il Beato Matteo Cimarra di Agrigento

Beato Matteo Cimarra

 

Il P. Serafino Gozzo, nel suo volume “Studi e ricerche sul Beato Matteo o. f. m.”, a pagina XXXI scrive:  A conclusione di questa premessa, sintesi dei lineamenti certi della figura storica del Protagonista del libro, siamo coscienti di essere ben lontani dal presentare la vita e  tutta l’opera del B. Matteo nel profilo di una monografia completa e perfetta sotto ogni aspetto. Non presumiamo infatti redigere la biografia del Beato, mancando ancora molti elementi necessari allo scopo, specialmente circa la prima parte della sua vita, ma ci limitiamo ad esporre il materiale che ci è stato possibile raccogliere con studio e ricerche che  ci autorizzano a chiamare il risultato delle medesime col titolo di “Studi e ricerche sul B. Matteo d’Agrigento e sulla Provincia serafica del SS. Nome di Gesù in Sicilia…”. Se la conoscenza attuale delle fonti ma consente di scrivere una biografia completa del beato Matteo d’Agrigento, giustamente qualcuno potrebbe chiedersi perché si presenta questo volume con il titolo “Beato Matteo – Frate Minore – Vescovo  di Agrigento”. Senza dubbio, per delineare la Sua figura non è indispensabile fermarsi su tutti i dettagli della sua vita, ma è certo auspicabile che altri ne continuino il lavoro di ricerca. L’obiettivo principale che oggi ci proponiamo di raggiungere è di inserire il B. Matteo nel catalogo dei Santi, insieme a S, Bernardino da Siena, suo maestro, S. Giovanni da Capestrano e S. Giacomo delle Marche, suoi compagni, che sono venerati Santi dall’Ordine dei Frati Minori e dal popolo cristiano. Per raggiungere questo scopo è necessario diffondere la sua conoscenza tra i fedeli quale modello di vita santa, perché si allarghi la schiera di coloro che ricorrano al suo patrocinio ottenendone favori e grazie, e perché venga ripreso il processo della sua canonizzazione. Gli studi e le ricerche del P. Serafico ci faranno da guida nella stesura di questo lavoro. A volte ne riporteremo integralmente interi brani, ma ometteremo le dotte disquisizioni e le dettagliate notizie storiche relative alla Provincia dei Frati Minori di Sicilia, che interessano solo gli specialisti. Però, non possiamo ignorare la determinante influenza personale del Beato Matteo nella crescita e nel potenziamento del movimento della Osservanza in Sicilia, che mette in evidenza l’ardore apostolico e il fervore di vita francescana, di cui sono testimonianza viva i conventi da Lui fondati.

Fatta questa premessa, un accenno a brevi linee, al periodo storico che vide il Beato Matteo come protagonista della vita della Chiesa e dell’Ordine dei Frati Minori di Sicilia. La sua esistenza si svolse tra la fine del secolo XIV e la prima metà del XV. Non conosciamo con esattezza l’anno della nascita e quello della morte, ma gli studi più recenti lo stabiliscono, rispettivamente, nel 1377 e nel 1450. La Chiesa era travagliata dallo scisma d’Occidente, iniziato nel 1378 e terminato nel 1417 con il Concilio di Costanza, e l’elezione a Sommo Pontefice di Martino V. L’Ordine dei Frati Minori costituiva ancora una sola famiglia religiosa finché Leone X, nel 1517, non lo dividerà tra l’Ordine dei Frati Minori Conventuali e Frati Minori Osservanti. Anch’esso al suo interno, aveva subito le conseguenze dello scisma d’Occidente: come sulla cattedra di Pietro si susseguivano contemporaneamente diversi Sommi Pontefici così alla guida dell’Ordine Francescano erano preposti Ministri Generali dell’una o dell’altra parte. L’Ordine riacquistò l’unità di governo nel 1418, nel Capitolo Generale celebrato a Mantova, nel quale venne eletto Ministro Generale P. Antonio da Pereto. La scena politica della Sicilia era dominata dalla Spagna. Vivente il nostro Beato, regnava Alfonso V Re d’Aragona e di Sicilia, detto il Magnanimo, che gli divenne munificio benefattore e intimo amico. Un periodo storico, dunque, molto agitato, nel quale facilmente si veniva coinvolti in posizioni contrapposte. Fedele alla Chiesa e all’Ordine, Egli in ogni circostanza diede prova di una profonda formazione teologica, di una vita religiosa esemplare, di prudenza e coerenza: doti che nelle circostanze più difficili lo fecero arbitro di pace e strumento di equilibrio tra le parti. Dopo questi semplici e modesti accenni, presentiamo il volume che è diviso in tre parti: La prima, dopo i dati anagrafici essenziali e le questioni connesse, si sviluppa la trama della sua opera di riformatore nella famiglia dell’Osservanza. Anzitutto il fatto che segnò profondamente l’esistenza del nostro Beato fu l’incontro e l’amicizia con S. Bernardino da Siena, alla cui scuola imparò la devozione al SS. Nome di Gesù, che divulgò in Sicilia e in Spagna. Gli ultimi venti anni, Egli li dedicò alla espansione e all’organizzazione dell’Osservanza, della quale fu prima Vicario Provinciale e poi Commissario Generale. Per questo meritò la stima del re di Spagna ed ebbe la fiducia del papa Eugenio IV, che lo nominò Visitatore Apostolico di Monasteri e di Provincie religiose e gli affidò il compito di estirpare la piaga della simonia, allora diffusa in Sicilia. Segue la storia della sua elezione a Vescovo di Agrigento e della drammatica rinunzia appena tre anni dopo. Si chiude con gli ultimi avvenimenti della vita, con la descrizione delle sue virtù eroiche e i miracoli compiuti. Nella seconda parte sono riportati documenti, poesie e preghiere. La terza parte presenta le fonti e la bibliografia. Vogliamo augurarci che il presente lavoro venga ben accolto e trovi larga diffusione perché contribuisca ad accrescere la conoscenza e la devozione del Beato Matteo e ne prepari le tappe per la futura canonizzazione.

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Elio Di Bella

Docente in Storia e Filosofia, giornalista e blogger. Studioso di storia locale.

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