• Menu
  • Skip to right header navigation
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Before Header

Agrigento Ieri e Oggi

Una Storia che continua a parlare.

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
santuario rupestre rupe atenea

Agrigento, Un Viaggio Tra Storia e Bellezza sulla Rupe Atenea

24 Novembre 2023 //  by Elio Di Bella

Esplora la Rupe Atenea ad Agrigento, un luogo incantevole che fonde la maestosità della storia con panorami mozzafiato. Perfetta per gli amanti dell’arte, della cultura e della natura, la Rupe Atenea offre un’esperienza unica di immersione nella ricca storia di Agrigento. Visita per vivere un’avventura indimenticabile tra le meraviglie del passato.

Antichitò akragantine.

Rupe Atenea

Il forestiere che va fino a Girgenti, per vedere le antichità akragantine,  non puo fare a meno di visitare la Rupe Atenea. Colà ovunque ei si rechi ha sempre davanti agli occhi l’ altura imponente, dalla quale resta per qualche temposuggestionato.

L’elevatezza simmetrica rispetto alla terra, che le sta dinanzi la regolaritá della linea, che discende d’ambo i lati, quasi volesse ancora con le sue braccia distese contenere e distendere tutta la campagna,

danno a questa una singolare fisonomía di uniformitá e di attitudine a ricevere la sede di una grande popolazione.

La ben posta collina che, distante quattro chilomenetri circa dal Mediterraneo, si leva come un dia­dema su la fronte della cittá morta.

Pare che vivifichi ancora con l’alito secolare di ricordi e di ebbrezze nuove, tutta la terrazza: che oggi ha nome Civita, perennemente accarezzata da un incan­to di cielo e di mare, che veduti una volta non si scordano piü.

Rupe Atenea: Un’Esperienza da Non Perdere in Sicilia

Non tutti coloro che viaggiano sanno il valore della tradizione popolare

Un manoscritto di un artista girgentina,   conservato  nell Biblioteca Lucchesiana di Girgenti, afferma la identità del nome col sito detto Le Forche, voce araba che suona Aurora,

rimasta nel gergo del volgo e, dopo tanti secoli, ancora ripetuta nei contratti notarili, che descrivono i terreni vicini.

Quindi non vi può essere dubbio su la corrispondenza di Rupe Atenea con questo colle appellato Le Forche.

Già Diodoro lo aveva chiamato Collina Atenea e Pindaro la ben posta collina di Akragas; già Polibio l’aveva chiamata akra o altura  ed akra della città l’appellarono gli akragantini.

Rupe Atenea: Un Tesoro per Gli Appassionati di Storia

Alla cima, i fondatori primi di Akragas innanlzarono un tempietto in antis ad Atena e a Giove Atabirio; ingrandito poi sotto il regno di Terone e solennitazzato col nuovo culto di Giove Polieo.

In questa vetta Falaride fissò la sua dimora, cingendola di un muro di difesa prima di ripiombare su la città per farsene tiranno.

Da questa altura 800 Campani disertarono nel 406 a. C. ed un Annibale, duce Cartaginese, con fuochi notturni avvisò Annone, accampato sul monte Krastos, d’ingaggiare battaglia, la dimane, contro i romani.

A questo accenna Polibio quando fa menzione dell’unico tempio dell’akra, e si riferiscono i due passi di Diodoro e di Empedocle, indicanti l’uno l’accensione di fuochi,

come segnale per illuminare la città contemporaneamente in più parti, la sera delle nozze sontuose di una Antistene;

l’altro il luogo di sepoltura, richiesto d’Acrone ai membri del Deuterio, a favore del proprio genitore.

Rupe Atenea: Un Tesoro per Gli Appassionati di Storia

Infine Gellia, venendo al tempio di Pallade, nel dicembre del 406 a. C., si ridusse qui con tutti i suoi, nell’estrema agonia della città. Tutti gli orrori di un lungo assedio più crudele già l’avevano funestato.

Scrive Diodoro: Gellia rifugiandosi in su l’akropoli, credeva “di dover essere salvo per la venerazione della dea Athena e per la sua religione;

credeva che la riverenza il culto degli dei dovessero trattenere la crudeltà dei cartaginesi.

Ma appena si avvide quanto fossero empi disprezzatori di ogni religione di ogni pietà, diede fuoco al tempio e volle ardere insieme con i suoi e con quei doni che vi erano dentro conservati”.

Un Panorama Unico: La Vista dalla Rupe

Su quest’altura dunque, aveva sede il culto di Pallade Atena, la dea che la luce dell’intelletto, uscita del cervello di Giove. All’apparire di lei la natura, commossa nei suoi contrarii elementi, tornava alla serenità.

Da qui gli attributi di Lei, dea della battaglia, della prudenza, della pace, delle arti datrice di ogni ricchezza di ogni virtù aveva culto estesissimo presso gli Elleni.

Sull’akropoli di Lindo, nell’isola di Rodi, aveva un tempio; due sull’ateniese, l’Eritreo e il Partenone. La Grecia e colonie echeggiavano del suo nome.

Il titolo di Atabirio venne a Giove dal monte Tabor, in Linda, alla sommità del quale sorgeva il suo tempio; quello di Polieo, o cittadino, si aggiunge durante il regno di Terone,

quando Akragas riunì sotto lo scettro di lui i Dori di Creta, di Rodi, di Gela.

La religiosità comune, senza distinzione di stirpe e di tribù, suggerì il titolo di Giove Polieo.

Nel suo tempio ora non rimane vestigio, forse i resti, risparmiati dal fuoco e dall’ingiuria del tempo, precipitarono nei burroni di settentrione con buona parte della montagnuola. Fosse, sotto terra, nel versante di sud, rimane qualche cosa, che il raggio del sole un giorno illuminerà.

Ma il viaggiatore non vuol sapere di tante nebbiose deità, né di tanto buio di ricordi in mezzo a questo incanto di luce di aria.

Non vuol saperne egli, che assapora con gioia la larga visione di una realtà, il fascino di un panorama che ha un’estensione colossale di una bellezza che rapisce i sensi e strappa accenti di ammirazione.

Da qui in giù è agevole accarezzare con gli occhi la pianta viva di Agrigento è in una sintesi topografica raccogliere in luoghi visitati, le valli, i poggi, le adiacenze,

per estendere lo sguardo sul giro delle mura, su le vallate esterne, fra le necropoli, sui fiumi, sopra i siti del porto e dell’emporio.

Da qui, col muovere di occhi, da un’altezza relativamente mediocre (351 m) si domina tutto, monti e pianure, mare campagna,

tutto circonfuso di colori di luce, come dentro un cerchio immenso, dove scorgi limiti evidenti e seni popolosi, piani ondulati e valli verdeggianti paesetti or nascosti or aprici fra le colline.

Passeggiando tra i Sentieri della Rupe Atenea

Tutto il mondo del turismo sa che la vista di Girgenti è mirabile specialmente per i suoi superbi tramonti. Ma pochi sanno che tramonti, goduti dalla rupe Atenea, primavere di autunno, sono degni di noverarsi fra le più rare meraviglie del mondo.

L’artista il turista, chi ha bernoccolo dell’arte, troveranno sempre belli i tramonti del sole laddove la natura improvvisa un paesaggio

di terra, di mare, di luce, o una vallata in fondo ad una gola di colline, ammantate di nevi, o un arco luminoso di cielo, visto attraverso una cerchia di monti brulli.

Un Panorama Unico: La Vista dalla Rupe

Ma da questa vetta col silenzio del vespro, con quest’aria piena di effluvi, come pure arrivano in noi e non si sa quali sconosciute plaghe,

da quali misteriosi invisibili giardini provengano, eglino rivedono più belli i riflessi del sole morente ,

E’ che in questa sommità v’è tutta l’anima della vallata intorno, ch’esala e respira;

vengono all’orecchio le mille voci sommesse e si acuiscono all’occhio, fatto più sensibile, le infinite variazioni di luce di ombre, che ci fanno trasognare come in nessun altro luogo della terra.

Qui verrà il viaggiatore, sia pure sordo ad ogni ispirazione della poesia e dell’arte, a riposare e a… sognare.

Arte e Natura: Il Binomio Perfetto della Rupe

Su di questa altura, che domina la morta patria di Empedocle, col concorso dell’intelletto mondiale dovrebbe sorgere la statua colossale del filosofo ad annunziare la meta inarrivabile dei destini umani,

così come l’Athena armata di Fidia dall’alto dell’Acropoli di Atene, segnava ai naviganti termine di loro pellegrinaggio.

Nessun’altra anima più grande del vate akragantino è adatta a personificare il progresso indefinito dell’umanità attraverso le grandi epoche della storia.

Che sono qui il suo monumento, questo è il vuoto, che, sulle ali del tempo e dello spazio liberatosi nei secoli pervenuto fino a noi l’artista dello scienziato,

viaggiando in queste terre illuminate dal sole di mezzogiorno e della placida luce della civiltà greca, accoglieranno il voto e porteranno lontano la voce annunciatrice;

e in ogni angolo, dove l’arte della scienza hanno un culto, l’eco risuonerà, finché risorga in bronzo l’immagine a determinare il pensiero, che nel carne secolare scrutò l’universo.

Salvatore Bonfiglio, Antichità Akragantine, Rupe Atenea, in “Pensiero Latino, Milano, 18 luglio 1808.

  1. Rupe Atenea Agrigento
  2. Storia di Agrigento
  3. Viaggi a Agrigento
  4. Attrazioni turistiche Agrigento
  5. Bellezza storica di Agrigento
  6. Destinazioni culturali in Sicilia
  7. Esplorazione storica ad Agrigento
  8. Panorami mozzafiato Agrigento
  9. Turismo culturale Agrigento
  10. Agrigento Capitale della Cultura

.

Categoria: Agrigento RaccontaTag: agrigento, agrigento racconta, agrigento storia, akragas, rupe atenea, valle dei templi

Post precedente: « Agrigento e il Mediterraneo: Un Viaggio Storico nell’Antica Akragas
Post successivo: Sapori di Agrigento: Un Viaggio Nella Tradizione Gastronomica »

Footer

Copyright

I contenuti presenti sul sito agrigentoierieoggi.it, dei quali il Prof. Elio di Bella è autore, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

Privacy

Questo blog rispetta la normativa vigente in fatto di Privacy e Cookie . Tutta la docvumentazione e i modi di raccolta e sicurezza possono essere visionati nella nostra Privacy Policy

Privacy Policy     Cookie Policy

Copyright © 2026 Agrigento Ieri e Oggi · Creato da Webbando.net