di Elio Di Bella
All’archivio di stato di Agrigento si conservano le “note informative” su decine e decine di cospiratori agrigentini.
A qualcuno potrà sembrare strano che la nostra pacifica provincia nell’ottocento abbia dato tanti grattacapi ai servizi di spionaggio della monarchia Sabauda, ma così è.
In tutta la provincia di Girgenti, in tutti i circondari, il Prefetto e le sottoprefetture ebbero un gran da fare a schedare e controllare massoni, repubblicani, pericolosi clericali, socialisti, anarchici, filo-borbonici.
Numerose schede ci descrivono i tanti cospiratori in tutti i loro particolari: oltre ai dati anagrafici, l’aspetto, il partito di appartenenza, i reati, i trascorsi politici e quanto possono essere pericolosi.
Tutte queste notizie venivano chieste dal Ministero degli Interni e spesso bloccavano assunzioni, carriere o provocavano trasferimenti e noie varie.
Le informazioni riservate sovravvissute non risparmiano neppure famiglie piuttosto celebri e preti nostalgici del vecchio regime borbonico o antimonarchici.
Tra gli individue rei di avere simpatie per la massoneria e il movimento repubblicano troviamo ad esempio quasi tutti i componenti della famiglia Ricci-Gramitto, la famiglia della madre di Luigi Pirandello. E tra quelle carte compare anche Stefano Pirandello, padre del nostro celebre scrittore. Ma anche i Friscia naturalmente, che erano a capo di ogni cospirazione a Sciacca e dintorni.
saverio friscia
Vi sono notizie diverse sui redattori del giornale dell’internazionale socialista “L’Eguaglianza”, tra i quali spiccano Francesco e Gaetano Riggio. Intorno all’internazionale le note sono numerose, si parla della presenza in provincia di emissari che vanno e vengono ” per eccitare le passioni popolari”.
Non mancano poi gli uomini della mafia che militano pure tra i massoni. Ecco ad esempio Vella Francesco che non ha nessun colore politico, ma “milita nel campo della maffia” e il dr. Ingrao Francesco di Grotte, arrestato diverse volte per reati di sangue e furti senza però essere condannato. Militante massonico. Il dr. Francisci Giuseppe di Naro, massonico assai vicino alla loggia del marchese Specchi, arrestati per i fatti del 1866.
Alla mafia era legato anche il clericale, già frate della comunità dei Liguorini Vincenzo Vasile.
Un’altra serie denominata “biografie” e proveniente dal ministero degli Interni comprende 16 sovversivi della provincia di Girgenti, su un totale di 3545. Essa è relativa agli anni 1863-1865 ed è stata pubblicata nel 1964 tra i quaderni della “rassegna degli Archivi di Stato”. Si tratta anche in questo caso di note molto dettagliate e vi figurano tra glia ltri anche i cosiddetti “reazionari” quelli cioè assai vicini alla Chiesa evidentemente considerata una realtà antigovernativa.
Tra i reazionari forse il nome più noto è quello del notaio di Canicattì Francesco Cigna. Tra i repubblicani viene segnalato il medico chirurgo di Aragona Giulio Di Benedetto che nel 1859 aveva innalzato per la prima volta nel suo paese la bandiera tricolore.
Come dunque è facile arguire anche il governo italiano che faceva così alte promesse di garantire i migliori ideali liberali, lasciava poi ben poco spazio alla libertà di opinione


Agrigento accadde oggi: febbraio 1949