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Chiesa di Santa Croce ad Agrigento

12 Febbraio 2016 //  by Elio Di Bella

santa croce

La chiesa parrocchiale di Santa Croce, che si eleva snella nel popolare quartiere dell’Addolorata, ha un prospetto semplice, ma tanto simpatico. Due paraste angolari, sormontate da due capitelli dorici e dei classici triclini, reggono una modesta cornice su cui si appoggia un campanile a tre edicole, delle linee semplici ed eleganti, munite di balaustra in pietra. Semplice da anch’esso elegante il portale, cui fa riscontro in asse, nella parte superiore, una finestra con mostra ad orecchie.

La storia della parrocchia è secolare: l’ospedale di Santa Croce infatti esisteva da tempo, allorché – nel 1530 – venne occupato dai padri minimi di San Francesco di Paola, così che la chiesa venne di nuovo fabbricata, nel Rabato, nel sito dove ora si trova.

Nel 1600 era ancora parrocchia, ma al tempo della peste – nel 1624 – cessò di esserlo, divenendo “filiale curata dalla cattedrale”, con un cappellano curato, un cappellano sacramentale ed un assistente in essa operavano, al principio del nostro secolo, il 1900, la confraternita del Santissimo Sacramento (superiore Calogero montana), la pia unione delle figlie di Maria (direttrice signora Carmela Zambuto) ed il terzo ordine di San Francesco d’Assisi nel quale era direttrice la signora Francesca Casà. Ora il terzo ordine femminile francescano ha sede nella chiesa di San Francesco d’Assisi, basilica dell’Immacolata.

Nel 1935 la chiesa di Santa Croce venne di nuovo elevata parrocchia filiale.

L’interno del sacro edificio ad unica navata, è stato nel 1940, decorato nella volte nelle pareti dal valente pittore agrigentino professor Attilio Cortese.

Opere d’arte

nella chiesa parrocchiale di Santa Croce si ammirano alcune belle statue lignee dovute al valoroso scultore agrigentino Calogero Cardella, e precisamente “Sant’Agnese” e la Madonna delle figlie di Maria chiuse virgolette (eseguite nel periodo 1870 1880, il “Bambino Gesù” (Per la Natività ), eseguito nel periodo 1890 – 1900, nonché la statua di Gesù e Maria del Cardella restaurata nel periodo 1900 – 1910. L’ultimo lavoro eseguito dallo scultore Cardella per la parrocchia di Santa Croce è stata la statua lignea del beato Matteo Gimmarra , già vescovo di Agrigento, che si vuole sia nato – verso il 1380 – proprio nel rapporto, e per il quale beato gli agrigentini hanno grande devozione.

La statua lo raffigura giacente sopra un giaciglio, un po’ sollevato sui fianchi, in un atteggiamento paradisiaco, che contempla estasiato la tavoletta dove è scolpito il nome di Gesù: è posta sotto l’altare, ed è ornata di un baculo donato da Sua eccellenza il vescovo monsignor Bartolomeo Lagumina , di una croce pettorale con catenina tutta d’oro donata dal canonico Giuseppe russo – che nel 1870 scrisse la biografia del beato Matteo – presidente del comitato cittadino per i festeggiamenti svoltisi in quell’occasione e dalla bella mitra donata dal sacerdote Calogero Variotempo , curato della filiale, che nel 1913 ordinò al Cardella la statua e fu promotore dei  festeggiamenti per l’inaugurazione

Calogero Cardella

Lo scultore Calogero Cardella, onore e vanto della terra nativa, nacque da Agrigento il 9 gennaio 1834 da Salvatore da Maria Antonietta Canta. Studiò architettura col Signorelli e disegno  e figura con Apelle Politi, figlio del valoroso pittore siracusano Raffaele, agrigentino direzione. Nel 1856  passò a Napoli dove studiò scultura con i  professori Servaglios e Biancaldi ; l’anno dopo si trasferì a Palermo e dopo di aver brillantemente superato un esame venne ammesso all’Accademia di belle arti. A Palermo rimase fino al 1860 esercitando la scultura con Vincenzo Donselli e con Salvatore Valenti.  Ritornò, dopo, ad Agrigento dove chiuse i suoi giorni nella tarda età di 87 anni, nel 1921.

Nella parrocchia di Santa Croce era stata trasportata è posta nel terzo tare la tua epistola una bella tela, raffigurante “San Pietro Nolasco  e San Raimondo di Pennafort, fondatore dell’ordine dei Mercedari, proveniente dall’antica chiesa. Allorché, nel 1940, venne provveduto al restauro ed abbellimento della Chiesa, questa bella tela opera di Domenico Provenzani senior, venne tolta da sopra l’altare sostituita con una statua. Nel toglierla venne gravemente danneggiata ed in tali pietose condizioni posta, provvisoriamente, nelle lettererino, dove io l’ho trovata nel gennaio 1939

Alessandro Giuliana Alaimo in L’Amico del popolo 14 agosto 1966

Categoria: Storia AgrigentoTag: agrigento storia

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