un dialogo serrato e parallelo tra le informazioni delle fonti letterarie e i dati della documentazione archeologica consente di delineare scenari alternativi rispetto a quelli finora formulati e di approfondire questioni relative all’origine, ai modelli, ai processi di ricezione ed elaborazione delle espressioni culturali ad Agrigento. Ad esempio, mentre le fonti letterarie dibattono sulla provenienza dei fondatori di Akragas, l’analisi della cultura materiale fornisce indicazioni concrete sui traffici commerciali e i rapporti di scambio. La mancanza di evidenze archeologiche del periodo “falarideo” mette in discussione una lettura troppo acritica delle fonti letterarie relative a quel periodo.

In sintesi

le fonti archeologiche forniscono evidenze materiali sulle trasformazioni urbanistiche, sulle attività artigianali e commerciali, sulle pratiche cultuali e funerarie, e sull’evoluzione architettonica di Agrigento nel corso dei secoli. Le fonti documentarie, comprendenti testi letterari, iscrizioni, documenti d’archivio e studi moderni, offrono contestualizzazione storica, informazioni su eventi specifici, personaggi, istituzioni e la percezione della città nel tempo. La loro analisi congiunta è indispensabile per una comprensione completa e sfaccettata della vita e delle trasformazioni di Agrigento, dalle sue origini greche fino all’epoca contemporanea.

Elio Di Bella

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento

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